Ferrara: Se Berlusconi si chiamasse Obama

Photostream - Nobel per la Pace a Barack Obama

A parte il resto, il Silvio Berlusconi pubblico sembrerebbe opacizzato dal Berlusconi privato, con tutte le sue scintille, paillettes e lava del vulcano sardo comprese. E dopo l’affondo socialista sul posto fisso, glorificato dal Cav e dal suo inventivo e spiritoso ministro dell’Economia, anche il suo carisma liberale potrebbe risentire di un qualche appannamento, per quanto provvisorio. Ma c’è qualcosa che a sorpresa funziona piuttosto bene, nel governo e nel suo capo: la politica estera.

Spiace per i pimpanti colleghi della stampa internazionale, eppure tutti gli occhi del mondo si dovranno staccare dal buco della serratura e staranno puntati questo finesettimana sulla dacia segreta in cui, con Vladimir Putin e a quanto sembra anche con l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, Berlusconi parlerà di energia, di Iran e di tante altre cosette quintessenziali per i destini comuni. Infatti, e va riconosciuto, quando accade qualcosa che attizza l’attenzione, al di là della lunga teoria dei discorsi di Barack Obama, sempre bellissimi e visionari e meravigliosamente recensiti, c’è sempre un posticino per il Cav e per il suo-nostro medio o grande Paese.

Si fa del sarcasmo grossolano sui rapporti speciali dell’Italia con la Federazione Russa e con Muhammar Gheddafi. Ma se non sbaglio il rapporto con la Russia, da parecchio tempo, è il test significativo, per la Germania e per la Francia in prima linea, della capacità di stare al mondo. Perché l’Italia no?

C’è poi da dire che la caratteristica della politica estera di Berlusconi, così fortemente segnata da un’impronta personale, è la duttilità, la tendenza a non precludersi strade e soluzioni nelle più diverse direzioni. Si è fatto un gran chiacchiericcio sull’insoddisfazione americana presunta per i rapporti speciali con Putin, ma al momento buono si è visto come stavano le cose: Obama cercava di rinnovare un rapporto speciale perduto con Putin e con Dmitri Medvedev, e su questo tentativo ha investito una decisione capitale come l’abbandono del progetto missilistico in Polonia, muovendosi anche sulla scia del battistrada italiano.

Lo stesso per la politica araba. Con Gheddafi lo stato e il popolo libico sono stati storicamente risarciti della brutale storia coloniale italiana in Tripolitania: che male c’è? Non era forse un dovere nazionale, una occasione storica colta con prontezza dal “dilettante” Berlusconi e mancata da quei fior fiore di professionisti che l’avevano preceduto a Palazzo Chigi e alla Farnesina (parlo di Romano Prodi e Massimo D’Alema)?

A lungo con Gheddafi si fecero affari sporchi, sulla pelle delle vittime del terrorismo internazionale, ora le cose sono state messe in chiaro, sia pure nel tipico stile burlesque del Colonnello, e non dovremmo esserne contenti? Tanto più che, come dimostra il coraggioso voto contro il rapporto Goldstone anti Israele dato da italiani e americani all’Onu, l’escursione beduina del Cav non ha pregiudicato in niente, anzi, i rapporti d’acciaio che saggiamente Palazzo Chigi tiene con lo stato d’Israele.

Ora con agilità Berlusconi si muove per sostenere la candidatura in Europa di Tony Blair. Ha spiazzato tutti. Si è attirato i soliti sberleffi un po’ saccenti di qualche commentatore, ma la mossa è stata tempestiva, efficace.

La candidatura di Blair è in salita, è difficile a farsi perché l’Europa unionista non sopporta il peso della politica, della visione, della strategia, e quindi è probabile che il primo presidente vero del Consiglio europeo sarà un pupazzo di paglia e di cenere, degno ma irrilevante, che si spartirà funzioni burocratico-protocollari con il capo della Commissione di Bruxelles, punto e basta. Ma quella mossa mette l’Italia al crocevia dove si decide il futuro dell’Unione dopo il trattato di Lisbona, il che non è poi pochissimo, viste le premesse.

Commenti

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Il 27 Ottobre 2009 alle 15:53 nicksergio ha scritto:

La politica estera di un grande paese non può dipendere dai rapporti personali o dal carisma di un leader,ma dalla coerenza dei suoi comportamenti nella realtà.avere amicizia con un leader come Putin sulla base di simpatie personali è molto meno significativo di una costante politica di coerenza.Non dimentichiamo l’offesa gratuita ai regnanti di Giordania per un incontro non ufficiale col sodale russo.E non dimentichiamo anche i buoni rapporti con uno dei peggiori regimi al mondo,quello eritreo con il qusale il Berlusca produce ottimi rapporti di affari.Le innumerevoli gaffes gratuite,fatte nella convinzione immotivata di essere assai spiritoso,certo non aiutano la nostra immagine internazionale,nè il comportamento con la stampa estera.

Il 29 Ottobre 2009 alle 12:41 pv21 ha scritto:

Immagino le risate di Putin quando Berlusconi gli ha raccontato di essere perseguitato in Italia da magistrati “comunisti”. E come Putin ha sogghignato quando Berlusconi, parlando del suo concetto di democrazia e libertà, ha concluso con: ghe pensi mi! Eppure sono passati appena 4 mesi dai complimenti di Obama e soci per quel miracolo protocollare del G8. ( //forum.wineuropa.it )

Il 1 Novembre 2009 alle 11:13 vincenzoaliascontadino ha scritto:

PM: CORONA, INFRANTO UN SOGNO. PERCHÉ? CHI TOCCA I FILI MUORE!
Avvocati di Stato o Procuratori appena sotto Dio? Ricevere in residenza miliardi, mercedes Cellulari, lavoretti,Case ad eco canone e Sim card Elvetiche per non farsi intercettare e, poi da chi? Questi sono Valori? Mi chiedo,ma perché non fu applicato la regola non poteva non sapere?
Come avete visto, sentito, costatato, ora saprete che Pm vuol dire, che la tua vita è di costui; nelle Proprie Mani! Inoltre, non sperare che le prove a tuo favore non siano secretate, i poiché la Casta dal periodo pazzo del terrorismo i cosiddetti anni di piombo, quando le Mele Marce, definite per comodo, extraparlamentare, in realtà erano infiltrati, nella clandestinità per sovvertire, altrimenti avremmo trovato il bandolo della matassa criminale, invece, guarda caso dalla formula “ Siamo un prigioniero Politico ”, eccolo apparire magicamente, a fulminato sulla via di Damasco verso il Parlamento! Ma come mai nel nostro Paese: non si possono fare nessuna riforma? Semplice, perché bisogna toccare quegli equilibri di casta che, sono business: carriera, fama e gloria altro che P2 quelli usavano la P38 e kalashnikov, ti uccidevano o ti gambizzavano e vedevi quanti coglioni erano impauriti, uomini senza palle come i miei professori che li consideravano eletti e molto istruiti, come e se mio padre o nonno Nicola analfabeta non imparò nei primi ‘900 il pane e gruzzoletto emigrando a New York, costruendo grattacieli per e rendere grande mela famosa nel mondo! Questi per me erano e rimangono pendagli da forca er erano da eliminare come scarti di società chirurgicamente come un cancro al pancreas! Infatti, provate a toccare il Corsera, Express Group, Csm o Anm o disciplinare il Sindacato e renderli liberi come imporre di farsi eleggere dalla base, ma che vulite scherzà? Eleggerli vuol dire meno potere reale, poiché decentrati ai lavoratori e soggetti alla regola della meritocrazia! Io lo so ben che alcuni miei professori guadagnavano meno di me, come pure i Pm, poi dopo gli anni di piombo, ebbero più poteri e noi meno giustizia sino ad arrivare a “ Tangentopoli ” con il Mani Pulite fare il gioco duro: super scortati come se il tangentaro incallito fosse Totò Rejna e pare che continuano i privilegi: troppi! In quel periodo avete mai sentito parlare o visto qualcuno fare girotondi o dire che “ l’informazione era al guinzaglio o balbettarlo dalla Fnsi? Certo, c’era solo “ Ghino di Tacco “ alias firma dell’ex Presidente del Consiglio con le palle di nome Bettino Craxi, che divenne il mio amico: costui, era considerato il gran Capo di “ Casa Noscia “ che un fax tentava si aprire gli occhi e farsi ascoltare: ma come diceva mia mamma: “ Da qui, mi entra? E da qui, mi esce! “ indicando le orecchie! Tutti avevano l’autobavaglio: diritti e libertà a farsi friggere: poiché, le veline degli interrogatori arrivavano puntuale e direttamente sulle scrivanie di redazione media, mai scoperto la talpa, anche se tutto sapevano e vedevano, chi li lasciava, no? Sistema che garantiva vendite e gloria, ma avete sentito il Pci ribellarsi? Avete sentito la FNSI dire non si fa così? Io che ero nel Palazzaccio di Milano, sia per studio che per una testimonianza tecnica che per poco, mi dovevano dare la pensione per un processo durato 7 anni! Così vidi con Schiavettones Enzo Carra ed altri malcapitati: avvocati definiti principi del foro fare cilecca, salvo per l’amico di Di Pietro Lucibello, tanto che mise un gruzzoletto da parte, miliardi con le scarcerazioni di inquisiti eccellenti liberati: erano apprendisti alla Scala dei Valori, cantavano come Luciano panzarotti pur la bacchetta di ma cantavano a comando del Maestro Kavakos, infatti, cavano informazioni pur di non finire a San Vittore in uno dei due cerchi disegnati dall’Amaro Petrus, tanto che divenne brevetto: se un mafioso indica, e pure l’autro, vuol dire che è vero sei ritenuto colpevole: ecco la formula perfetto è strumento non investigativo della Giustizia Italiana: “ non poteva non sapere ” e come “ Associazione esterno alla mafia “ questo, perché , l’odio cresceva a dismisura dallo strapotere d’alcuni Politici, basta vedere il Deficit Pubblico e il canto del cigno: “ ’O Sud! ‘O Sud! “ perché? La regola Catto-Comunista nel dare assistenzialismo erano alla ricerca perenne del voto ecco la veritas del Sud, poi fatevi un breve conto, quanti Politici ci sono in Calabresi Pugliesi, Siciliani, Sardegna (due capi di Stato e un Marx leader del Pci) Campania solo di Napoli c’era mezza maggioranza, eppure non sono stati capito o meglio non voluto farla diventare munnezzara e cosa dire della mia Regione che le hanno fregato persino il suo famoso nome “ Lucania “ ed ora riempita di scandalo di greggio e non sta con Enzino come le veline? Eppure, ha avuto con illustri e Politici di alto livello come Emilio Colombo ex Presidente dei Cattolici, ma votava per un Governo Comunista? Mo, Fini e altri a venirci a dire: non questione solo del Sud, ma Nazionale! Allora perché in 60 anni si prendevano voti ed ora petrolio e lasciare povertà e melma ed Amministratori in Parlamento con incarichi di Governo? By http://vincenzoaliasilcontadin.....chiale.it/ Matera

Il 1 Novembre 2009 alle 20:35 pv21 ha scritto:

“Ora con agilità Berlusconi si muove per sostenere la candidatura in Europa di Tony Blair. Ha spiazzato tutti.” Peccato che Blair non abbia le “amicizie” internazionali di Berlusconi e che, preso il volo, sia ricaduto a terra. Colpa della scarlattina? ( //forum.wineuropa.it )

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