In una recente intervista il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che la richiesta tedesca di un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell’Onu è il solo disaccordo nel quadro dei rapporti molto felici e costruttivi fra Italia e Germania. Sappiamo che a quella richiesta il governo italiano si è opposto con un progetto che lascerebbe inalterato il numero dei membri permanenti (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti), ma prevedrebbe alcuni membri semipermanenti, fra i quali Italia e Germania. E sappiamo che questa proposta ha suscitato fra i tedeschi fastidio e irritazione. Frattini ha ragione quando sostiene che i due paesi hanno molti interessi comuni, ma temo che la questione del seggio abbia proiettato un’ombra sui loro rapporti.
Oggi, tuttavia, a giudicare da un articolo apparso qualche giorno fa su Der Spiegel, sembra che quell’ombra possa dissiparsi. Secondo il settimanale tedesco, il nuovo governo di Angela Merkel (una coalizione fra cristiano-democratici e liberali) rinuncerebbe alla richiesta di un seggio permanente e concentrerebbe ogni suo sforzo sulla creazione di un seggio europeo in rappresentanza della Ue: proposta che fa parte del «pacchetto» italiano.
È possibile che il quadro sia meno semplice di quello descritto da Der Spiegel. La rinuncia alla richiesta di un seggio permanente corrisponde alla posizione dei liberali di Guido Westerwelle, ma non a quella dei cristiano-democratici. La Cdu-Csu di Angela Merkel continua a chiedere il seggio e sa di poter contare non soltanto sull’appoggio degli Stati Uniti (forse più formale che sostanziale), ma anche di quei paesi (Brasile, Giappone, India) che hanno la stessa aspirazione e vedrebbero con disappunto la defezione della Germania. Il problema del seggio quindi è soltanto un punto nell’agenda delle trattative fra Merkel e Westerwelle per la formazione del governo e la sua soluzione dipende dal prodotto finale delle reciproche concessioni. Eppure, la vittoria dei liberali sarebbe, non soltanto per noi, la migliore delle soluzioni possibili.
Il Consiglio di sicurezza riflette gli equilibri internazionali di 64 anni fa e andrebbe rinnovato. Ma dubito che i suoi membri permanenti abbiano voglia di diluire il loro potere all’Onu nel momento in cui il G8 cede il passo al G20. Per gli europei sarebbe meglio quindi puntare sul rafforzamento della loro voce al vertice delle Nazioni Unite con la creazione di un seggio dell’Ue. Conosciamo le difficoltà. Sappiamo che Francia e Gran Bretagna non hanno alcuna intenzione di rinunciare ai loro privilegi. E sappiamo che il rappresentante dell’Ue al Consiglio di sicurezza farebbe una magra figura se non avesse alle sue spalle posizioni comuni, prive di tentennamenti e di ambiguità. Ma il trattato di Lisbona, se e quando verrà ratificato, prevede la creazione di un ministro degli Esteri dell’Unione: un passaggio istituzionale che potrebbe favorire l’adozione di linee comuni.
Non basta. Dopo i travagli del trattato costituzionale e la crescita dell’euroscetticismo, l’Ue ha bisogno di qualche progetto importante che susciti l’interesse dell’opinione pubblica e dimostri vitalità. Ha bisogno, in altre parole, di fare una grande battaglia. Quella per il seggio potrebbe creare qualche divisione in seno all’Ue, ma resterebbe d’ora in poi all’ordine del giorno del Consiglio europeo e del Parlamento di Strasburgo.
Per l’Italia, infine, questa sarebbe un’occasione per tornare in campo con una grande proposta a fianco della Germania in un momento in cui i rapporti franco-tedeschi sono meno buoni che in passato.
- Venerdì 16 Ottobre 2009























Commenti
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Il 18 Ottobre 2009 alle 11:09 micuomo ha scritto:
Il prossimo governo Prodi,con Baffino agli esteri,risolverà certamente il problema declassando la rappresentanza diplomatica nostrana…micuomo
Il 22 Ottobre 2009 alle 17:55 indigesto ha scritto:
Ambasciatore, l’Europa esiste solo nelle politica monetaria voluta dai soliti poteri finanziari per favorire speculazioni interne ai Paesi che la compongono e speculazioni più ampie dei paesi industrializzati sui paesi dell’Est. Quando sarà esaurita questa fase si apriranno nuovi scenari, speriamo pacifici. La ossessione normativa e burocratica che attanaglia tutte le mezze figure confluite a Bruxelles non basterà a far da collante. Anzi, già nel trattato di Lisbona c’è il germe del legittimo recedere, di ogni singolo Paese,dall’Unione; e questo la dice lunga! Pensare a rinsaldare l’Unione con l’espressione di un solo seggio alle Nazioni Unite e con l’espressione di un solo ministro degli Esteri, è, e si comprende, una visione europeistica giusta finchè non ci sarà nulla da decidere! Dubito che, in caso contrario, le cose resterebbero quali apparirebbero, o quali si spera possano apparire un giorno! Siamo troppo diversi, in Europa, per accarezzare queste utopie, e poi manca il Paese guida che potrebbe riporTare sulla retta via i Paesi dissidenti, acchè diventi una seconda Unione Sovietica ! E ciò nonostante le nostra comune “matrice”, ed Ella m’intende. Saremmo perciò, tra qualche decennio, da capo a dodici, come si dice!
Il 23 Ottobre 2009 alle 15:16 jane55 ha scritto:
Siamo realisti,quando mai Francia e Inghilterra accetteranno un unico seggio dell’UE all’Onu,seggio che assorbirebbe anche le loro posizioni e i loro interessi politici.La loro politica estera mi sembra molto indipendente rispetto a quella di altri paesi europei, e ancora piu’ utopistico,scusate il pessimismo, mi sembra la creazione di un unico ministero degli esteri per tutta l’europa.L’UE e’ ancora troppo divisa,frammentata,per esprimersi ad un livello unitario su un tema delicato come la politica estera….Il trattato di Lisbona esprime dei concetti interessantissimi e affascinanti, ma forse la loro attuazione presenta ancora una qualche difficolta’.Piuttosto perche’ non si parla piu’ ampiamente di una nuova formula per l’ONU, che credo abbia bisogno di un adeguamento in termini di strutture e capacita’ di intervento in gravi situazioni mondiali, piu’ consoni allle tematiche e alle necessita’ del nuovo millennio.
Il 26 Ottobre 2009 alle 15:09 indigesto ha scritto:
Cara Jane, noi pensiamo a tuttoquesto dall’alto delle nostre aspirazioni, chi le decide vi pensa dal basso dei suoi interessi. Ma, come si dice, il mondo è capovolto, e in alto ci son gli interessi. Raddrizzarlo è impossibile!
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