Archivio di Ottobre, 2009
Vedo che intorno al caso Marrazzo fioriscono trame sempre più degne di una sceneggiata napoletana. Una vicenda fin troppo chiara per essere raccontata così com’era. E invece i maestrini della dietrologia hanno iniziato a pontificare. Lasciamoli esercitare nell’arte della chiacchiera e andiamo al sodo. Quel che a me interessa è dare riscontro a un patto di correttezza con voi.
Continua
Va bene che la procura nazionale antimafia non ha deleghe operative chiare, va bene che l’ozio è il padre dei vizi, ma vorrei chiedere al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso come gli sia venuto in mente, con la funzione che ricopre, di andare in Parlamento e intrecciare illazioni, supposizioni, ipotesi metagiuridiche e altre fatuità prive di fondamento sul delitto di mafia più infame della storia repubblicana, l’assassinio del giudice Giovanni Falcone a mezzo di strage perpetrata il 23 maggio del 1992 in località Capaci. Continua
Di Vittorio Feltri
Tutto si può dire della politica italiana tranne che sia una cosa seria.
L’ultima del Palazzo, anzi di Botteghe Oscure, è degna della migliore tradizione cabarettistica. Continua
A parte il resto, il Silvio Berlusconi pubblico sembrerebbe opacizzato dal Berlusconi privato, con tutte le sue scintille, paillettes e lava del vulcano sardo comprese. E dopo l’affondo socialista sul posto fisso, glorificato dal Cav e dal suo inventivo e spiritoso ministro dell’Economia, anche il suo carisma liberale potrebbe risentire di un qualche appannamento, per quanto provvisorio. Ma c’è qualcosa che a sorpresa funziona piuttosto bene, nel governo e nel suo capo: la politica estera. Continua
Nicola Mancino, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura
«Il rapporto tra poteri dello Stato deve rimanere nella misura di civiltà e rispetto reciproco. Non è ammissibile una delegittimazione di un’istituzione nei confronti di un’altra, pena la caduta di credibilità dell’intero assetto costituzionale». Continua
«Tra Ezio Mauro e Massimo D’Alema voterò scheda bianca». La battuta è di un prodiano deluso che non ha perso l’arguzia sarda. Ma il paradosso usato da Arturo Parisi fotografa i tanti dubbi presenti alla vigilia delle elezioni primarie che designeranno il nuovo segretario del Partito democratico. Continua
Di Vittorio Feltri
Ogni volta che cambia il tempo c’è qualcuno che se la prende con la Lega. E in questi giorni d’inizio autunno, col termometro ballerino, sia l’opposizione sia una parte della maggioranza sfogano i loro malumori su Umberto Bossi. Chi lo accusa di razzismo, tanto per gradire, e chi lo accusa di ingordigia, nel senso che pretende di ficcare uomini suoi dovunque si intraveda la possibilità di acchiappare poltrone. Vero? Vediamo. Continua
“È l’ennesima dimostrazione che troppo spesso la magistratura si trasforma in un ostacolo al cambiamento e alle riforme che questo governo sta portando avanti“. Così Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione (Corriere della sera, 11 ottobre). Gelmini si riferiva al provvedimento del tar del Lazio che ha ordinato di provvedere entro 30 giorni all’inserimento degli insegnanti precari nelle graduatorie provinciali. Inserimento “a pettine”, cioè secondo i punteggi acquisiti. Continua
Cari amici della gay culture, cari progressisti più o meno immaginari, sappiate, e ve lo dico senza supponenza, senza acrimonia, con dolcezza, che l’omofobia, intesa come rigetto di un comportamento sessuale omofilo, è storicamente insopprimibile nel breve, nel medio e nel lungo periodo (come dicono gli economisti). Continua
In una recente intervista il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che la richiesta tedesca di un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell’Onu è il solo disaccordo nel quadro dei rapporti molto felici e costruttivi fra Italia e Germania. Sappiamo che a quella richiesta il governo italiano si è opposto con un progetto che lascerebbe inalterato il numero dei membri permanenti (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti), ma prevedrebbe alcuni membri semipermanenti, fra i quali Italia e Germania. E sappiamo che questa proposta ha suscitato fra i tedeschi fastidio e irritazione. Frattini ha ragione quando sostiene che i due paesi hanno molti interessi comuni, ma temo che la questione del seggio abbia proiettato un’ombra sui loro rapporti. Continua