Io forse ho finalmente capito che cosa intendono «lor soloni» quando parlano di alternanza. Forse. Loro, i guardiani della rivoluzione democratica, forse intendono per alternanza quella perennemente sospesa tra il colpo di stato e la guerra civile. Il minimo comun denominatore dell’alternanza è sempre lo stesso: l’odio. Badate bene: l’odio si può declinare in mille modi. Per esempio attraverso lo scritto, la parola e ogni altro mezzo di diffusione. Attraverso quelle categorie, cioè, che dovrebbero formare la libertà di pensiero. E che invece vengono rivoltate e utilizzate per instillare, fomentare e aggredire chiunque provi a ragionare con criteri diversi.
Nell’Italia degli ultimi 15 anni, l’odio ha avuto come principale destinatario Silvio Berlusconi. Negli ultimi sei mesi l’odio nei confronti del Cavaliere ha subito alcune variazioni sul tema: ha cercato riparo dietro la coperta lisa di una minacciata libertà di stampa, ha giocato a nascondino dietro i pupazzi della satira, si è fatto beffe della sacralità dell’informazione.
Gli attacchi, forsennati e ossessivi, si sono moltiplicati ricorrendo al principio della difesa della libertà. Un paravento o, se preferite, una truffa ideologica. Che deve alimentarsi di alcuni sospetti e molte menzogne. Fuor di metafora. Nicola Tranfaglia di professione fa lo storico, si occupa – cito testualmente la sua definizione – di «storia della stampa italiana» e infatti insegna storia dell’Europa e del giornalismo all’Università di Torino. È tra gli editorialisti di gran lignaggio del gruppo Repubblica-L’Espresso.
Il professore sostiene che in Italia i giornali favorevoli alla sinistra non arrivano neppure a 200 mila copie (ricordo sommessamente che la sola Repubblica dichiara di vendere oltre 500 mila copie e che Il Giornale e Libero messi insieme si fermano intorno a 350 mila). Non solo. Sostiene che Corriere della sera, La Stampa e Il Sole 24 ore sono tutti schierati con Berlusconi (molto sommessamente gli ricordo che si tratta di una solenne boutade, essendo sufficiente anche a un suo studente dimostrargli, carta canta, il contrario). E argomenta che l’Odiato per eccellenza ha così fortuna perché «quasi il 70 per cento degli italiani non ha gli strumenti cognitivi necessari per leggere i giornali».
Argomentare di fronte a queste considerazioni, lo intendete anche voi cari 70 per cento di imbecilli che state leggendo questo articolo sillabando le parole, è impossibile. Nella trincea dell’odio però si ragiona così: gli italiani sono degli sprovveduti creduloni con l’anello al naso e l’Odiato è uno sciamano catodico in grado di ipnotizzare le masse.
Per sostenere questo assunto nel tempo (la tiritera va avanti dal 1994) ecco dunque la necessità di rappresentare l’Italia (nella geografia di Tranfaglia tradotta in cartina con la dicitura «Hic sunt leones») perennemente sospesa tra la guerra civile e il colpo di stato.
I nostri professionisti dell’odio potrebbero a questo punto tentare di esportare la loro dottrina. In America, per esempio. Dove il presidente degli Stati Uniti dice senza giri di parole: c’è una televisione (la Fox news di Rupert Murdoch) che non fa informazione ma si comporta come un partito d’opposizione e conduce una guerra contro di me. Con postilla finale: «Non possiamo fare finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d’informazione».
È questo o no un attacco deliberato alla libertà di stampa? Se lo è, perché i nostri soloni non si sono scatenati avviando raccolte di firme e radunando una flotta di voli charter (destinazione New York) per fare una bella manifestazione a Times square in difesa di Fox news? Non hanno neppure versato non dico lacrime, ma qualche goccia d’inchiostro in loro difesa.
Mi viene in mente una frase del filosofo cinese Lao Tse: «Ciò che al bruco appare come la fine del mondo, al resto del mondo appare come una farfalla».
- Venerdì 16 Ottobre 2009























Commenti
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Il 18 Ottobre 2009 alle 11:02 micuomo ha scritto:
Serve a tutti il capro espiatorio,amici e nemici.Anche il maltempo è colpa del capro espiatorio.Lo stuolo di pecore è sempre disponibile a farsi condurre al pascolo o al macello.Populismo e demagogia hanno sempre pagato ed aiutato chi vuole sempre galleggiare,anche sulle acque nere che ha contribuito a creare.micuomo
Il 18 Ottobre 2009 alle 15:40 vincenzoaliascontadino ha scritto:
ECCO PERCHE’ ALFABETIZZARE TAGLIANDO TESTE!!!
CANONE RAI E CONTI IN ROSSO, MERITO DI CHI? PER QUESTO GABELLARE PER IL RECUPERO 400 MILIONI?
IL CARROZZONE Il carrozzone va avanti da sé con le regine, i suoi fanti, i suoi re ridi buffone per scaramanzia così la morte va via. Canta Renato Zero, mentre Masi vuol mungere la mucca chiamato Popolo il teleutente già preso per il C** da Santoro e Travaglio e delle Papyate di De Benedetti: poi, all’Ariston del festival di Sanremo, che, per un balletto con la Sharon Stone e toccatine di Benigni alle palle a Baudo che i cittadini devono sborsare questi miliardi sprecati? Oppure, cachet da 80 mila euro il mese a Santoro con lo scetticismo dei teleutenti che lo contestano per le sue trasmissioni, faziose e di parte? Ecco la verità come si sprecano i soldi, senza programmi di Servizio Pubblico, che, se fatti bene anche gli spot, si pagherebbero da soli! Una proposta, perché Masi cambia statuto alla Rai-Tv S.p.A. con azionierato in Public Company? Io credo che qualsiasi cittadino metterebbe mani al portafoglio, visto che ci vedrebbe il ritorno anche economico, oltretutto non vedrà più C** sponsorizzati e nepotismo i soliti personaggi anche scorbutici che affondano nel salotto quasi giornalmente ricevendo persino lauti cachet, e io pago? Si vuole il canone? Bene, ma con diritto di ricevere in cambio azioni con diritto di voto alle scelte aziendali non vi pare? Cosi almeno vedremo tanti nipotini e figliastri a passare di grado anche se valgono un fico secco, con Dirigenti e professionisti votati dai teleutenti di cui saranno loro i tagliatori di teste. Minchia! Ragazzi ma che razza di mondo visione viviamo? Aveva a ragione la mamma, quando affermava: “ Viciè, ’ù rutt portu ’ù sanu! “ Che papele papele, detto alla Kompagnuzzo Banfi parente alla bisnonna del fìo ’ ” il povero, malato deve pure sopportare o portare sul groppone, l’ammalato (pregnante) finto!Ecco caro Masi: mi chiedo, perché chiedere una gabella, se o non ci sono tecnici capaci o Dirigenti incapaci anche di non fare sincronizzare il via, l’inizio e fine di un palinsesto? Forse, non ha mai notato tutte le sere che, i film e telefilm vengono tagliati senza più titoli di coda? Lei, lo sa che, tutti gli artisti hanno diritto di vedere scritto il proprio nome sul codino e per questo, hanno persino scioperato? Piuttosto, non vedo l’Autority ritiravi la licenza e darvi multe per il danno fatto ai teleutenti, che, nel preparare qualsiasi registratore i programmi partono o iniziano sempre con ritardo o in anticipo anche di ore! Di questo detto niente e disdicevole perciò da condannare? Poi se esiste l’internet ed art.3 come mai l’azienda Rai-Tv, pretende il diritto d’esclusività gabellare? In poche parole non sanno fare come Mediaset La7 e Telenorba ed altre emittenti da ricercare le risorse dal mercato come tutte le Aziende S.P.A.? By Vincenzo Alias Il Contadino. Matera.
Il 18 Ottobre 2009 alle 18:14 indigesto ha scritto:
Sono rimasti alla lotta di classe! Non hanno altri programmi se non quello confuso di una rivincita contro le classi più agiate, che ormai è fuori dal tempo. Solo che i tromboni che la cavalcano appartengono proprio a quella classe agiata, questo si, che si è imbevuta della lotta classe, o l’ha abbracciata, a difesa di atavici privilegi, quando non ottenuti saltando nel carro che molto prodigamente ne distribuiva, e ne distribuisce, avvalendosi di una platea becera pronta all’applauso demenziale. E’ il caso di artisti, cinematografari, “intellettuali” cosiddetti, e tra questi “professori” delle nostre Univesità, e ci sarebbe da sottolineare nostre per come vengono considerate nel resto del mondo. E’ penoso sentirli mentire (e spero che se ne accorgano) e fiancheggiare politiche vuote, vuote di idee ma traboccanti di slogans che incitano all’odio!
Il 27 Ottobre 2009 alle 12:16 notimetowaste ha scritto:
Mi riferisco anche all’articolo di Giovanni Fasanella. Siamo tutti consapevoli e certi che la sconsiderata campagna di odio scatenata contro Berlusconi dopo la sua discesa in campo non ha fatto altro che rafforzare la fiducia e la stima che, la maggioranza degli italiani ha nell’uomo “del fare”. Come era però prevedibile, questa reiterata, martellante, odiosa azione volta all’annientamento politico del “nemico pubblico n. 1″ condotta con veemenza dai soliti noti cattivi maestri di sempre, ha infine prodotto nella mente dei più esaltati ed accaniti nemici del Cavaliere il risultato voluto, quello di desiderarne, esprimendolo senza mezzi termini e, magari già programmandolo, il suo annientamento fisico. Consiglio a lor signori di abbassare i toni e, ridimensionare totalmente le loro aspettative, ricordando loro che gli uomini di destra sono per DNA reazionari, capaci cioè nel bene e nel male, di restituire con gli interessi quello che ricevono.
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