Di Vittorio Feltri
Tutto si può dire della politica italiana tranne che sia una cosa seria.
L’ultima del Palazzo, anzi di Botteghe Oscure, è degna della migliore tradizione cabarettistica.
Il bolscevico Pier Luigi Bersani, non appena messo piede nella segreteria del Partito democratico, ha avuto un’idea che sarebbe stata giudicata spinta anche da quelli del Bagaglino: richiamare Romano Prodi in servizio permanente effettivo nel ruolo di candidato premier della sinistra.
La quale dimostra così di avere conservato gelosamente il deficit di fantasia tipico dei vecchi comitati centrali dell’orrendo Partito comunista all’epoca del Muro di Berlino.
È talmente assurdo quanto succede nella sinistra ammaccata che si fatica a credere ai propri occhi. Da sei mesi i progressisti si dannano per trovare un segretario più adatto di Dario Franceschini ad affrontare le sfide del futuro, soprattutto quella con Silvio Berlusconi, e dopo incontri e scontri fra compagni, riunioni di partito, trasmissioni televisive, comizi al festival dell’Unità, campagne elettorali, proclami ed elezioni primarie a pagamento (2 euro a voto), la montagna democratica ha partorito Mortadella.
Scusate, ma a me viene da ridere. Un finale del genere è una presa in giro destinata a ritorcersi su chi l’ha ideata.
La candidatura di Bersani non prometteva nulla di buono, però il convento del Pd non offriva opzioni più allettanti, visto che gli altri due in lizza erano Franceschini e il chirurgo Ignazio Marino, la cui unica operazione memorabile fu fatta sulle note spese dell’università, come ha ben documentato Il Foglio di Giuliano Ferrara.
Sicché Bersani, nonostante tutto, ha vinto con largo margine, suscitando moderati entusiasmi nella base subito smorzati dalla prima sua mossa: una telefonata a Prodi, che non aspettava altro, per dirgli caro professore rientra immediatamente nel partito perché solo tu puoi salvarlo presentandoti quale aspirante premier alla prossima consultazione politica.
Se questa è la novità della gestione appena inaugurata, tanto vale reclutare il Cucco. Questa è una vera e propria restaurazione. Infatti la convocazione di Prodi comporta una regressione in termini politici. Il Pd rinuncia ai tentativi di correre in solitudine e ricostruisce l’antica coalizione cosiddetta dell’Ulivo dove confluivano, come accadeva anni orsono, i Comunisti italiani, Rifondazione e i Verdi, oggi fuori dal Parlamento per non avere superato la fatidica soglia del 4 per cento.
È vero che il citato Ulivo ha consentito due volte al Professore di Bologna di battere Berlusconi alle urne, però non gli ha dato la possibilità poi di governare, perché una maggioranza che comprende l’ultrasinistra è strutturalmente troppo litigiosa (rappresentando interessi diversi o addirittura contrapposti) per durare una intera legislatura. È un dato storico che Prodi non sia mai riuscito a rimanere più di un biennio a Palazzo Chigi.
Inoltre, non si capisce quanta fiducia avranno gli italiani nella solita minestra riscaldata e resa indigesta da ingredienti della fallita ideologia comunista. Dubito che essi avranno voglia si salire su un carro che dispone soltanto della retromarcia.
- Venerdì 30 Ottobre 2009























Commenti
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Il 1 Novembre 2009 alle 10:16 corrado41 ha scritto:
si,ma il colpo già glielo ha assestato Rutelli,pur mettendo la retromarcia per riannodare i comunisti sperduti,la marcia in avanti sarà sempre stentata.
Il 1 Novembre 2009 alle 16:52 balvir ha scritto:
Se è vero che Bersani è intenzionato a richiamare in servizio il Mortadella Felsineo,riconosco di aver errato nel formulare ,tanto tempo fa, il mio giudidio positivo su Bersani. Infatti,anche lui, con queste sue intenzioni manifestate, dimostra di avere, come il Gianfranco Fini, presa una solenne sbornia del famoso “sciroppo di mosciarelle” di Tilussiana memoria. (Favola di Picchiabbò)
Iddio ci salvi da questa specie di pseudo “politici”.
Il 1 Novembre 2009 alle 19:21 nhico ha scritto:
Non è così assurdo. Chiamare Prodi sulla tolda di comando e incoronarlo di nuovo ammiraglio non è così tanto fuori luogo. Certo, per raccapezzarsi un po’, per capire quale è il filo conduttore, per individuare l’ arcano marchingegno e sciogliere il nodo amletico di questo passo indietro, anzi di questo vero è proprio ritorno al passato, forse è giusto che anche noi facciamo qualche passetto indietro. Vediamo. Magari fino a via Gradoli. Ma non per andare a trans, ma per parlare di quella strana seduta spiritica in cui il futuro presidente dell’Iri, Romano Prodi, viene a sapere da una “entità” il posto dove era tenuto prigioniero Aldo Moro. La madre di tutti i misteri italici e, insieme, la radice sotterranea che lega il loro passato, presente e futuro. La bolla ideologica che appesta la politica italiana e che fa dire a un Giovanni Sartori che il premier è stato eletto da una minoranza e al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che nell’assassinio del giudice Giovanni Falcone va ricercata una «entità esterna» . Cioè Berlusconi. Due barzellettieri, senza dubbio. Ma che invece dell’applauso cercano di sovvertire la volontà della maggioranza degli italiani.
Il 2 Novembre 2009 alle 13:39 pv21 ha scritto:
Forse c’è da preoccuparsi di quello che accade dalle parti di Galan e Miccichè. Sappiamo che l’Italia è a rischio frane ed alluvioni. Casini è sempre pronto a ritrovare gli ideali democristiani. Anche questa è retromarcia?
( // forum.wineuropa.it )
Il 3 Novembre 2009 alle 16:07 nicksergio ha scritto:
Se proprio Feltri ha voglia di risate potrebbe ascoltare le affermazioni di alcuni noti esponenti del PdL come Ghedini(divenuto immortale per la definizione di Berlusconi come utilizzatore terminale di prostitute)o quell’esponente della Lega(discriminazione positiva nella scuola per i figli degli immigrati)ecc. E’ vero che l’idea di Prodi e Bersani non entusiasma il popolo del centro sinistra,ma almeno qu’ la base ha espresso delle candidature.Nel PdL il gran capo stabilisce le candidatute in base a criteri estetico-sessuali,che abbiamo ammirato.
Il 5 Novembre 2009 alle 06:13 crispino ha scritto:
non posso credere che bersani chiami prodi!Sarebbe una barzelletta!!!!!!!!
Il 5 Novembre 2009 alle 15:34 indigesto ha scritto:
Bersani richiama la ciurma che portò Prodi a vincere (si fa per dire) le elezioni, la inserisce nel suo Partito e strizza l’occhio a chiunque voglia partecipare alla festa. Ex comunisti e ed ex demoscrisiani, tutti insieme appassionatamente! Marcia indietro o marcia avanti il potere si raggiunge coi numeri. Poi se dura un annetto che male fa. Il tempo di riempirsi le tasche! Avanti popolo!
Il 7 Novembre 2009 alle 21:13 lapolide ha scritto:
Padova, 7 novembre 009.
Dall’”Editoriale” di Angelo Maria Perrino direttore di Affaritaliani.it, dedicato a Bersani, fresco Segretario del Pd, ho così risposto, pazziando nù poco a modo mio:
“Ber Sani…L’Amaro del dopodomani !”
Gatta ci covava, caro Angelo Maria Perrino direttore. Aspettavo che scoppiasse la bomba del tuo pensiero. Bastava aver pazienza ed attendere fiduciosi. E così è stato.
Non ti avevo mai sentito così euforico e pieno di vita, di verve, come da quando il Bersani del Pd è stato eletto Segretario del partito di…Godot. Verrà, non verrà, sarà la volta buona ? Quien sabe ?
Si, “dicunt ” che è stato eletto con 3 milioni di paganti e 6 milioni di “Euro” di incassi. Che dici ? Da uomo avveduto qual sei, credi che abbia pagato le tasse sull’introito ? Mi piacerebbe saperne di più. Auguri e figli trans….è così di moda a Sinistra ( no, non parlo di prole personali, ci mancherebbe altro. Ti rispetto troppo). Ma hai ascoltato bene quanto ha detto nell’accorato discorso da te così pomposamente elogiato nell’editoriale a lui dedicato ? Intanto Gianni Pardo, quale conciso commento, ha scritto <>. Tu che dici, che è il futuro del Pd ?
Secondo me il suo dire ha un che di “Amaro Ber Sani”….non pare anche a te ? Mi auguro, da uomo di mondo e di cultura qual sei, che non ti offenderai per questi quattro versetti di dozzina, no ? Complimenti e buon lavoro.
lapolide
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