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	<title>Opinioni &#187; A chi straparla di libertà di stampa  </title>
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	<description>Le opinioni di Panorama</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:32:08 +0000</pubDate>
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		<title>A chi straparla di libertà di stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 14:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#1]]></category>

		<category><![CDATA[fnsi]]></category>

		<category><![CDATA[libertà di stamopa]]></category>

		<category><![CDATA[Silvio-Berlusconi]]></category>

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Di Igor  Righetti *
* autore e conduttore del «ComuniCattivo»
Caro direttore, il 3 ottobre a Roma si sfila per la libertà di stampa. Per l’occasione mi chiedo: Santoro, Travaglio, Floris, Fazio, Bertolino, Vauro, il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo, i dirigenti della Fnsi, i politici del Pd da Dario Franceschini a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>    <img src="http://blog.panorama.it/opinioni/files/2009/09/liberta_stampa.jpg" alt="Libertà di stampa " width="500" height="333" class="aligncenter size-full wp-image-539" /></p>
<p>Di <strong>Igor  Righetti</strong> *<br />
* autore e conduttore del «ComuniCattivo»</p>
<p>Caro direttore, il 3 ottobre a Roma si sfila per la libertà di stampa. Per l’occasione mi chiedo: <strong>Santoro, Travaglio, Floris, Fazio, Bertolino, Vauro</strong>, il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo, i dirigenti della Fnsi, i politici del Pd da Dario Franceschini a <strong>Paolo Gentiloni</strong> erano tutti all’estero, a gennaio scorso, quando il direttore di Radio 1, il «compagno» sir <strong>Antonio Caprarica</strong>, decise di rescindere i contratti (poche migliaia di euro per 10 puntate al mese) a me e ai miei due collaboratori prima della loro scadenza, senza preavviso e, soprattutto, senza motivazioni reali? <span id="more-538"></span></p>
<p>Fui addirittura bloccato dai vigilantes del centro Rai di <strong>Saxa Rubra</strong> in quanto il mio pass e quelli dei miei due collaboratori erano stati annullati. Dopo 1.399 puntate Caprarica non mi diede neppure la possibilità di salutare gli ascoltatori.</p>
<p>I media, quasi esclusivamente quelli di centrodestra, parlarono per giorni di questa «porcata». Già, i media di sinistra, sempre attenti alla libertà d’informazione e ad aiutare i lavoratori sopraffatti, forse erano distratti. Arrivai anche a imbavagliarmi in Campidoglio. Ma nessuno di coloro che ora urla alla censura, alla tirannia, alla dittatura fece sentire neppure un rutto. Ricevetti la solidarietà dei senatori Gasparri e Butti, dell’onorevole <strong>Saltamartini</strong>, della senatrice Franco e dell’onorevole Realacci. La Fnsi da me interpellata rimase in silenzio, mentre intervenne l’associazione di giornalisti Lettera 22 con il suo presidente <strong>Paolo Corsini</strong>.  </p>
<p>Prima di Caprarica il mio contratto era annuale, con lui era diventato di tre mesi e poi di un mese. La gente mi è stata vicina tempestando di email Rai e giornali nonché aprendo forum di protesta. Al <strong>ComuniCattivo</strong> ho sempre rispettato la par condicio: il risultato è stato quello di essere censurato. E dove erano finiti il direttore generale <strong>Cappon</strong> e il presidente della Rai <strong>Petruccioli</strong> ai quali feci pervenire mie lettere rimaste senza risposta? Quanto avrei voluto avere un «dittatore» come <strong>Masi</strong> e un «censore» come <strong>Liofredi</strong>. Appare allora evidente che la censura è uno spauracchio che viene agitato in base a una strumentalizzazione. È stata una bella lezione per i miei studenti. Avanti censura, alla riscossa…</p>
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					<media:title><![CDATA[]]></media:title>
					<media:description><![CDATA[Corteo in bicicletta in difesa della libertà di stampa e contro il lodo Alfano organizzata dall'Unione Nazionale Cronisti Italiani e dall'Associazione Stampa Romana


© Roberto Monaldo / LaPresse
09-06-2009 Roma
Interni 
Nella foto Giornalisti in bicicletta]]></media:description>
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