Nelle ultime elezioni per il Parlamento europeo i socialisti hanno conquistato 184 seggi contro i 216 delle elezioni precedenti. Il risultato è dovuto in parte alla crescita dei gruppi euroscettici (anche i popolari hanno perduto 23 seggi), ma rispecchia il declino delle fortune elettorali dei partiti socialisti nelle maggiori democrazie dell’Unione Europea.
In Gran Bretagna i laburisti hanno perduto tutte le elezioni suppletive degli ultimi mesi e il loro leader, Gordon Brown, si prepara a sostenere, di qui a un anno, una delle più difficili prove elettorali della storia del partito. In Germania la Spd ha perso le elezioni regionali dell’Assia e rischia di uscire malconcia da quelle nazionali del prossimo settembre. In Francia, dopo la sconfitta di Ségolène Royale e la contestata elezione di Martine Aubry alla guida del partito, i socialisti sono troppo occupati dalle loro beghe domestiche per turbare i sonni di Nicolas Sarkozy. In Spagna il governo Zapatero soffre delle ricadute di una crisi più grave di quella che colpisce le altre economie dell’Ue. E tralascio l’Italia dove il Partito democratico non è ancora riuscito a fondere le sue diverse anime.
Vi è quindi in Europa un paradosso socialista. Per le sinistre radicali, la crisi bancaria del 2008 e la recessione dei mesi seguenti sono «la crisi del capitalismo». È una visione dogmatica e strumentale, tipica di forze politiche che non hanno mai smesso di attendere, inutilmente, la morte dell’economia liberale. Ma è certamente vero che la crisi è il risultato di un capitalismo sfrenato e non meno radicale di quanto siano le ideologie di coloro che lo criticano da sinistra.
I socialisti, in teoria, avrebbero dovuto approfittare di questa crisi e riproporre, con qualche necessario aggiornamento, i modelli interventisti e dirigisti che erano stati generalmente adottati dopo la grande crisi del 1929 e la Seconda guerra mondiale. Non sarebbe stato difficile sostenere, per esempio, che la deregolamentazione degli anni Ottanta e Novanta ha lasciato sul campo, 20 anni dopo, un alto numero di morti e feriti.
Però i socialisti non sono riusciti a cogliere questa occasione. I programmi interventisti sono stati adottati generalmente da governi di destra o da grandi coalizioni; e là dove sono stati adottati da governi di sinistra (Gran Bretagna e Spagna) non hanno giovato alla popolarità dei loro autori. Si direbbe che la maggioranza degli europei desideri in questo momento una considerevole dose di socialismo, ma non si fidi dei socialisti (forse perché li considera responsabili delle liberalizzazioni della fase che precedette la crisi) e preferisca lasciare il compito di somministrare la medicina ai conservatori o, come in Italia, ai socialisti (Giulio Tremonti, Maurizio Sacconi, Renato Brunetta), passati da qualche tempo nel campo dei moderati. Lascio ad altri il compito di spiegare un fenomeno che sembra essere più psicologico che strettamente politico. E mi limito a osservare che non è la prima volta.
Qualcosa del genere accadde in Gran Bretagna quando Anthony Eden, dopo la crisi della guerra di Suez, dovette lasciare il suo posto a Harold Macmillan. Anziché puntare sugli «spiriti animali» del capitalismo britannico, il nuovo premier dimostrò di essere un conservatore sociale o, come diremmo oggi, compassionevole. In quel periodo un famoso disegnatore britannico, David Low, pubblicò sul quotidiano Evening Standard una vignetta in cui i leader socialisti, in costume da bagno, sedevano sulla riva di un fiume, mentre Macmillan, sullo sfondo, fuggiva con i loro vestiti.
- Venerdì 31 Luglio 2009























Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 2 Settembre 2009 alle 22:48 mediolungo ha scritto:
ma quale selvaggio?
ma quale democrazia pilotata?
Non esiste alternativa credibile a questo sistema
ed occorre liberare le forze motrici reali
imprigionate dalle pastoie da socialismo reale esistenti almeno in Italia in quantità impossibile da tollerare
Come peraltro intollerabili sono questi attacchi continui da gossip ed era ora che berlsuconi suonase la carica con Feltri e restituisse qualcosa come é spiegato qui http://laconoscenzarendeliberi.....press.com/
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.