Mulè: Che bello innovare la tradizione

In occasione dell'inaugurazione della nuova stagione del Teatro alla Scala, nell'Aula Magna dell'Università  Cattolica il maestro Daniel Barenboim e la regista Emma Dante hanno presentato la Carmen di Georges Bizet

In occasione dell'inaugurazione della nuova stagione del Teatro alla Scala, nell'Aula Magna dell'Università Cattolica il maestro Daniel Barenboim e la regista Emma Dante hanno presentato la Carmen di Georges Bizet

Qui si intende applaudire per tutta la durata della lettura di questo articolo la regia dell’opera Carmen rappresentata alla Scala. È la regia di una geniale donna di teatro, Emma Dante, che ha avuto il coraggio di innovare nella tradizione e che ha rotto gli schemi di un linguaggio scenico stancamente ripetitivo in ossequio a un’ortodossia tutta da dimostrare. Il punto è proprio quello del linguaggio.

Ne parlo perché, da questa settimana, Panorama inizia nel suo piccolo una rivoluzione del suo modo di comunicare con l’introduzione del codice Qr che ne rappresenta solo una prima tappa.

Il Qr, sigla che sta per quick response, cioè risposta veloce, è una nuova frontiera dell’informazione: permette a un giornale di carta di proiettarsi su nuove piattaforme della comunicazione di cui quotidianamente facciamo uso – i telefoni cellulari – attraverso video o contenuti testuali che sono di arricchimento rispetto a ciò che sta scritto in un articolo o si vede nelle fotografie.

In breve, d’ora in poi cominceremo a uscire dalla carta senza tradire né in alcun modo ripudiare il nostro dna. Che era e resta quello di un settimanale che respira inchiostro. Ma che, nel solco della tradizione di un giornale che anticipa il futuro e ne dimostra le sue utilità attraverso le applicazioni pratiche, sa rinnovarsi, sicuro di poterlo fare senza mettere in discussione la sua anima.

La civiltà e il progresso risiedono nell’evoluzione del linguaggio. E il linguaggio è sintomo di un’evoluzione culturale che stimola l’uomo a trovare forme di interazione sempre nuove e adatte a soddisfare i bisogni (nel nostro caso informativi) del suo tempo. Viceversa: in nome dell’ortodossia e dell’adesione a principi di conservazione linguistica, ancora oggi ci rivolgeremmo l’un con l’altro ricorrendo alla lingua dei barbari. Per questo ci siamo appassionati al Qr e alle sue straordinarie potenzialità: perché è un valore aggiunto per le nostre inchieste, perché ci permette di farvi vedere – partendo dalla carta – contenuti che altrimenti rimarrebbero esclusi dal patrimonio della conoscenza informativa e che invece ne costituiscono un completamento. Per gli stessi motivi abbiamo aperto l’uso del codice (e siamo felici di avere avuto immediatamente risposte positive) ai nostri inserzionisti. Perché anche per loro costituisce un’opportunità finora inesplorata di comunicare un «plus» di informazioni.

Per noi di Panorama innovare significa questo: non avere paura delle sfide, non temere di confrontarsi con tutto il nuovo che ci circonda, ma piuttosto coglierne le specificità che allargano i nostri orizzonti. Non ripudiamo la «lingua» dei nostri padri, ma vogliamo anche saper parlare come già fanno i nostri figli. Ebbene sì: ci siamo anche divertiti usando il cellulare per i nostri Qr, per pensare e proporre contenuti extra, efficaci e seri in molti casi, divertenti e scanzonati in altri. Abbiamo trovato una maniera in più per dialogare, per approfondire, per arricchirci l’un l’altro.
Emma Dante, con la sua Carmen, ha fatto un’operazione rivoluzionaria nel rispetto della tradizione. E ha fatto benissimo. Ha introdotto elementi visivi e di movimento innovativi sulla scena. L’orchestra della Scala suonava magnificamente la stessa musica di Georges Bizet, nulla di ciò che succedeva sul palco toglieva tensione ed emozione alla bellezza del verso. Il tempo – metronomicamente – scorreva uguale allargandosi e stringendosi come avrebbe voluto il compositore e il nostro sangue ribolliva eccome sentendo Carmen cantare: «Si tu ne m’aimes pas, je t’aime: si je t’aime, prends garde à toi!».
I pochi che l’hanno contestata alla prima della Scala avranno tempo per ricredersi, i molti autoproclamati custodi dell’ortodossia che all’esterno del teatro hanno alzato il ditino se ne facciano una ragione: Emma Dante vi ha mostrato una nuova, stupenda luna che prima o poi apprezzerete quando vi stancherete di tenere su il vostro dito dissenziente e alzerete finalmente lo sguardo sul futuro. Brava Emma, quattro fischi non hanno mai fermato la storia. Brava, bis!

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 16 Dicembre 2009 alle 15:28 indigesto ha scritto:

Direttore, vada per il Qr, ma lasci stare l’Opera lirica, non è pane per i suoi denti. Da uomo di cultura, che, mi auguro, non sia di stampo sessantottino, dovrebbe sapere che con i Compositori collaboravano, oltre ai librettisti, scenografi e costumisti, che annoveravano all’epoca firme che nulla hanno a che vedere con quelle esaltate da Lei, alla realizzazione dell’Opera, che dunque nasce come prodotto d’insieme. Tradirla è un’operazione anticulturale e dissacratrice. Se poi a quella di Leonardo preferisce la Gioconda di Duchamp sono fatti Suoi! Vuol dire che metteremo i baffi anche all’Opera; operazione nella quale, Emma Dante, non è stata, purtroppo, nemmeno la prima!

Il 24 Dicembre 2009 alle 20:55 angelo41 ha scritto:

Caro Fumagalli, a parte la confusione dell’esposizione, vorrei capire il tuo pensiero. Che non tutto vada bene è abbastanza chiaro e molte tue insoddisfazioni sono le mie.
Ma come se ne esce?
E’ facile criticare, imprecare, maledire, ma quale soluzione proponi? Non basta sparare nel mucchio, fammi capire a quale società guardi e chi è il politico ideale che possa risolvere tutti questi problemi.

Il 25 Dicembre 2009 alle 15:03 angelo41 ha scritto:

Tutte queste cose le ho capite e, ti ho detto, le faccio mie: Condivido punto per punto il tuo scritto, nessuno escluso, ma da persona pratica quale sono, ti richiedo: come se ne esce? Considerando che abbiamo un governo imperfetto e che occorre modificare la società, quale stumento suggerisci per cambiare le cose? Lamentarsi va bene, ma per sostituire i deputati al Parlamento (perchè di questo si tratta), e per modificare la società, schifosa di suo e peggiorata da 60 anni di democrazia inetta, come facciamo? E’ questo il punto.
Cerca di illuminarmi, perchè anche io sono incazzato, ma l’unica strada di uscita, mi sembra, occorre percorrerla dall’inizio, cioè dalla base. Come iniziamo?
Formiamo un nuovo partito? Con quali uomini?
(fumin.lumaca.punti no e siglia Italia, non è comprensibile). Ciao.

Il 25 Dicembre 2009 alle 20:28 angelo41 ha scritto:

Si, purtroppo!
Non è con le denunce, (che tra l’altro fanno tutti per fatti e comportamenti stranoti e sotto gli occhi di tutti), che si risolvono i problemi. Vedi, i politici campano bene con quelli come te, che si sfogano sul forum
e poi non vanno a votare per cercare di cambiare lo schifo che c’è in giro. A loro non frega nulla che tu denunci e bestemmi; a loro va bene così (cane che abbaia non morde). Ricorderai che c’è stato un periodo di calo dei votanti (non è che oggi ci vada a votare molta gente),
ma ai politici di professione va benissimo, importante che
loro restino al potere.
Si spiega così come Beppe Grillo ed Antonio Di Pietro, si presentano al popolo, parlando come te e come me, per convogliare il malcontento. Ma attenzione chi sono Beppe Grillo ed Antonio Di Pietro? Questo è il rebus.
Tu che hai vissuto come me (ho pochi anni di meno) ed hai subito sulla tua pelle la malagiustizia ed il malgoverno e
che conosci le persone per i loro trascorsi, mi dici quale
garanzia offrono questi signori? Ce ne sono di veramente
onesti? e poi, in questa società, come si fa ad essere limpidi ed incorruttibili e nello stesso tempo governare?
E’ un bel rebus, allora cerchiamo fra i meno compromessi, i meno ladri, quelli che cercano di cambiare le cose veramente, anche se trovano opposizione.
Te l’ho detto, sono pragmatico e cerco il fine, non il mezzo.

Il 26 Dicembre 2009 alle 14:25 angelo41 ha scritto:

Sai, mi riesci simpatico, perchè mi vedo quando ero più giovane, solo che ho capito quanto sarebbe stato impossibile stare in conflitto perenne con il mondo. Poi ebbi la fortuna di entrare giovanissimo nei ruoli dello Stato ed in qualche modo restai ingabbiato. Ciò non tolse che mandai affanculo colleghi e superiori, Direttore Generale compreso, ma il risultato è stato che non ho fatto carriera. Ora sono in pensione dopo 50 anni di servizio effettivo ed ho fatto causa al Ministero, ma la giustizia è lenta ed i magistrati incompetenti perchè non sanno leggere gli atti. Che faccio mando affanculo pure loro? L’avvocato mi ha raccomandato di non parlare e rivolgermi sempre a lui, ma è dura e la cosa va avanti da 4 anni. Tu eri libero e te ne sei andato all’estero, svincolandoti da questo cesso di società. Io ci sono rimasto dentro, ma non ti nascondo che l’esperienza, lungi dall’incattivirmi (come forse è il caso tuo), mi ha reso più filosofo e più attento a guardarmi intorno.
Ora non rinuncio alla lotta e mi illudo in un avvenire migliore; vediamo cosa succede.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter
  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101