Di VITTORIO FELTRI
Festival dell’ipocrisia. Quelli che per 16 anni hanno linciato Silvio Berlusconi, reo di battere sistematicamente la sinistra alle elezioni, adesso fanno i piangina e dicono: bisogna calmare le acque e tornare al dialogo. Parole, parole. Prima hanno inquinato, poi si propongono per bonificare: pur di apparire come sempre i primi della classe non esitano a sfoderare tutta la loro doppiezza. Il capofila è Giorgio Napolitano, e l’intero schieramento di compagni in servizio permanente effettivo (sostenuti da quelli di complemento) gli va appresso sventolando il fazzoletto rosso.
Dal trasformismo espanso emerge un certo imbarazzo dissimulato ad arte. I militanti dell’antiberlusconismo professionale fanno discorsi istituzionali, prendono le distanze dalla violenza verbale che hanno praticato anni e anni senza vergogna, dipingendo il premier quale nemico della democrazia, populista tendente a diventare un monarca assoluto, un dittatore.
Barbara Spinelli, come Antonio Di Pietro, è arrivata a scorgere in lui caratteri hitleriani. Il senso di colpa spinge gli eserciti dei sedicenti progressisti a scaricare le loro responsabilità morali su «altri» non bene identificati. Fingono di ignorare che i servizi segreti avevano avvertito del pericolo attentati, e che un paio di mesi orsono un piccolo dirigente del Partito democratico, scrivendo su un sito internet, si era domandato stupito come mai ancora nessuno si fosse deciso a uccidere il presidente del Consiglio.
Eppure erano, questi, segnali chiari del bollore provocato da una campagna di odio con pochi precedenti. Viene in mente l’assassinio del commissario Luigi Calabresi, preceduto da un battage assordante cui avevano contribuito mezzi di informazione e un folto gruppo di intellettuali filocomunisti dell’epoca che avevano indicato il poliziotto quale braccio omicida dello Stato, accusandolo addirittura di avere gettato dalla finestra della questura l’anarchico Giuseppe Pinelli. Una calunnia mostruosa che a forza di essere nutrita di particolari, ovviamente inventati, assunse il valore di una verità accertata.
Memorabile un appello firmato da gente importante nel mondo culturale, politico e pubblicistico nel quale si esprimeva un desiderio di vendetta spacciato per esigenza di giustizia. E in effetti Calabresi fu giustiziato: cadde una mattina appena uscito di casa sotto il fuoco di una pistola. I raffinati cretinetti di Lotta continua esplosero in una gioia incontenibile, e non solo loro. Dopo un paio di decenni si scoprì che il delitto era stato commesso dagli stessi raffinati cretinetti. I firmaioli di quel comunicato-sentenza di morte emessa nei confronti del giovane commissario, guarda caso, sono in gran parte gli stessi – invecchiati nel fisico ma non nei vizi – che hanno organizzato la lapidazione politica e mediatica del Cavaliere propedeutica alla sua aggressione domenica in piazza del Duomo.
Quando si accenna a mandanti morali, il riferimento è a persone che si sono impegnate nell’opera di demolizione del premier, ricorrendo a menzogne di ogni tipo: è un corruttore, perfino un mafioso. Persone che anche in questo momento, nel trionfo dell’ipocrisia, godono della protezione politica di uomini insospettabili come Pier Ferdinando Casini (per citarne uno) che conferma, nell’eventualità di votazioni anticipate, di volersi alleare con Di Pietro, principale detrattore di Berlusconi.
- Venerdì 18 Dicembre 2009























Commenti
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Il 18 Dicembre 2009 alle 18:46 bepiro ha scritto:
Mi permetto di segnalare il mio commento sul mitico fumagalli inserito in calce all’articolo di Bruno Vespa.
Il 19 Dicembre 2009 alle 22:48 indigesto ha scritto:
Non mi pare,caro Feltri,che facciano troppo i piangina. I sornioni del PD, lasciando un attimo da parte le scimmie incazzate che anche in quel partito hanno credito, dicono di voler collaborare purchè Berlusconi si lasci macellare dai Giudici. E’ come dire “levatece tu che mi ci metto io”. La “lotta continua”, caro Feltri!
Il 20 Dicembre 2009 alle 11:45 pv21 ha scritto:
Guardando ai fatti. Accendere le passioni è la cifra del Tribuno. Quando la “FEBBRE” del Tribuno cresce fa crescere i “pro”, ma anche i “contro” e come un fiume in piena trascina di tutto. Gli psicolabili non hanno colore. Se il sangue va alla testa si può lanciare un sasso. Se prevale il tifo si cerca a notte fonda di entrare in Ospedale per salutare il proprio idolo. Si può anche arrivare a scusarsi di aver infangato il nome di chi la pensa diversamente. O no?! (=> //forum.wineuropa.it )
Il 20 Dicembre 2009 alle 21:19 nhico ha scritto:
Equilibrio, buon senso, distacco intellettuale, non li cercate nel Pd né in Casini né, tanto meno, in Di Pietro, sarebbe tempo sprecato. Sentirli è come leggere un manuale sull’ arte del gufare o sul come si deve stare appesi al ramo del menagramo in attesa di planare sulla carcassa del nemico per spolparsela. E su questo palcoscenico del teatro dell’assurdo, un manipolo di toghe rosse e ben individuati poteri forti vorrebbero condannare a morte la democrazia in nome dell’antiberlusconismo. Mentre il popolo, quello nel nome del quale le Istituzioni governano ed i giudici emettono sentenze, trattiene il fiato.
Il 21 Dicembre 2009 alle 12:53 nhico ha scritto:
Enrico, a ciascuno il compito di pensare al proprio equilibrio, anche perché resta quasi sempre il dubbio che chi ti dà consigli per non perderlo, a sua volta, possa essere già in disequilibrio. Detto questo, e facendo una eccezione alla regola che mi son dato di non trasformare un mio commento in una possibile gazzarra da osteria, con tutto il rispetto per l’oste, l’ostessa e le gioiose compagnie che in essa si possano incontrare, rispondo alla tua domanda. Non prendertela, se nel farlo, lo faccio ricorrendo ad un mio commento del luglio scorso. Con l’occasione, ti faccio gli auguri di un buon Natale e un felice anno nuovo. “Ferrara: L’incomprensibile anomalia di Berlusconi. Il 16 Luglio 2009 alle 10:49 nhico ha scritto: Veltroni, in occasione della presentazione di un libro, uscendo dal ventre del Pd, già Pci/Pds/Ds, trova il coraggio di dire quello che tutti gli italiani non corrosi dall’ideologia da sempre sanno: Craxi era più lungimirante di Berlinguer. Perciò, aggiungo io, avrebbe fagocitano il Pci ed andava fermato. Per eliminarlo, le due più grandi corazzate che solcavano, e che ancora solcano i mari degli italici intrighi, poteri forti e magistratura rossa stipulano la grande alleanza. Buttarlo fuori dalla politica ( e dalla vita) è stata cosa facile. E cosa ancora più facile sembrava la conquista del potere. A vita. Invece, la gioiosa armata di Occhetto si è andata ad infrangere sugli scogli di Forza Italia. Ma non però il disegno politico dei precitati poteri forti, che ancora perseguono con tutti i mezzi leciti ed illeciti a disposizione nei loro fornitissimi arsenali. Questa è la vera anomalia italiana. L’anomalia di non accettare il responso delle urne.”
Il 21 Dicembre 2009 alle 17:22 nhico ha scritto:
Non c’ è peggior sordo, Enrico, di uno che non vuol sentire. E, lasciando al tuo buon gusto il risotto ed il resto, ritorno a risponderti con un altro mio poster, molto più datato. “Il 3 Dicembre 2007 alle 16:36 nhico ha scritto: Presidenti e amministratori delegati di banche in coda ai gazebo per votare prima per Prodi premier e poi per il PD. Per questi manager abituati ad avere tutte le porte aperte e a non dovere aspettare mai, certamente, sarà stato un momento deprimente fare la doppia fila per esprimere fuori dalle urne elettorali un’appartenenza politica. Ma l’hanno fatto. Perché? Quale filo rosso lega questo mondo dalle rendite parassitarie, per utilizzare uno slogan caro alle sinistre, e il mondo post comunista? E poiché oramai è chiaro a tutti che a dettare i tempi dello sviluppo sono le banche, questo intreccio che cosa nasconde? E mentre questo reticolo che cannibalizza il ceto medio si fa sempre più ampio e sempre più fitto, da quella parte si parla sempre e solo del conflitto d’interessi berlusconiano. Che peraltro non ha economicamente strangolato, come sta succedendo alle famiglie alle prese con un mutuo, mai nessuno.”
Il 21 Dicembre 2009 alle 21:25 angelo41 ha scritto:
Caro Fumagalli, a 74 anni hai il dovere, dico il dovere di essere saggio. Credevo fossi un imberbe infatuato di politica, invece sei quasi coetaneo di Berlusconi. Lo hai per caso conosciuto? Conosci la sua storia? Conosci quella di Di Pietro? Se hai voglia di leggermi ti trasmetterrò uno stralcio della sentenza del GIP di Brescia, con la quale Di Pietro andò assolto per non aver commesso il fatto. A dopo.
Il 23 Dicembre 2009 alle 11:53 nicksergio ha scritto:
se vogliamo un bell’esempio di ipocrisia quest’articolo feltriano è perfetto:parlare di mandanti a sinistra,col becero paragone con il povero Calabresi(che è morto,non ha perso un paio di denti…)è ridicolo ed immorale,visto che il primo ad imbarbarire il livello della politica in italia è stato proprio B.Leggo sempre con piacere le facezie di questa rivista….
Il 28 Dicembre 2009 alle 20:40 indigesto ha scritto:
Guarda nicksergio che di barbari la politica italiana ne ha prodotto in quantità industriale! Ne trovo sempre qualcuno,tra i più piccini ed insignificanti, su questo blog. Nei commenti!
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