Premetto che sono ottimista di carattere. Sono quindi pericoloso quando parlo del futuro. Visto che incautamente mi vengono chieste delle previsioni, sono le seguenti.
1. Governo e riforme. Berlusconi non vuole sentir parlare di fase due del governo perché non vuole che si derubrichi a fase uno un anno che lui ritiene soddisfacente. E forse anche perché deve ronzargli nelle orecchie il «Berlusconi bis» impostogli da Marco Follini e Pier Ferdinando Casini nel 2005 e foriero della sconfitta del 2006.
Non c’è dubbio, tuttavia, che fin dall’autunno il governo debba stringere sulle riforme. Se vuole essere credibile, deve sostenere Mariastella Gelmini in quelle della scuola e dell’università che sono il cardine per il rilancio di un paese ignorante dove i postumi del ’68 hanno fatto precipitare il livello complessivo dell’istruzione e le baronie accademiche hanno portato il nepotismo a istituzione incrollabile.
I tagli mirati della Gelmini sono una risposta utile, ma i soldi (selezionati) per la ricerca vanno incrementati. Giulio Tremonti sa bene che qui non si tratta di spese, ma di investimenti produttivi. E pazienza se il debito pubblico dovesse soffrirne. Lo stesso discorso vale per il gigantesco piano di investimenti nel Sud 2010-2015.
Qui non si tratta di contrapporre il Sud al Nord. Gli imprenditori settentrionali più accorti sanno che l’Italia sarà sempre zoppa senza il decollo del Meridione. La Cassa per il Mezzogiorno non fu una associazione per delinquere, anche se nella fase finale gli sprechi furono enormi. So che il nome è oggi impronunciabile, ma la capacità di un governo si misura nella realizzazione di grandi strategie senza disperdere miliardi in elemosine. Infine, la giustizia. La legge sulle intercettazioni va approvata senza essere snaturata e la parte maggioritaria della magistratura è favorevole alla revisione del sistema elettorale del Consiglio superiore lottizzato come nemmeno la Rai è mai riuscita a fare.
2. Economia. Il mio ottimismo non si spinge fino a credere che il boom delle borse sia durevole e che la crisi sia un ricordo. Avremo in autunno più disoccupati e il governo deve saper predisporre quella fascia di protezione che ha già funzionato per banche e risparmiatori. Le crisi sono storicamente grandi occasioni di ripensamento e di crescita. Sta al governo, che certo non può agire da solo in questo campo, tenere il Paese nella scia giusta e badare a che molte imprese non approfittino della crisi per togliersi vecchi sassolini dalle scarpe.
3. Partito democratico. Un paese senza una opposizione parlamentare forte e credibile è a rischio. In autunno avremo il nuovo segretario del Pd e sarebbe una tragedia se il vincitore del congresso fosse bocciato alle primarie. Il Pd ha comunque l’occasione irripetibile di diventare un grande partito riformista e autonomo che per decidere la propria linea politica non deve aspettare gli editoriali della Repubblica e le mosse di Antonio Di Pietro. Può farcela, deve farcela.
4. Terremoto dell’Aquila. Le «casette» di Berlusconi in autunno saranno pronte e questo certamente è un record. Paradossalmente, invece, si rischia quasi con certezza di non rientrare nelle migliaia di abitazioni che con pochissimi lavori sarebbero di nuovo agibili. E non per la paura dei residenti, quanto perché l’iter burocratico ancora non consente nemmeno di appaltare i lavori. Le scuole riapriranno puntualmente, ma con pochissimi alunni. I finanziamenti tardano e nessuno parla di tempi e modi della ricostruzione del centro storico. Qui il mio ottimismo cade.
- Venerdì 7 Agosto 2009























Commenti
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Il 8 Agosto 2009 alle 11:21 pv21 ha scritto:
L’unico ottimismo possibile è che prima o poi la crisi finirà e ne usciremo, in qualche modo. Da dilettante segnalo cose scritte mesi addietro su “G8-Realtà contro reality”, su “Crisi-Atto secondo” e sulla “Rigenerazione della scuola”. Ci sono due modi per affrontare la crisi. 1) Impegnare subito il denaro pubblico su 3-4 interventi “sostanziosi”. Soluzione rischiosa, ma risolutiva (se interventi giusti). 2) Tamponare le falle man mano che si aprono. Soluzione modulata (rischi al minimo) in attesa di “agganciare la ripresa”. Peccato che intanto il debito pubblico, la disoccupazione, il tessuto economico ecc. continuino a segnare nuovi record negativi. Non c’è dubbio che entro settembre verranno inaugurate le prime “casette” per sfollati (quante?). Molto meno scontato è che ad ottobre l’opposizione ritrovi iniziativa e credibilità. Una sola cosa è chiaro che non s’ha da fare: disturbare il manovratore. … => http://forum.wineuropa.it
Il 2 Settembre 2009 alle 22:42 mediolungo ha scritto:
sul terremoto caro Vespa si sta facendo molto ed in poco tempo, siamo sinceri…
spero solo che finisca la campagna moralizzatrice o che almeno sia possibile replicare come ha fatto il buon Feltri
ed anche silvio mi pare l’abbia finalmente capito: basta porger l’altra guancia, vedi http://laconoscenzarendeliberi.....press.com/
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