Mulè: Strasburgo, la nostra croce

Le vignette di Uber: SIMBOLI ANTICHI

Vado a messa di rado e sono un peccatore; sono convinto che il Vangelo ci metta quotidianamente alla prova attraverso le nostre azioni. Ho rispetto per le altre religioni che professano il rispetto dell’uomo e ne consentono il libero arbitrio. Mi considero insomma un laico. Epperò: la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che vieta il crocifisso in classe è una violenza del diritto. Non è un atto di giustizia. Al contrario incita all’odio, alla divisione, accende pericolose micce negli integralisti. Perché non tiene conto della cultura e della storia dell’Italia, perché soprattutto viene imposta al nostro Paese da un collegio formato da sette giudici che provengono da Serbia, Turchia, Lituania, Ungheria, Portogallo, Belgio e da un italiano di origini russe, Vladimiro Zagrebelsky.

Non accetto e non mi sembra normale, con tutto il rispetto, che 2 mila anni di storia del mio Paese vengano giudicati da un signor giudice turco (2 per cento di cristiani nel suo paese), uno serbo (6 per cento di battezzati) o ancora da un ungherese (50 per cento di cristiani). Per non parlare del signor giudice lituano, paese dove apprendo da una rapida consultazione su internet «sono tuttora vive alcune tradizioni che risalgono al paganesimo. Per esempio, dopo aver festeggiato la vigilia di Natale il tavolo non va sparecchiato (fatta eccezione per i coltelli), per lasciare cibo agli spiriti dei parenti deceduti, e appena finita la cena si dovrebbero fare tre giri intorno al tavolo prima di posare il cucchiaio». Quanto all’italiano Zagrebelsky parla il suo curriculum: è noto anche alle pietre che non è mai stato un crociato né si è segnalato per fare apostolato della preghiera. Tanto per farvi un’idea Zagrebelsky appartiene (cito Giuseppe D’Avanzo a scanso di querele) a «quel cenacolo torinese di continuatori dei “giudici azionisti” che ha i suoi numi tutelari in Norberto Bobbio e Alessandro Galante Garrone».

Questa giustizia all’europea la trovo goffa, irrispettosa, ridicola. Peggio: ignorante. In nome di una presunta laicità politicamente corretta si tendono a mortificare le ragioni e la storia di un popolo con un atto violento paragonabile alla furia iconoclasta che fu dei barbari e dei senza Dio. Mi spiace, ma non lo accetto.

Commenti

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Il 6 Novembre 2009 alle 20:01 indigesto ha scritto:

Ma Serbia e Turchia fanno parte dell’UE? Eppure si tratta di una Corte europea sui diritti dell’uomo. Non che con altri membri ci fosse tanto di che sperare, ma almeno se viene chiamata europea e poi scoprire che non è nemmeno tale sarebbe molto grave! Ma si, ci sarà la solita deroga! In questo l’Europa somiglia tanto all’Italia!

Il 8 Novembre 2009 alle 19:15 indigesto ha scritto:

Ci sono troppe “istituzioni” europee. Mal’Unione conta qualcosa in tutto questo?

Il 8 Novembre 2009 alle 21:01 laofa ha scritto:

Caro Indigesto, la sentenza della Corte Europea conferma quanto andavamo dicendo a commento dell’articolo di Giuliano Ferrara (”Rassegnamoci, l’omofobia è insopprimibile”) a proposito delle risoluzioni imposte dall’alto per spingere all’annientamento di valori millenari condivisi e realtà di vita consolidate.
Per chi avesse infatti già avuto la pazienza di leggere quei commenti e non li considerasse “esagerati”, non dovrebbero ormai più essere motivo di meraviglia le iniziative e decisioni della burocrazia di Bruxelles di non riconoscere le tradizioni cristiane europee e di volerne abbattere uno dei simboli più significativi.

L’Europa concepita dai Padri Fondatori e quella attuale si assomigliano come il giorno e la notte. La realtà è che Commissione Europea ed ONU stanno cercando con ogni mezzo e con dispendio di ingentissimi capitali, di imporre un tipo di società costruita sull’autorità centralizzata e sul darwinismo sociale, per la quale occorre promuovere la selezione degli esseri migliori secondo le esigenze della produzione e del consumo.
Obiettivo che si costruisce distruggendo la famiglia eterosessuale, come già abbondantemente realizzato in Occidente attraverso le ideologie del femminismo radicale (il “gender”), imponendo inoltre il relativismo etico, il pensiero debole e il culto dell’edonismo e del consumismo senza limiti; inoltre, anche abbattendo la morale cristiana che si oppone a tutto questo, ostinata nei suoi propositi a difesa dei principi etici e della vita.
Di questo obiettivo, prefigurato dal programma del Millennium Development Goals (Obiettivi di Sviluppo del Millennio = MDG) per arrivare a ciò che di solito viene chiamato New World Order (Nuovo Ordine Mondiale), mai i media e le istituzioni parlano ed è comprensibile: significherebbe per loro cominciare a parlare anche di quell’appoggio fortissimo dato dalle élites intellettuali “progressiste” e libertarie a tutto ciò che è salvaguardato dal “politicamente corretto” incaricato di sviare, con la sua copertura stagna, l’attenzione dal cancro che sta divorando le ricche (ma solo materialmente) società occidentali dove si sta edificando un ordine basato sul Nuovo Diritto e sulla Nuova Religione, strumentalizzati per “legittimare” qualunque cosa.

Con l’MDG si sta infatti spianando la strada ai “NUOVI DIRITTI DELL’UOMO” , fra cui quello sull’aborto, presentato come “nuovo diritto umano” (come conseguenza non vi sarà più posto, una volta approvato questo “diritto”, all’obiezione di coscienza, così come per esempio non sarebbe più stato possibile, in caso di approvazione della legge contro l’omofobia in Italia, protestare per la propaganda alla diffusione dell’omosessualità nelle scuole o per strada, come avviene già in altri Paesi).
Fra i “nuovi diritti” è inclusa l’eutanasia, l’omosessualità, la droga, la pedofilia (una legge che stava per essere imposta riguardava la possibilità per un minore di poter frequentare adulti a suo piacimento e senza dover chiedere il permesso ai genitori).
Inoltre, è inclusa la “NUOVA FEDE UNIFICANTE” che, appunto, dovrà contribuire a far avanzare l’MDG con tutti i suoi dieci punti, enunciati con espressioni promosse dall’ONU in maniera subdola, tale che, sottoscrivendoli, siano sottoscritti gli obiettivi del Millennio per farli divenire leggi di Stato a quel pugno inoppugnabili.

Fra i piani dell’MDG vi è quindi anche quello di ridurre tutte le religioni ad un comun denominatore. Tony Blair, da poco “convertitosi” alla fede cristiana cattolica (e immediatamente sentitosi in dovere di redarguire il Papa ritenendolo “arretrato” in alcune sue posizioni) con la sua “Tony Blair Faith Foundation” avrebbe proprio questo compito, affiancando Barack Obama impegnato a diffondere, dal suo canto, i “nuovi diritti” soggettivi civili. Il presidente americano ha infatti già revocato le disposizioni giuridiche che proteggono la vita, prese dal presidente Bush, spianando così il cammino all’aborto legalmente esigibile, naturalmente sempre in nome “della salute della donna”, per una “maternità senza rischio” e per la “sanità riproduttiva”.
Il fatto che Blayr non sia stato eletto in sede europea non significa che la sua fondazione non continuerà ad operare a pieno regime e ad affiancare l’azione del primo.

Tornando alle parole di Michel Schooyans: “Di fatto, il progetto di Tony Blayr prolunga e amplia la United Religions Initiative apparsa diversi anni fa. Questo piano non potrà realizzarsi che a prezzo del sacrificio della libertà religiosa, dell’imposizione di una lettura ‘politicamente corretta’ delle Sacre Scritture e del sabotaggio dei fondamenti naturali del diritto. Già Machiavelli raccomandava l’utilizzo della religione a fini politici…Si sta promuovendo una e una sola confessione religiosa che un potere politico universale, globale, imporrebbe al mondo intero. Il progetto di Blayr, impregnato di New Age, (come, del resto, quello di Al Gore, teso a rievocare i miti pagani della dea Madre per favorire l’aborto dell’essere umano, parassita del pianeta che ne danneggia lo sviluppo in visione panteista) è stato preparato ideologicamente sia dalla United Religion Initiative, sia dalla Dichiarazione per un’etica planetaria (di cui Hans Kung è uno dei principali ispiratori e che così sarà di fatto potenziata) ed è appoggiata da numerose fondazioni similari.”

Praticamente, nella società che si sta costruendo, sarà il potere civile a definire ciò in cui si deve credere e la religione, svuotata della sua dottrina, quindi dei suoi simboli, rimarrà una specie di residuo morale, definito, secondo gli architetti del governo mondiale, dal positivismo giuridico che fa precedere il diritto da una volontà suprema (il Leviatano).

Ancora Schooyans: “…se mai dovesse realizzarsi il progetto Blair, gli agenti del governo mondiale imporrebbero, con un nuovo Atto di Supremazia, una religione unica, convalidata dagli interpreti della volontà suprema…(Hobbes, III, XXXVI)…Ciò che rivela l’analisi delle decisioni di Obama e del progetto Blayr è che si profila un’alleanza di due volontà convergenti, miranti l’una a soggiogare il diritto e l’altra a soggiogare la religione.
Questa è la nuova versione dell’aquila a due teste. Diritto e religione sono strumentalizzati per ‘legittimare’ qualunque cosa…Questa doppia strumentalizzazione è mortale per la comunità umana.
E’ ciò che risulta da diverse esperienze realizzate nel quadro dello Stato-Provvidenza. Questo, a forza di voler piacere agli individui, ha moltiplicato i ‘diritti’ soggettivi di condiscendenza, per esempio in materia di divorzio, di sessualità, di famiglie, di popolazione, ecc. Ma, così facendo, questo Stato-Provvidenza ha creato innumerevoli problemi che è incapace di risolvere…” (Vedere in proposito, nei commenti precedenti citati, il caso della Norvegia e degli altri Paesi Scandinavi, ma anche degli altri Paesi nord-europei).”

Quello che sta per avvenire quindi, secondo Schooyans, è il lancio, tramite Barack Obama, di un nuovo messianismo nordamericano totalmente secolarizzato, beneficiante dell’appoggio europeo. La volontà suprema del presidente degli Stati Uniti convaliderà il diritto delle nazioni e il diritto delle relazioni fra le nazioni anche in materia di religione di stato (leggere i “Trentanove Articoli” della nuova religione di Blayr).

“A partire dalla sommità di questa piramide, la volontà del Principe è destinata a circolare per i canali internazionali dell’ONU e a raggiungere i canali nazionali particolari. In prospettiva questo processo, come si può intuire, SPEGNE L’AUTORITA’ DEI PARLAMENTI NAZIONALI, ABOLISCE L’AUTORITA’ DEGLI ESECUTIVI E ROVINA L’INDIPENDENZA DEL POTERE GIUDIZIARIO. E’ per queste ragioni che, nella logica del NWO il ruolo di un tribunale penale internazionale è chiamato ad estendersi per reprimere i recalcitranti - ad esempio i cattolici - che rifiutano questa visione del potere e del diritto, di un diritto reso vassallo del potere.
Come non vedere questa verità abbagliante: che noi assistiamo all’EMERGERE DI UN TERRORISMO POLITICO-GIURIDICO SENZA PRECDENTI NELLA STORIA?”
Luigi Farinelli

Il 9 Novembre 2009 alle 00:16 laofa ha scritto:

Caro Indigesto, quando parlavi di saldatura fra le due “scuole” (americana ed europea)per imporre i “Nuovi Diritti dell’Uomo” ti riferivi per caso proprio a ciò che Schooyans definisce l’ “Aquila a due teste”?
Occorre comunque anche considerare che se Obama può agire ora nel senso detto, avendo ricevuto un mandato popolare, c’è da sperare che il Congresso americano possa anche essere influenzato da quello che il conservatore americano Charles Murray (ilFoglio, 24.03.2009, come da commenti al già citato articolo di Ferrara) ha definito:
“una svolta epocale nella comprensione scientifica di ciò che fa funzionare gli esseri umani e che non promette niente di buono per la socialdemocrazia imperante”, svolta agente in senso contrario alle ideologie comuniste, ultralaiciste, “democratiche” e mondialiste oggi diffuse.

Su come sarebbe possibile contrastare l’avanzata dei mostri che incombono, certo, sarebbe meglio che l’Europa riuscisse a rinsavire da sola, anche se ormai le occorrerebbe uno sforzo immane per risvegliarsi dall’incantamento (vedi alla voce “lavaggio del cervello”) in cui è estata gettata ancora una volta da ideologie che dell’umano sembrano rispettare solamente gli aspetti peggiori. Un’altra possibilità di ripresa è un’Europa che venisse più spesso a prendere il sole sulle nostre spiagge, magari inizialmente lasciando vagare distrattamente lo sguardo su qualche nobile rudere romano, pieve romanica o palazzo rinascimentale, fintanto da attenuare un poco della “puzza al naso” e rinsavire lentamente con un pizzico di sano epicureismo (nel senso nobile del termine).

A costo di apparire troppo eccentrico, ritengo personalmente che sarebbe meglio che fosse la nostra cultura mediterranea a riprendere finalmente a influenzare i popoli del Nord, i cui diktat e pretese pare debbano essere sempre prese come regole di saggezza ma che, pensiamoci bene, cominciano sempre più spesso a far pensare che siano il logico frutto di una mentalità nata dall’abitudine a vivere fra le nebbie e le brume del nord, le quali hanno prodotto i peggiori mostri della storia, comunismo e nazismo e che, evidentemente, continuano a produrne: lo dimostra ciò di cui stiamo parlando.

Evidentemente, la società moderna che si è forgiata per i capricci della storia prevalentemente sul modello imperante anglo-sassone, ha imparato come fare per arricchire materialmente ma,nonostante le lezioni di pragmatismo, non è stata poi capace di portare ad un’evoluzione spirituale e sociale che la sollevasse completamente e portasse felicità agli esseri umani! Anzi, sembra che ci sia più insoddisfazione e infelicità oggi che in un passato non lontano. Sarebbe allora finalmente auspicabile, alla luce di questo fallimento dimostrato, che il processo di “snebbiamento” (ma sarei tentato di dire, crepi lo sciovinismo, “di civilizzazione completa”) venisse finalmente concluso come del resto era sempre accaduto nel corso dei millenni per tutte le popolazioni barbariche arrivate a contatto con le solari civiltà mediterranee e poi trasformatesi a loro volta in dispensatrici di civiltà (basti pensare, da ultimo, allo splendino Regno dei Normanni nell’Italia meridionale).
Sarebbe cioè ormai ora che si concludesse un processo storico di “sbarbarimento” che si era interrotto evidentemente a metà. Altro che ritenere sempre e comunque oro colato tutto ciò che arriva d’oltralpe!
Certo, guardando cosa si prefigge il Nuovo Ordine Mondiale e come sia in piena crescita c’è da essere pessimisti in proposito se “quaggiù” continuiamo ad essere preda di complessi d’inferiorità e a far finta di non veder che cosa da “lassù” continuano a propinarci.
Luigi Farinelli

Il 10 Novembre 2009 alle 11:53 pasmes ha scritto:

Mi chiedo che “democrazia” è la nostra, se un organismo internazione come la Corte di Strasburgo, composta di poche persone, (i giudici, come al solito), le cui competenze non risulterebbero definite, quindi si presuppongono illimitate, può permettersi di non tenere conto della volontà della maggioranza dei cittadini italiani, del governo italiano democraticamente eletto, della direzione della scuola interessata, della Corte Costituzionale Italiana, del TAR italiano e del Consiglio di Stato, che si sono già espressi, nei vari anni, contro la richiesta (inoltrata da una sola persona), di togliere il crocifisso dall’aule scolastiche frequentata nientemeno che da sua figlia.
Oggi, il concetto di Democrazia è completamente stravolto. Non è più inteso come espressione di volontà popolare, e ciascuno crede di poterlo adattare alle proprie esigenze o convenienze politiche personali o di parte. Non è più volontà di molti, ma discrezionalità di pochi, e a volte di una sola persona, comunemente chiamata “Giudice”.

Il 30 Novembre 2009 alle 12:08 Intervista esclusiva al Patriarca russo: caro Papa, ti aspetto a Mosca - Mondo - Panorama.it ha scritto:

[...] Del resto, dopo i primi segnali che sembravano testimoniare una possibile accelerazione del processo di riavvicinamento tra le due maggiori chiese cristiane separate, lo stesso patriarca Kirill non aveva esistato a testimoniare la solidarietà con Roma per la sentenza della Corte di Strasburgo che condanna l’esposizione dei simboli religiosi (leggi l’editoriale di Giorgio Mulè). [...]

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