
Di Oscar Giannino
Si rinfocola la polemica sugli economisti. Dopo non aver saputo prevedere la crisi, non riescono a mettersi d’accordo su come davvero ne usciremo, su come cambierà la condizione dell’Italia rispetto agli altri grandi paesi. Non è un problema solo italiano. Barack Obama va a Pechino per trattare il cambio tra il dollaro e lo yuan, ma negli States c’è chi dice che grazie alle riserve cinesi il biglietto verde starà sotto 1,5 rispetto all’euro malgrado il debito pubblico galoppante, e c’è chi invece pensa che entro un anno saremo a 2 dollari per un euro. Continua

Valentina Timofy, badante, non vede i figli da tre anni
Quale Italia raccontare? Ogni settimana siamo alle prese con domande come questa e il nostro ragionamento finisce per essere quasi sempre disturbato dal chiacchiericcio su questioni che inondano giornali e tv. Questioni che in nome del politicamente corretto diventano umanamente scorrette se non crudeli per i soggetti interessati.
Continua

Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia
D’accordo, i cronisti giudiziari autorevoli, che parlano a nome dei pm di cui spesso fungono da passacarte, suggeriscono che Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia e capo del partito di maggioranza in Campania, se ne vada dal governo e non venga candidato alla guida della regione. D’accordo. Sarà fatto, s’immagina, visto che l’invito è accompagnato da un mandato d’arresto giacente presso la Camera dei deputati e la Giunta per le autorizzazioni. Però siamo un paese strano. Continua
In tutte le grandi famiglie economiche o politiche la scelta della persona che dovrà rivestire una carica importante (presidente, amministratore delegato, governatore, segretario generale) è l’esercizio che maggiormente appassiona i suoi grandi elettori. Continua
Scusate se parlo tanto di me senza essere Cesare Zavattini. Siccome però vengo tirato in ballo ogni due per tre in quanto dirigo Il Giornale della dissacrata famiglia e vengo accusato di varie nefandezze perché non la penso come lorsignori, spero mi sia perdonata la vanità di prendermi sul serio. Continua
Di Luca Ricolfi
Prima della crisi, la diagnosi più frequente che si sentiva sull’economia italiana era che fosse in stagnazione. Ed effettivamente era così: se guardiamo al periodo 2001-2008, prima del grande tonfo di quest’anno (il pil ha perso quasi il 5 per cento), la maggior parte delle variabili dell’economia era in una fase di stasi. Il pil cresceva molto lentamente, la produttività era praticamente ferma, il debito pubblico, pur fra qualche oscillazione congiunturale, restava sopra il 100 per cento del pil. Continua
Vado a messa di rado e sono un peccatore; sono convinto che il Vangelo ci metta quotidianamente alla prova attraverso le nostre azioni. Ho rispetto per le altre religioni che professano il rispetto dell’uomo e ne consentono il libero arbitrio. Continua