Vespa: Voce del verbo imparare

Studenti fra i banchi di scuola: come cambieranno i nuovi licei

Una coincidenza, tra Milano e Bologna, lunedì 23 novembre. Al San Raffaele di Milano Maria Grazia Roncarolo, direttore scientifico dell’istituto, rivendicava con orgoglio di avere lasciato una brillante carriera di ricercatrice a Palo Alto (California) per guidare un settore italiano d’eccellenza europea. Tra le mura costruite da don Luigi Verzé si fanno ricerche d’assoluta avanguardia sul dna e sulle malattie genetiche. È tecnicamente possibile che qui dentro nasca un Nobel?, le ho chiesto. Sì, è stata la risposta secca. Nelle stesse ore, a Bologna, il nuovo rettore dell’antica e prestigiosa università, Ivano Dionigi, lamentava che dai licei gli arrivano studenti semianalfabeti. «Se accanto ai corsi base di latino devi promuovere “corsi zero” di italiano e di matematica» ha detto «vuol dire che c’è un problema».
In queste condizioni, serve a poco che l’ateneo bolognese abbia guadagnato il primo posto nella classifica del Sole 24 ore sulle quote di incentivi ottenuti nella didattica. Tra l’orgoglio di Roncarolo e la preoccupata amarezza di Dionigi si apre la forbice del paradosso italiano.
Abbiamo ricercatori fra i migliori del mondo, ma purtroppo solo a pochissimi vengono garantite condizioni serie per il rientro. Dall’altro lato, la scuola continua a spedire all’università studenti ai quali mancano le condizioni di base non solo per essere competitivi a livello internazionale, ma anche per svolgere senza arrossire qualunque professione in Italia.
Non è infatti un segreto che la prima scrematura agli scritti di ogni concorso per diplomati o addirittura per laureati si faccia sugli errori di ortografia e di sintassi. Che cosa c’è da conservare in tutto questo? Fossi con i genitori dei ragazzi che frequentano le elementari, organizzerei sit-in giornalieri davanti al ministero dell’Istruzione innalzando cartelli del tipo: «Gelmini, salva la prossima generazione!». E magari farei anche un coretto: «Gelmini/ Gelmini/ Salva i bambini!».
Se i papà e le mamme d’Italia facessero un giro per i paesi di quello che fino a poco tempo fa chiamavamo Terzo mondo asiatico, tornerebbero con il cuore stretto. Il futuro è là e purtroppo l’ha capito anche Barack Obama, il presidente americano più lontano dall’Europa dell’era moderna.
Il ministro Mariastella Gelmini ha cominciato una inversione di rotta: a 28 atenei italiani sono stati assegnati più soldi rispetto all’anno scorso e ad altri 28 ne sono stati assegnati meno. L’ideologia della selezione, ormai così lontana dalle tradizioni italiane, porterà il ministero a istituire un Fondo nazionale per il merito che premi gli studenti migliori con un assegno variabile da 1.000 a 3 mila euro (per intanto si rendano esentasse i micragnosi premiucci erogati finora).
È complicato lavorare a tenaglia, ma il nostro ritardo è tale che solo riformando insieme l’università e la scuola entro la legislatura sarà possibile raccogliere i primi risultati concreti. Nell’attesa che si riduca il numero di insegnanti per rendere dignitose le loro retribuzioni (che rivoluzione sarebbe questa!), chi oggi ogni giorno si trova davanti a una scolaresca si ponga questo obiettivo: nessuno dei miei alunni deve uscire di qui senza aver imparato a scrivere e a parlare. Era l’obiettivo delle classi per adulti del dopoguerra. Facciamolo nostro per i ragazzi d’oggi.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 2 Dicembre 2009 alle 12:04 nicksergio ha scritto:

é’ tutto vero e condivisibile e ,nello stesso tempo ,ovvio:una cattiva scuola manda pessimi studenti in una università già in crisi per suoi problemi annosi(assenza di meritocrazia nella scelta dei docenti,scarsità di fondi)La soluzione non è mettere in un dicastero chiave per il futuro del paese una mediocre avvocatessa ,perdippiù costretta a fare i salti mortali per chiamare riforma quelli che sono i soliti,brutali tagli economici;la soluzione è molti soldi alla scuola ,all’università ,alla ricerca,magari quelli dell’inutile ponte sullo stretto o dello scudo fiscale:Le aziende che sopravvivono alle crisi economiche sono quelle che hanno il coraggio di investire in ricerca e tecnologia,non quelle come l’Italia che tagliano i fondi a questi settori .

Il 2 Dicembre 2009 alle 19:30 Panorama in edicola - n°49/2009 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:

[...] di Giorgio Mulè Fuori porta di Bruno Vespa L’arcitaliano di Giuliano Ferrara Cane sciolto di Vittorio Feltri [...]

Il 2 Dicembre 2009 alle 20:39 indigesto ha scritto:

Nicksergio, sapessi quanti mediocri professori sono stati messi nelle Università e nelle squole(si, poco manca che scrivano proprio così!) dai “precedenti Governi”, e mi capisci bene! Per riparare a quei danni Vespa pensa che basti una Legislatura. Ci vogliono generazioni!

Il 4 Dicembre 2009 alle 16:35 jane55 ha scritto:

Ci vorranno senz’altro generazioni per rimediare alla situazione italiana, ma l’importante e’ cominciare…Per fortuna il ministro Germini, scusate ma la parola ministra mi sta propio sullo stomaco e non la digerisco,ha cominciato. Si parla di eccessivi tagli alla ricerca e alla scuola, ci si dovrebbe anche rendere conto che stiamo attraversando un periodo di crisi,.Intanto cominciamo a rendere un po’ piu’ credibile la struttura scuola, poi a fine crisi si fara’ sempre in tempo ad riaprire le casse dello stato. Il problema della assoluta mancanza di un livello di istruzione accettabile nei nostri ragazzi non si risolve certo con maggiori stanziamenti, ma con una maggiore severita’nei programmi e nei giudizi didattici,altrtimenti correremmo il rischio, tra un paio di generazioni, di ritrovarci non con una generazione di cervelli in fuga, ma con una generazione di cervelli illetterati….e non dimentichiamo gli sforzi fatti nel nostro paese per una generale alfabetizzazione, e una maggiore diffusione dellas cultura,sforzi tragicamente affondati dalla stupidita’ di chi ha chiesto e ottenuto la promozione o il cosiddetto 6 politico, per tutti, asini o scenziati.E vorrei ancora sottolineare la tragica ignoranza della lingua inglese sia tra i giovani,sia purtoppo tra coloro che una posizione se la sono fatta.Ritengo semplicemente surreale, che in un mondo globalizzato, uno dei paesi piu’ industrializzati della terra, abbia tra i giovani e meno giovani una cosi’ scarsa conoscenza dell’inglese, lingua essenziale se si vuol essere al pari con lo sviluppo del resto del mondo.Non parliamo poi della conoscenza di matematica, chimica, fisica, considerate ossatura portante per un approccio all’economia e alle scenze a livello mondiale.Ho escluso volutamente latino e greco,perche’ ormai lingue morte e inaccessibili, e l’italiano, perche’ ormai tra S.M.S. e simili, non lo parla e peggio non lo scrive, quasi piu’ nessuno.

Il 13 Dicembre 2009 alle 12:19 pv21 ha scritto:

La riforma della Gelmini (fatta a sforbiciate) non ha nulla a che vedere con una RIGENERAZIONE della SCUOLA basata su valori, impegno e merito. La Gelmini riscopre il grembiule e la ginnastica per le elementari. La Gelmini lancia il Liceo Coreutico per le superiori. Non serve imparare a INTERROGARE le STELLE per vedere tra noi gli alieni. Alieni che ci rimpinzano di parole, parole .. e ancora parole. Sono gli alieni da CROCIATE MINISTERIALI.
( //forum.wineuropa.it )

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter
  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101