
Su Repubblica del 30 novembre è apparsa una lettera di Pier Luigi Celli dal titolo «Figlio mio, lascia questo Paese». Celli, già direttore generale della Rai, è direttore generale dell’Università Luiss Guido Carli di Roma.
Caro Celli,
ci conosciamo da tanti anni e, al di là di qualche acceso dissenso quando eri direttore generale della Rai (dalla quale peraltro uscisti a testa alta per non farti complice delle nefandezze politiche di alcuni tuoi amici), credo di poter dire che ci stimiamo reciprocamente. Bene, a maggior ragione la tua lettera mi ha riempito di tristezza. In due parole tu raccomandi a tuo figlio di costruirsi all’estero un avvenire qui compromesso dai limiti di un Paese che giorno dopo giorno costruisce il suo fallimento.
La prima reazione istintiva è legata al tuo ruolo di direttore generale. La Luiss, università promossa dalla Confindustria e intitolata a un celebrato governatore della Banca d’Italia, ambisce giustamente a un ruolo d’eccellenza. Non a caso la guida operativa, che agisce in parallelo con quella accademica, è stata affidata a un manager di collaudata esperienza come te. Mi chiedo perciò con quale animo tu incontri ogni giorno migliaia di studenti che leggono nel tuo volto la più totale sfiducia nel loro avvenire.
Per coerenza dovresti convocare i ragazzi in una grande assemblea e fargli più o meno questo discorso: figli miei, la vostra è una generazione perduta. Spendete molti soldi e tanta fatica per studiare qui, ma tutto è inutile se sperate di vivere e lavorare in un Paese senza futuro. Perciò, giudicando vani tutti i vostri sforzi, sento il dovere di dimettermi dall’incarico di direttore generale.
La seconda reazione, più importante, è legata al tuo ruolo di padre. Ha detto bene Benedetta Tobagi (La Repubblica, 2 dicembre), dissentendo in pieno dalla tua posizione, che il ruolo dei genitori è di incoraggiare i figli quando dovessero ascoltare discorsi del genere. Il contrario è inammissibile. E dovresti riflettere sul fatto che la garbata contestazione ti viene dalla figlia di quel Walter Tobagi che trent’anni fa fu ammazzato dai terroristi proprio perché credeva di poter contribuire alla crescita dell’Italia con un riformismo moderato e virtuoso.
Il tuo ruolo, di manager e di padre, è di metterti alla testa di quella élite giovanile che ti è stata affidata da migliaia di genitori per qualificarli sempre di più, per renderli scientificamente competitivi in un mondo competitivo, per trasformare in genio di squadra il genio individuale di tanti italiani.
È vero che una brillante ricercatrice guadagna meno di una velina e che bisogna battersi perché guadagni stipendi più decenti e perché sia messa nelle condizioni di operare ad alto livello. Ma la sera alla velina resterà solo il sogno di sposare un calciatore, alla ricercatrice la soddisfazione di avere aiutato il suo Paese a crescere di una frazione di millimetro. Ma a crescere.
Uscendo dalla crisi forse un po’ meno provata di altri paesi, l’Italia ancora una volta è a un bivio: può compiere uno scatto decisivo verso l’alto o essere risucchiata una volta per tutte dalle sabbie mobili della stagnazione permanente. Il tuo doppio ruolo, di manager e di padre, ti imporrebbe, caro Celli, di batterti più e meglio di altri perché si accelerino le riforme della scuola e dell’università.
Perché i pochi soldi disponibili vadano agli atenei che garantiscono una ricerca migliore, perché gli studenti vengano indirizzati dove ci sono maggiori opportunità di lavoro e di crescita senza parcheggiarsi in facoltà che li illudono e in realtà sono morte. Guardati intorno, Celli: guarda quanta gente esce di casa quando è ancora notte per raggiungere una fabbrica o un ufficio lontani. Guarda l’Italia che non fa notizia e che aspetta dalla classe dirigente di cui tu fai parte una spinta, un indirizzo, una speranza. Se tuo figlio è come l’hai descritto, e non ne dubito, mi solleva l’idea che non ti darà ascolto. Con amicizia,
Bruno Vespa
- Venerdì 4 Dicembre 2009























Commenti
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Il 4 Dicembre 2009 alle 16:36 Il No B Day di Adinolfi: “Di Pietro ci mette il cappello, la caserma del Pd tentenna” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] bisogno di questo slancio in Italia e anche la voglia di rischiare, ma se i giovani danno retta a Pierluigi Celli, che consiglia al figlio di andarsene dall’Italia, o fanno come i segretari del Pd, che [...]
Il 4 Dicembre 2009 alle 17:19 nhico ha scritto:
Non so se Celli figlio si è vergognato del Celli padre, né se ascolterà i consigli del genitore, ma una cosa è lampante in questa storia: se i giovani sono costretti a muoversi in questo deserto il torto è tutto di persone come il Boiardo di Stato Celli.
Il 9 Dicembre 2009 alle 16:54 jane55 ha scritto:
E’ proprio l’italia che non fa notizia che sta mandando avanti l’italia,e se l’italia avra’ la capacita’ di riprendersi sara’ proprio per merito della gente comune che non si impegna in ragionamenti e discussioni piu’ o meno astratte, ma che tutti i giorni produce e magari adesso comincia anche a spendere un pochino di piu’.E’ gente questa, che a volte si chiede, domani cosa fara’ mio figlio, ma che spera che il figlio possa rimanere in Italia e non andare all’estero per farsi la cosiddetta posizione.evviva questa gente tanto comune ma anche tanto simpatica che puo’ insegnare a intellettuali, studiosi e a tanti altri, la serieta’e la serenita’ della fruttuosa e laboriosa quotidianita’.
Il 11 Dicembre 2009 alle 16:18 rodec41 ha scritto:
Povero Celli,dopo anni e anni di convivenza con il potere (politico e non) che certo non lo ha maltrattato,ora ha sbattuto contro qualche porta chiusa e con la scusa del figliolo si lamenta. Ma per piacere,segui il consiglio di Vespa e stattene a casa!
Il 13 Dicembre 2009 alle 12:06 pv21 ha scritto:
Domanda semplice. Chi ha ridisegnato la scala di valore delle professioni se non la tv dei reality e dei salotti? Sedicenti opinionisti, conduttori hanno una sola paura. Cosa accadrebbe loro se perdessero i veri lavoratori? Che fine farebbero se il popolo dei media uscisse dalla PESCITUDINE di chi si specchia nei VIP da reality? Papà Celli fa paura perchè sta usando le loro stesse armi per smascherare tanta ipocrita moralità.
( //forum.wineuropa.it )
Il 15 Dicembre 2009 alle 17:39 Né fuga all’estero né politica: i giovani scelgono il servizio. Parola di Scout - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] del rettore della Luiss Pier Luigi Celli pubblicata qualche giorno fa su la Repubblica ha suscitato reazioni opposte di sostegno o di condanna. Lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha [...]
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