Vespa: L’Unione dei miopi

Photostream - Lampedusa: 57 immigrati soccorsi in mare

Nel 2008 sono entrate illegalmente in Europa 175 mila persone, di cui il 41 per cento, circa 70 mila, nella sola Italia. La fonte è ufficiale, il Frontex. L’Italia ha stanziato in un anno 29,4 milioni di euro per assistere le persone che hanno richiesto asilo.

Sotto la stessa voce, la Commissione europea ha stanziato 21 milioni per sei anni. Queste cifre sono state comunicate da Andrea Ronchi, il nostro ministro per l’Europa, vicinissimo a Gianfranco Fini e favorevole perciò a una gestione «morbida» dell’immigrazione. Ma al tempo stesso sono cifre che bastano da sole a documentare quanta colpevole indifferenza abbia caratterizzato finora la politica europea in questo campo.

L’Unione è troppo larga ed egoista per farsi carico come si dovrebbe dei problemi umanitari. Ma la sua miopia rischia di farla esplodere. Ha senso che Laura Boldrini, veterana dell’organizzazione Onu per i rifugiati, continui a lamentarsi invece di chiedere conto alla sua organizzazione dell’assenza di ogni iniziativa risolutiva? Perché Boldrini, che fa il suo mestiere con tanto impegno, non si fa promotrice del buon funzionamento di un ufficio Onu in Libia che scremi i titolari di un vero diritto all’asilo dai tanti che non lo sono?

E se la Commissione vuole chiedere «chiarimenti» all’Italia (ce n’è ancora bisogno?) senza volerla rimproverare (come si è affrettato a chiarire un portavoce quando i buoi erano scappati dalla stalla), perché lo fa con una dichiarazione pubblica? Non basterebbe un documento privato?
La verità è che finora abbiamo assistito a un dialogo tra sordi, con la Commissione che a parole solidarizza con gli immigrati e nei fatti non muove un dito per risolvere il problema. Lo sfogo di Silvio Berlusconi a Danzica, martedì 1° settembre, non era frutto di irritazione momentanea e meno che mai un inutile sgarbo.

La tempestività con cui la Commissione europea si è affrettata a smentire ogni dissenso è la prova che si è rischiato un incidente grosso e molto pericoloso. Difficilmente José Manuel Barroso, presidente della Commissione, accoglierà le richieste di censura a Berlusconi avanzate da Martin Schulz, presidente del gruppo socialista e leader dell’opposizione al Cavaliere. Barroso sa che un veto italiano alla sua conferma sarebbe fatale.

Ma perché arrivare a questo punto? Perché non si è capito che gli anni in cui l’Italia era il ventre molle dell’Europa (lo è stato anche durante il precedente governo Berlusconi perché la legge Bossi-Fini non è servita quasi a nulla) sono finiti per sempre? Perché non si prende atto che né noi né gli spagnoli né tantomeno i maltesi possiamo farci carico da soli di un problema gigantesco che investirà in modo drammatico le prossime generazioni? Perché se siamo 27 per il latte e il cioccolato non possiamo esserlo anche per distribuirci la salvezza di tanti disperati?

La burocrazia di Bruxelles è così metastatica e invasiva da tenere in vita un ufficio che anni fa bloccò una corsa di aliscafo tra Anzio e Ponza perché non c’era stata la simultanea cancellazione di un’altra nel Golfo di Napoli (fu soppressa, ma non nei giorni giusti). Scattava così l’indebito «aiuto di stato». È capace di far questo la Commissione e non di gestire in maniera equilibrata un problema epocale?
C’è da sperare che la distribuzione fra i 27 paesi comunitari dei cristiani in fuga dall’Iraq, di cui s’è discusso il 2 settembre, sia solo il primo passo verso un’apertura più generale e generosa. E l’Onu, se esiste davvero, passi dalle dichiarazioni ai veri interventi umanitari.

Commenti

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Il 4 Settembre 2009 alle 19:02 jane55 ha scritto:

Sono perfettamente d’accordo,i clandestini non sono una entità astratta di cui parlare o su cui piangere senza peraltro muoversi in modo efficace,e chiudendo gli occhi su quei paesi extra europei che approfittano della situazione per liberarsi di gente di cui non si sa che fare.I clandestini sono una realtà sociale che non va lasciata in balia di se stessa,e che non va lasciata approdare a frotte in Italia,con la filosofia del tiriamo a campare tanto c’e’ l’Italia sulle loro rotte.I clandestini vanno aiutati a crearsi un futuro dignitoso in Europa, programmandone il travaso dall’Italia nei vari paesi europei in base all’effettiva domanda lavorativa,e vanno aiutati ad integrarsi nella società europea, perchè solo con la dignità del lavoro e di una integrazione che tenga anche presente le singole identità culturali,potranno liberarsi dalle situazioni di estrema miseria economica e sociale da cui fuggono.

Il 4 Settembre 2009 alle 19:17 indigesto ha scritto:

E’l'unione dei mercanti,dei banchieri e dei faccendieri. L’unico atto essenziale è stato l’introduzione di questa moneta, che ha immiserito il ceto medio-basso e ridotto alla fame il popolo, arricchendo vieppiù i soliti noti ed i giullari strapagati del sistema. Figuriamoci se può prendersi conto dei derelitti che arrivano sulle nostre coste!

Il 7 Settembre 2009 alle 16:15 ilputtanierenano ha scritto:

Vespa, non fare il furbetto…Il tema controverso non è sull’immigrazione in sè, che di certo andrebbe gestita a livello comunitario: il tema di questi giorni è il respingimento di gente che scappa da guerre civili e chiede asilo politico, che è tutt’altra storia. Come ti piace marciare sull’ignoranza della gente….

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