Feltri: Piove, Lega ladra

Bossi e Balderoli

Di Vittorio Feltri

Ogni volta che cambia il tempo c’è qualcuno che se la prende con la Lega. E in questi giorni d’inizio autunno, col termometro ballerino, sia l’opposizione sia una parte della maggioranza sfogano i loro malumori su Umberto Bossi. Chi lo accusa di razzismo, tanto per gradire, e chi lo accusa di ingordigia, nel senso che pretende di ficcare uomini suoi dovunque si intraveda la possibilità di acchiappare poltrone. Vero? Vediamo.

Da quando Alberto da Giussano si è segnalato al mondo, come forza politica un po’ fuori dagli schemi obsoleti del partitismo ottocentesco, non c’è pace per i nordisti. All’inizio erano considerati dei buzzurri, gente impresentabile, incapace di coniugare un verbo al congiuntivo, buona solamente a dire parolacce e abbasso i terroni.

Poi, visto che nonostante tutto i polentoni avevano racimolato un camion con rimorchio di consensi, gli alchimisti della politica hanno pensato bene di utilizzarli per i casi propri. A destra quanto a sinistra. Al punto che Massimo D’Alema, nel momento del bisogno, si turò il naso e cominciò a dire: massì, i leghisti hanno un’anima popolare e quindi ammettiamo che sono nati da una costola del movimento operaio. Un’opinione come un’altra, non del tutto campata in aria. Successivamente il Senatùr sterzò a destra, e i progressisti attaccarono i cugini non riconoscendoli più come tali. Ovvio. Le camicie verdi erano tornate a casa Berlusconi, motivo sufficiente per disprezzarle. Questa la storia passata.

La presente è anche peggio. Ora il Carroccio è guardato di traverso non soltanto dal Pd e dall’Italia dei valori, ma anche dall’Udc di Pier Ferdinando Casini. Secondo il quale la coalizione di governo deve ogni guaio alla presenza nella stanza dei bottoni della componente leghista da cui dipenderebbero le decisioni avventate del premier: la lotta all’immigrazione selvaggia, il federalismo, le ronde anticrimine e via dicendo. E a causa di questi «orrori» il Bellone democristiano dichiara in ogni sede la volontà di non rientrare nell’ovile di centrodestra. Amen.

Pure Gianfranco Fini ce l’ha a morte con le truppe bossiane perché ritiene ricoprano il ruolo del leone mangiatutto, riuscendo di riffe o di raffe a strappare al Cavaliere fette di potere vieppiù importanti, tali da consentire loro di avere accumulato un bottino sproporzionato per eccesso alla vantata consistenza elettorale.
Insomma, la Lega sta sul gozzo a tre quarti del Parlamento. Se inoltre teniamo conto che Bossi, benché risenta dei postumi della malattia e non sia in forma smagliante, ogni lunedì seguita a essere ospite a cena chez Silvio, e che si giova di una salda amicizia con Giulio Tremonti, il quadro dell’odio in cui egli si colloca è completo. E fa di lui un presunto privilegiato incoraggiato dalle circostanze a dettare le condizioni dell’alleanza: poltrone regionali, provinciali e comunali in cambio di fedeltà.

Dubito sia esattamente così. Però so con certezza che la forza dell’Umberto è soprattutto un’altra: intanto il padrone del Carroccio ha selezionato una classe dirigente di prim’ordine, tra cui alcuni ministri e viceministri eccellenti (Roberto Maroni, Luca Zaia, Roberto Castelli); ha un’abilità politica straordinaria (fiuto e tempismo) e una sintonia totale con la base elettorale del Nord. Risultato: la Lega si è resa indispensabile a Silvio Berlusconi. E viceversa.

Commenti

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Il 27 Ottobre 2009 alle 16:38 nicksergio ha scritto:

concordo solo sugli ultimi 2-3 righi,cioè sul consenso della Lega nel Nord;è però un dato che a me fa orrore pensare che parte importante dell’Italia produttiva sia piena di paura per il diverso ,lo straniero(buono solo per lavorare in nero o pagare spropositi per una stanza in fitto)e la globalizzazione(viva il protezionismo verso quelli che ci fanno concorrenza).E’ un’Italia meschina ed incapace di innovazione quella che esce dalle roccaforti leghiste,in piena sindrome da fort apache.Sulla classe dirigente forgiata dalla Lega mi faccio delle grasse risate,perchè basta vedere i vari Lupi,Castelli,Gentilini per essere in disaccordo con la sua valutazione.Ad maiora….

Il 28 Ottobre 2009 alle 12:21 indigesto ha scritto:

Sono grosso modo d’accordo con l’analisi di Feltri, sempre lucido nel porre in evidenza le argomentazioni che ritiene utili alle sue tesi, ma qualche precisazione va fatta. Non sembra che il popolo leghista sia cambiato nel tempo quanto al suo modo di rappresentarsi con adunate demenziali e istinti veterocampanilistici ,che sfociano nella parola magica di secessione (ancora adombrata da Bossi nei suoi discorsi al volgo) senza capirne appieno il significato. Il che significa che la base leghista da becera che era becera è rimasta! I recenti successi elettorali, poi, sono evidente frutto dell’aggregazione di un elettorato altrettanto becero, come quello di sinistra, che deluso dalle politiche sociali delle varie ciurme al potere nel governo Prodi, in difetto di identità, ha rivolto col voto segnali alle diverse dirigenze. Occorrerà verificare quanto terrà quest’elettorato a fronte della ricomposizione del PCI “allargato” di Bersani.
Quanto alla occupazione di poltrone e poltroncine nella bassa amministrazione la Lega sta seguendo il modello delle Regioni occupate da tempo della sinistra, che, in questo Paese, dilaniato nei poteri locali, tengono botta in concorso col “sistema” cooperativistico protetto, mentre nelle nuove Regioni a conduzione di sinistra stanno dimostrando, alla luce del sole questa volta, per intero la loro vocazione al malgoverno ed alla corruzione. Non mi aspetterei cose diverse dalla Lega, o almeno non ne farei anzitempo esempio di virtù. Quanto alla classe dirigente concordo sui nomi, ma sembrano esemplificativi a fronte di altri che pur in certe occasioni hanno destato perplessità, ed in ogni caso disporre di dieci cavalli e novanta asini non risolve tutti i problemi di ambizione della stessa Lega. E’ evidente che il gioco delle alleanze alcuni di questi li risolve, ma molti altri ne lascia aperti. Ecco, un’alisi, almeno su questi aspetti, avrebbe meglio completato l’istantanea che ci ha proposto l’ineffabile Feltri.

Il 29 Ottobre 2009 alle 12:52 pv21 ha scritto:

Attenti al mal di stomaco delle partite IVA. La forza della Lega è il portafoglio. Che si tratti di tasse o di concorrenza “clandestina”. La Lega è sempre pronta a correre da sola. ( //forum.wineuropa.it )

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