Ferrara: L’incomprensibile anomalia di Berlusconi

Silvio Berlusconi, Barack Obama e Guido Bertolaso,

I giornali stranieri hanno assunto di nuovo, e stavolta con impressionante unanimità, un timbro politicamente stroncatorio verso Silvio Berlusconi e il governo da lui presieduto. Un complotto di forze oscure? Un tentativo di comprarsi a basso costo l’Italia e la sua politica estera? Dobbiamo sentirci offesi nella nostra dignità nazionale?

Bisogna reagire contro le «inique sanzioni» imposte al nostro Paese da editoriali e inchieste del New York Times, del Guardian e perfino del Wall Street Journal?

No, questo è ridicolo. Ma nemmeno possiamo far finta che tutto sia riducibile all’indebolimento dell’immagine del presidente del Consiglio, che ha alternato nell’ultimo anno leadership e showmanship, secondo la sua natura di uomo privato impegnato in funzioni pubbliche, oltrepassando la sottile linea rossa che divide libertà di tono da provocazione.

Che il Cav abbia riscaldato il proprio consenso popolare, ma anche radicalizzato il dissenso sui suoi comportamenti privati e pubblici, unificandolo in una vasta coalizione nazionale che va dalla Conferenza episcopale ai mangiapreti fasulli di Micromega, questo è sicuro. Ma una volta c’erano George Bush, Tony Blair e José María Aznar; e l’Italia di Berlusconi era parte integrante di una coalizione occidentale in guerra contro il terrorismo jihadista, mentre Francia e Germania erano governate da un nazionalista ambiguamente proarabo come Jacques Chirac e da un cancelliere nazionalneutralista come Gerhard Schröder.

Con Barack Obama e la nuova costellazione politica in Europa, non solo la retorica è cambiata, cambiano anche i rapporti di forza politici e diplomatici, all’Italia tocca uno sforzo supplementare di intelligenza delle cose e di autorevolezza per tenere il terreno. I grandi giornali (compresi quelli del pimpante Rupert Murdoch, concorrente diretto dell’impresa televisiva del presidente del Consiglio, che ha avuto il merito di aprire il Paese a questa sfida) riflettono una tendenza e una visione che è propria delle classi dirigenti in gran parte dell’Occidente, e magari anche paure o preoccupazioni determinate dalla efficace ma rischiosa spregiudicatezza della politica personale di Berlusconi verso un Putin o un Gheddafi.

L’accanimento aspro e la estrema ruvidezza dei toni, fenomeni che in fondo durano da molto tempo, si spiegano però con ragioni più profonde, che credo di conoscere a fondo per via di tanti colloqui con giornalisti della stampa estera, ai quali mi capitò perfino di dedicare una edizione straordinaria del Foglio in inglese, una specie di manualetto storico per spiegare la traiettoria del potere e della storia politica nazionale da Bettino Craxi, dalla crisi della Prima repubblica e dalla sua liquidazione manu giudiziaria, fino a Berlusconi.

L’Economist, per esempio, ha saputo dedicare alla destra americana, al suo retroterra materiale e perfino spirituale, alla sua origine storica, inchieste che faranno epoca, tocquevilliane. Ma, come molti confratelli inglesi, tedeschi, francesi, americani e spagnoli, i giornalisti stranieri tendono a gettare uno sguardo frettoloso e generico sulla realtà italiana. Questo è magari un po’ offensivo, che molti di loro si mostrino snobisticamente sorpresi quando gli si ricordi che l’Italia dei partiti che avevano firmato la Costituzione è uscita con le ossa definitivamente spezzate dal tripudio di manette e giustizia sommaria che scardinò il vecchio sistema.

Prendete uno di loro e domandategli: «Ma se da voi scomparissero nel disonore pubblico laburisti e conservatori, democratici e repubblicani, socialdemocratici e democristiani, gollisti e socialisti, non pensate che nel vostro sistema politico si formerebbe qualche anomalia e che il suo destino sarebbe quello di una complicata transizione, nel bene e nel male?». Vi guarderanno a bocca aperta, e non sapranno che cosa rispondervi.

Commenti

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Il 13 Luglio 2009 alle 19:37 Zione ha scritto:

La foto parla chiaro e dice : “Ecco trè GRANDI della Terra; tra i migliori che ci sono e che daranno un fracco di legnate sul groppone a parecchi Fetenti !”.

Io umile larva dell’Oltraggiato Popolo, preoccupato aggiungo : “Speriamo che a questi Giusti, non capiti, nel loro difficile cammino di imbattersi in qualche Emerito Cialtrone”.

Pertanto ritengo che è opportuno implorare con Fede il (per quanto maltrattato) Potente San Gennaro; affinchè tenga sempre lontano da Loro, il lercio Galioffume e il laido Giudiciume, rossotogato. Ritengo che sarebbe utile se Giuliano Ferrara si dilungasse a parlare più approfonditamente del triste periodo in cui i Compagni Magistrati, con chiari intenti di Rivoluzionare lo Stato Democratico esistente allora e più che temerariamente, Sovversivamente, fecero piazza pulita dei loro nemici politici in Piemonte; per cui insuperbiti dall’insperato successo ottenuto, si montarono la testa e cominciarono a dare i numeri, sciabolando alla cieca; per cui invio anche un commento che ho fatto su un Forum attuale sullo stupratore di Roma e ritengo che già la rilettura di questo fatto (fra i tanti) può illuminare sul nefando Assassinamento del Popolo.

Pur concordando sul taglio da lama e astraendo da questo caso, riflettete su questa brillante operazione della rossotogata Macelleria di Torino; su Innocenti infamati come serial Stupratori e Famiglie rovinate.

A proposito di cazzate (?) del Giudiciume, informatevi bene, se vi riesce sulla BARBARIE capitata anni fa, nella Grande Cloaca in cui certi Scellerati Legulei, ridussero il Tribunale di Torino e della lunga incarcerazione “sicura” di un Innocente, confortata dal riconoscimento di un strano tatuaggio e dalla Perizia (?) di un particolare anomalo dei genitali; descritti concordemente dalle donne assaltate.

A nulla valsero le proteste di “TUTTI” (e anche nel 2° caso); continuando gli stupri, un giorno fu incarcerato e sempre colla stessa “certezza” e sempre a lungo, un secondo Innocente al posto del primo; ma nulla cambiò, per cui le donne di tanti altri paesi del Piemonte, anche se non colpiti dal serial stupratore, folle di paura, anche di giorno non uscivano più di casa.

Il destino volle che una delle vittime si imbattè per caso nell’Assatanato che la riconobbe (dai documenti che lui si conservava …) e accondiscese terrorizzata, a rivederlo (all’indomani ?) in un bar; per cui subito avvertiti, i solerti Carabinieri tesero la trappola; quindi fu preso e dai discorsi che venivano registrati, vi fu la certezza incontrovertibile che era il criminale giusto.

A questo punto un noto Delinquente di p.m. di grassa carriera e ancora superbamente a cavallo, nella solita intervista a cui era molto affezionato, si compiaceva e si magnificava di aver congegnato e magistralmente diretto il piano di cattura; invece di nascondersi umilmente per la vergogna delle Macellazioni fatte in precedenza; che e quantunque fossero state perpetrate seppure da altri, il Pudore avrebbe suggerito un Atto di Dolore riferito ai poveri Cristi, innocentemente Crocifissi (e loro Familiari), o tutto al più un etico silenzio, anche per riguardo a tutte quelle povere ragazze.

Il 16 Luglio 2009 alle 10:49 nhico ha scritto:

Veltroni, in occasione della presentazione di un libro, uscendo dal ventre del Pd, già Pci/Pds/Ds, trova il coraggio di dire quello che tutti gli italiani non corrosi dall’ideologia da sempre sanno: Craxi era più lungimirante di Berlinguer. Perciò, aggiungo io, avrebbe fagocitano il Pci ed andava fermato. Per eliminarlo, le due più grandi corazzate che solcavano, e che ancora solcano i mari degli italici intrighi, poteri forti e magistratura rossa stipolano la grande alleanza. Buttarlo fuori dalla politica ( e dalla vita) è stata cosa facile. E cosa ancora più facile sembrava la conquista del potere. A vita. Invece, la gioiosa armata di Occhetto si è andata ad infrangere sugli scogli di Forza Italia. Ma non però il disegno politico dei precitati poteri forti, che ancora perseguono con tutti i mezzi leciti ed illeciti a disposizione nei loro fornitissimi arsenali. Questa è la vera anomalia italiana. L’anomalia di non accettare il responso delle urne.

Il 26 Luglio 2009 alle 23:29 waluigi ha scritto:

Gli inglesi e gli americani le storie di fantapolitica le scrivono e le mettono nei film; gli italiani (o, piu’ precisamente, quegli italiani piu’ accorti, che sono per grazia di Dio in maggioranza), confermandosi ancora veri pionieri nello sviluppo della civilta’ umana, la fantapolitica preferiscono sperimentarla realmente.

Superati i pesanti fardelli di una vasta ma inutlie tradizione culturale e filosofica, forti del loro isolamento linguistico, spronati da una televisione sensuale e invigorante, ora possono, unici al mondo, vivere liberi da etiche obsolete promosse da chiesa e intellettuali sospetti, potendo finalmente dimenticarsi di quelle ovvie e nosiose logiche di democrazia che ancora limitano fortemente altri peasi politicamente meno avanzati. E’ uno sviluppo fantastico, che assicurera’ all’Italia di oggi un posto prominente nelle cronache storiche del nuovo secolo.

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