
Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia
Si possono dire tante cose. In salotto, a pranzo, magari a cena fuori casa. Passeggiando per il corso, conversando amabilmente in un caffè del centro o mentre si aspetta che cominci il film al cinema mangiando popcorn. Insomma, le occasioni non mancano per dire «tante cose». In un interrogatorio, però, ci si aspetta che si dicano solo le «cose» di cui si ha certezza. Continua

Pierluigi Bersani e Gianfranco Fini
Di
VITTORIO FELTRI
Chi dice che Gianfranco Fini non lascerà alcuna impronta originale nella storia italiana commette un grave errore. Il presidente della Camera sarà invece ricordato alla grande per avere sdoganato, come usa dire oggi, un sostantivo finora limitato al linguaggio scurrile, non certo politico, il cosiddetto turpiloquio.
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Una coincidenza, tra Milano e Bologna, lunedì 23 novembre. Al San Raffaele di Milano Maria Grazia Roncarolo, direttore scientifico dell’istituto, rivendicava con orgoglio di avere lasciato una brillante carriera di ricercatrice a Palo Alto (California) per guidare un settore italiano d’eccellenza europea. Tra le mura costruite da don Luigi Verzé si fanno ricerche d’assoluta avanguardia sul dna e sulle malattie genetiche. È tecnicamente possibile che qui dentro nasca un Nobel?, le ho chiesto. Sì, è stata la risposta secca. Nelle stesse ore, a Bologna, il nuovo rettore dell’antica e prestigiosa università, Ivano Dionigi, lamentava che dai licei gli arrivano studenti semianalfabeti. «Se accanto ai corsi base di latino devi promuovere “corsi zero” di italiano e di matematica» ha detto «vuol dire che c’è un problema». Continua

Il nuovo Presidente del Consiglio dell’Unione Europea Herman Van Rompuy
Capisco i melanconici commenti di tutti coloro che avrebbero desiderato alla testa dell’Unione Europea due personalità più autorevoli di Herman van Rompuy e Catherine Ashton. Ma ho l’impressione che molte lagnanze, soprattutto quando appaiono sulla stampa angloamericana, appartengano a una vecchia commedia in tre atti, già rappresentata in altre circostanze. Continua
Mentre l’Europa si chiede se i turchi siano degni di essere ammessi al club dell’Ue, la Turchia sta costruendo per se stessa un ruolo nuovo, più asiatico e mediorientale di quello che aveva negli anni in cui si considerava soprattutto euroatlantica. Continua
«Mai pensato a elezioni anticipate» ha detto Silvio Berlusconi mercoledì 18 novembre. In realtà a far saltare il tavolo il presidente del Consiglio ci pensa sul serio e da tempo. La sortita del presidente del Senato («Elezioni se non si torna uniti») di martedì 17, che certo non può scandalizzare dopo quelle del presidente della Camera, non era un bluff, ma la presa d’atto, a freddo, di una situazione insostenibile. Ed è impensabile che il capo del governo non ne fosse a conoscenza. Continua

Nicola Cosentino e Luigi Cesaro
Il “concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso” è un coltello affilato nelle mani del primo sicario che passa. Continua

Leonardo Sciascia
Venti anni fa moriva Leonardo Sciascia, un siciliano illuminato. Come sempre accade in occasione di un anniversario ci si accapiglia sull’interpretazione degli scritti, sul senso vero delle sue idee. A me sembra un esercizio che fa difetto all’intelligenza di Sciascia. Che, fra i tanti meriti, aveva quello di scrivere in modo chiarissimo. Per questo mi permetto di proporre la parte centrale di un suo articolo pubblicato sul Corriere della sera del 14 ottobre 1983 in pieno affaire Tortora (l’articolo è contenuto nel libro A futura memoria (se la memoria ha un futuro) pubblicato dalla Bompiani e curato da Claude Ambroise). Avrei voluto scriverlo io, oggi, a vent’anni di distanza. (Giorgio Mulè) Continua

Augusto Minzolini con Sergio Zavoli
Di
Vittorio Feltri
Il bello della Rai è che tutti dicono di volerla spoliticizzare mentre cercano di occuparla. Nessuno riesce a fare la prima cosa; e solo la sinistra riesce a fare la seconda, perché è molto più brava della destra nell’arte suprema di prendere la roba d’altri. Continua
Si può parlare di immunità parlamentare senza pensare per una volta a Silvio Berlusconi (l’eventuale ripristino dell’istituto non potrebbe avere infatti effetto retroattivo)? Ci si accapiglia sui paesi che l’hanno e quelli che non l’hanno, ma si dimentica il punto centrale: altrove i pubblici ministeri dipendono dal governo. Continua