Non sappiamo con esattezza che cosa si nasconda nelle pieghe dell’accordo tra Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi, ma non c’è dubbio che non s’era mai vista una Libia così clamorosamente collaborativa nell’impedire la partenza di immigrati verso l’Italia. Il ministro Roberto Maroni ha riconosciuto correttamente che le basi del pattugliamento congiunto delle acque libiche e internazionali furono messe dal governo Prodi, però la svolta s’è avuta negli ultimi 20 giorni e il centro di accoglienza a Lampedusa è vuoto.
Il carattere di Gheddafi induce alla prudenza: basta la più piccola incomprensione su un aspetto marginale del contratto e a un cenno del suo dito mignolo migliaia di profughi tornerebbero come per incanto a sbarcare sulle nostre coste: ne sono arrivati 7 mila nei soli primi quattro mesi di quest’anno contro i 4 mila dello stesso periodo del 2008. La speranza che l’intesa duri autorizza per ora a ipotizzare un radicale riesame della politica europea sull’immigrazione.
Spiace dirlo, ma le grandi istituzioni internazionali, dalle Nazioni Unite all’Unione Europea, hanno finora affrontato la questione con gigantesca ipocrisia. Entrambe hanno ignorato la dimensione internazionale del problema e ne hanno scaricato la soluzione sulle docili spalle italiane.
Quando governava il centrosinistra, i ministri dell’Interno, pure volenterosi come Giorgio Napolitano o Giuliano Amato, hanno dovuto fare i conti con l’intransigenza della sinistra radicale che non voleva mettere freni di alcun genere all’immigrazione.
Quando ha governato il centrodestra, prima si è impantanato in una legge come la Bossi-Fini, debolissima proprio sul punto cruciale delle espulsioni (come si espelle chi non ha i documenti o non vuole essere ripreso dallo stato di provenienza?), e poi si è tirato dietro le critiche della Chiesa, del centrosinistra e della comunità internazionale per aver moltiplicato quei centri di accoglienza e soggiorno coatto che lo stesso presidente del Consiglio ha definito «lager». La stessa dimensione penale data all’immigrazione clandestina, pur motivata come pezza d’appoggio per fortificare i decreti d’espulsione, non garantisce affatto l’uscita dal nostro Paese di migliaia di disperati che gettano i documenti nel momento stesso in cui salgono su una barca.
L’unico modo di arginare l’arrivo in massa di immigrati è impedirne la partenza dalla Libia o fermarli durante il percorso. E qui l’Onu strilla perché si attenterebbe ai diritti dei possibili titolari di asilo politico, senza spiegare come mai in tanti anni non ha mosso un passo per aiutare questa gente disperata. La stessa Commissione europea, per bocca del suo presidente José Manuel Barroso, s’è svegliata solo quando, nell’attuale impossibilità di imbarcarsi per l’Italia, gli immigrati irregolari hanno cominciato a far rotta su altri paesi, a cominciare dall’intangibile Spagna.
Nei mesi scorsi ho incontrato alcuni immigrati sbarcati a Lampedusa e le loro storie sono agghiaccianti. L’unico modo di aiutarli è creare occasioni di sviluppo e di lavoro nel cuore dell’Africa, superando ogni scoglio, a cominciare dalla gigantesca corruzione che prosciuga per strada i finanziamenti occidentali. Finora né le Nazioni Unite né l’Unione Europea hanno fatto niente del genere. Ma è impensabile che l’Italia da sola possa di nuovo farsi carico di un problema planetario.
- Venerdì 22 Maggio 2009























Commenti
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Il 22 Maggio 2009 alle 18:25 luanmagi ha scritto:
le risorse umane ed economiche, necessarie per fronteggiare il problema, sarebbero meglio utilizzate e spese per fare quanto da Lei proposto. Ma, evidentemente, qualcuno ha una sua convenienza, se così non fosse dovremmo concludere che i problemi sono in mano agli imbecilli .. :=)
Il 25 Maggio 2009 alle 05:42 jane55 ha scritto:
Sono perfettamente daccordo con il signor Vespa.Non possiamo continuare a prenderci l’accusa dai vari paesi europei di essere i cattivoni della situazione se cerchiamo,ma deve essere sempre fatto in modo democratico,di arginare l’immigrazione selvaggia nel nostro paese.Europa, ONU, e tutti gli organi competenti premano perche’ in Africa e nel terzo mondo invece di favorire l’immigrazione clendestina si faccia veramente qualcosa per la gente del posto,perche’i vari governi locali piu’ che aiutare le loro popolazioni pensano a intascare i soldi che gli vengono forniti dalle istituzioni internazionali,quindi cominciamo a vedere dove vanno questi soldi e a premere perche’ sia attuata una reale politica sociale in questi paesi e poi vedremo.
Il 25 Maggio 2009 alle 14:42 shift ha scritto:
Qual’è l’interesse di Gheddafi nell’accordo con Berlusconi?
UN MUCCHIO DI SOLDI, DATI IN CONTANTI O COSTRUENDO PER LUI!
Siamo ricattati, questa è la verità, lo siamo duplicemente, con l’energia e con gli immigrati che Gheddafi graziosamente ci spedisce.
Il 25 Maggio 2009 alle 14:46 shift ha scritto:
In quanto all’ipocrisia in Italia abbiamo degli ottimi maestri fra politici, giornalisti e quant’altro, prima hanno contribuito a creare il problema, adesso se ne chiamano fuori attribuendolo a chissà che cosa e a chi.
Il 26 Maggio 2009 alle 17:42 nhico ha scritto:
L’immigrazione è un ottimo business del sindacato, della sinistra e della chiesa. Da ciò, i rigurgiti continui e il continuo ruminare contro ogni forma di limitazione della loro fonte di guadagno.
Il 26 Maggio 2009 alle 23:29 belloboyz ha scritto:
A piccione, la corruzione??? e chi pensi che corrompa i politici africani? Le nostre imprese! E dillo no? Fai il bravino dai, giornalista dei miei stivaletti!
ciao bello
Il 28 Maggio 2009 alle 17:39 galassie ha scritto:
Sono d’accordo con tutto quello che dice Vespa.
Vorrei solo aggiungere:perchè il Presidente Napolitano,durante il governo Prodi non si è mai visto,ed ora da quando c’è il governo Berlusconi è quotidianamente presente?
Perchè oggi pontifica e critica ed allora no,anzi,mai!
Il 19 Giugno 2009 alle 00:58 basau ha scritto:
Ricordo che si criticavano tanto le antiche COLONIE.
Alla distanza, però, vediamo che alcune di quelle popolazioni ( asiatiche o affricane ), viveno meglio di adesso, che pur vero hanno acquistato la loro ( giusta ) indipendenza, ma si ritrovano governati da governi incapaci e corrotti.
Percui :
ERA MEGLIO PRIMA, QUANDO SI STAVA PEGGIO.
Il 24 Giugno 2009 alle 16:48 indigesto ha scritto:
Ma non sarà che il nuovo grido ideologico sia diventato “A’ da venì Maometto”. Vedo troppo interesse verso l’immigrazione a tutti i costi. Cherchez l’argent!
Il 4 Luglio 2009 alle 19:55 deaoggi ha scritto:
Caro Bruno,
dobbiamo porci una domanda fondamentale: come mai con tutte le organizzazioni umanitarie impegnate a combattere la fame nel mondo ormai da anni, la situazione degli abitanti del Terzo Mondo non migliora?
Mi sorge un dubbio: la FAO vive grazie alla fame nel mondo? Se riuscissimo a risolvere il problema, dove andrebbero a finire tutti i dirigenti, gli impiegati che ne fanno parte? Morirebbero di fame anche loro?
L’Italia in questo momento di crisi deve pensare ad aiutare gli Italiani: l’attuale crisi occupazionale nel nostro paese sta per raggiungere livelli impensabile.
Perchè dobbiamo sobbarcarci noi tutte le responsabilità. Nel corso del G8 i leaders europei devono stabilire le linee guida da seguire per arginare la crisi e cercare delle soluzioni concrete per aiutare i paesi del Terzo Mondo.
Ma l’attuale governo deve pensare in primis ai milioni di famiglie italiane che non potranno avere la social card perchè non rientrano nei parametri ma che hanno grandi difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Purtroppo le misure adottate ad oggi dal governo non sono sufficienti. Nessuno ha la bacchetta magica, ma gli elettori di questo governo si aspettano che non venga tradita la loro fiducia
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