Vespa: Caro Casini, dovrà dirci da che parte sta

Pier Ferdinando Casini

Cominciamo dall’anno prossimo. Martedì 9 giugno, a Porta a porta, Andrea Ronchi, ministro figlio di An, guarda Michele Vietti, presidente vicario dell’Udc: «Alle regionali del 2010 non potrete certo fare alleanze a macchia di leopardo…». E Vietti: «No, certo, lì si vota in un turno solo e su programmi concordati prima».
In un anno nella politica italiana può davvero accadere di tutto, ma è difficile che alle elezioni regionali l’Udc pensi di allearsi a sinistra, che il Pdl rinunci al contributo di Pier Ferdinando Casini nel Centro-Sud e che Casini accetti di essere buttato fuori dalle giunte del Nord. La Lega dovrà farsene una ragione. Non dovrebbe essere difficile, vista l’attuale convivenza nelle giunte di Lombardia e Veneto.
Diverso il discorso per i ballottaggi alle provinciali e alle comunali del 21 giugno. Qui l’Udc si tiene le mani libere: sceglierà le alleanze caso per caso con una avvertenza: non dare l’impressione di una scelta di campo. Al primo turno le scelte prevalenti sono state a destra. In nove province (Macerata, Chieti, Pescara, Teramo, Latina, Isernia, Avellino, Napoli e Salerno) il centrodestra ha vinto al primo turno correndo insieme con l’Udc. In altre 13 hanno vinto Pdl e Lega. A Piacenza hanno corso e vinto insieme Pdl, Lega e Udc. Il Pdl ha vinto correndo da solo a Bari e nella Bat (la nuova Provincia Barletta-Andria-Trani). In una sola città l’Udc è andata col Pd: a Brindisi, dove Casini e Massimo D’Alema hanno ovviamente concordato di ripetere l’alleanza al ballottaggio.
Dunque? Il 22 di giugno si faranno i conti e si vedrà chi ha richiesto o accettato il contributo dell’Udc e quanto le alleanze contribuiranno a identificare il nuovo volto del partito di Casini.
Alla Provincia di Torino sembra scontato il contributo (forse decisivo) dell’Udc al Pd. Alla Provincia di Milano i voti centristi non verranno chiesti dal Pdl (la Lega è contraria) e nemmeno offerti. A Firenze non servono: Matteo Renzi deve recuperare una parte dell’enorme emorragia che ha subito a sinistra per battere Giovanni Galli. Dopo Torino, saranno le alleanze per il Comune di Padova l’occasione per capire dove batte il cuore Udc. Alcuni nel partito di Casini sono tentati di appoggiare il sindaco uscente Flavio Zanonato, lo sceriffo di sinistra: origine Pci, ma cattolico. I dirigenti veneti del Pdl non ci credono: lo schiaffo sarebbe insopportabile, visti gli eccellenti rapporti tra il governatore Giancarlo Galan e Antonio De Poli, capo dell’Udc veneta. Sono perciò convinti che, nella regione in cui il Pdl ha preso più voti che alle politiche, Marco Marin diventerà sindaco di Padova con la collaborazione dei centristi.
Vedremo. Finora Casini si è mosso con molta abilità sullo stretto sentiero dell’equidistanza. Il suo elettorato è in parte cambiato: l’ala più moderata è passata con il Pdl ed è stata rimpiazzata da un piccolo smottamento a destra del Pd, che peraltro Dario Franceschini finora è riuscito a contenere, perdendo assai più a sinistra.
Al di là delle smentite, i discorsi per la costruzione di una nuova fisionomia del partito con il contributo di Enrico Letta e forse di Francesco Rutelli sono andati molto avanti. Ma Casini ha già chiarito che questo non significherebbe affatto spostare l’Udc stabilmente nella fascia sinistra del campo, come vorrebbero lo stesso Letta e l’ex segretario Marco Follini.
L’inquietudine con cui la Lega guarda a queste manovre lascia in sottofondo il timore che Silvio Berlusconi possa reagire alle eccessive pressioni leghiste guardando all’Udc come a una pur remota alternativa. Ma questa per ora è fantascienza. Il Cavaliere si fida di Umberto Bossi, assai meno di Casini.

Commenti

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Il 12 Giugno 2009 alle 14:06 nhico ha scritto:

Casini da democristiano inveterato amerebbe fare la politica dei due forni in modo permanete e anche in questa tornata elettorale di scontri diretti farà così. Dice di sognare il mare aperto, ma al momento del fare decide per il piccolo cabotaggio. Ma così facendo l’Udc, prima che se accorga, potrebbe diventare irreversibilmente, come sta per succedere in Sicilia, un partito a perdere. Strano comportamento. Si strofina contro il Pd, proprio mentre D’Alema ha chiaramente detto che per non squagliarsi devono necessariamente allacciare i rapporto con i tanti partiti che hanno come simbolo la falce e il martello. Ma non aveva detto, Casini, che con quella sinistra lui non avrebbe avuto mai niente a che fare? A volte. il fascino dell’ abisso è davvero irresistibile.

Il 13 Giugno 2009 alle 12:29 galassie ha scritto:

Mi auguro che Casini esprima con chiarezza da che parte stare,troppe alleanze diverse,e se il Cavaliere si fida di Bossi e meno di Casini,Io personalmente non mi fido affatto di Casini.E poi diciamoci la verità,in questa ultima campagna elettorale i suoi attacchi al Premier,oltre che politici sono stati viscerali.
Onore all’UDC,ma Casini resti lì.

Il 17 Giugno 2009 alle 01:31 mediolungo ha scritto:

casini é già pronto per il ritorno all’ovile
piuttosto il problema é che é in atto uno sporco tentativo di sovvertire la sovranità popolare, facciamo sentire anche nel web la nostra voce
leggi e commenta qui http://laconoscenzarendeliberi.....a-fregare/

Il 17 Giugno 2009 alle 14:24 cini ha scritto:

Ormai Casini non sa più neppure lui stesso da che parte sta o a cosa ambisca.È in uno stato confusionario e sta facendosi opportunisticamente portare dal vento a destra, sinistra, a manca o a lega o Idv.
Chi lo lo capisce è un genio!.

Il 19 Giugno 2009 alle 01:12 basau ha scritto:

BERLUSCONI sbaglierebbe, a mio modesto avviso, di fidarsi più di Casini che non di BOSSI.
Oggi la LEGA è il FUTURO,
Casini ( figlio della DC ) è il PASSATO.

Io sono TOSCANO, dal 1400 ( ca. )
è anti-comunista, dalla nascita.
Se vogliamo togliere i ROSSI dalla TOSCANA,unica strada è spingere per una LEGA NORD TOSCANA.

Il Cavaliere, se vuol conquistare la più intoccabile roccaforte comunista italiana, ( la mia amata Regione ), stringa la mano a Bossi ed ai Leghisti, e mandi a quel paese, gli irruducibili figli della vecchia Balena Bianca.

Il 19 Giugno 2009 alle 23:02 corrado41 ha scritto:

Come democristiano vorrebbe giocare le carte di Andreotti,ma non ce la fà….da che parte sta?
Ovviamente a destra,non ha il coraggio di dirlo e
aspetta che lo invitino.

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