Ferrara: Come si fabbrica un Tartaglia

berlusconi
Dietro quella storia oscena del demente e vigliacco che spara un oggetto di marmo contro la faccia di Silvio Berlusconi non c’è solo la cupa condizione della lotta politica in Italia, che dura inalterata dal Cinquecento, che riemerge a tratti nelle diverse forme del banditismo fazioso, del lavacro ideologico realizzato sulla pelle delle persone, della vendetta civile in ogni stagione, anche la più felice, della storia degli italiani.

Dietro l’intolleranza violenta di un momento c’è la farsa mite, strisciante, della tolleranza universale. Qui è lo scandalo. Quando per la prima volta la residenza privata di un uomo politico fu presa di mira da una folla inferocita e mentalmente insana, quando al termine di un comizio dell’opposizione il manipolo dei linciatori e lanciatori di monetine si trasferì sotto l’Hotel Raphael di Roma dove abitava l’uomo nero del momento, Bettino Craxi, nel nostro Paese era in pieno corso una rivolta plebea contro i partiti e le classi dirigenti, animata e nutrita da un pezzo dell’establishment con l’appoggio codino, reazionario, di un manipolo di gazzettieri e togati decisi a tutto, perfino a servirsi di un poliziotto dai comportamenti assai discutibili, in cerca di gloria politica, chiamato Antonio Di Pietro. Il cocco di Enzo Biagi e dell’avvocato Vittorio D’Ajello, il beniamino della salotteria milanese più intrisa di mediocrità.

Craxi doveva venire da me in tv, quella sera, ciò che fece dopo avere superato lo sbarramento linciatorio, infine scortato da uno squadrone di carabinieri. Mi sembrò enorme quel che era successo, proprio per la violazione dello spazio privato di un uomo pubblico, ma non ci fu il becco di un commentatore, e voglio ignorare i nomi spesso insospettabili dei fomentatori e rinfocolatori dell’odio forcaiolo, che comprendesse il messaggio osceno di un’aggressione sotto casa: non è la funzione che contestiamo, non veniamo a un tuo comizio, non cerchiamo di impedire o disturbare una manifestazione politica del tuo partito, no, veniamo sotto casa tua, dove dormi e abiti e mangi e vivi, perché è te in persona che odiamo, sei tu il bersaglio mobile della nostra indignata furia e follia.

Prima di chiedere un facile perdono, che sarà un’altra pietra miliare nella storia della tolleranza violenta di questo Paese, specie dopo il perdono e i tarallucci e vino per l’operaio bergamasco che lanciò il treppiede sul collo di Berlusconi appena cinque anni fa, quell’M.T. sparatore di statuine aveva detto la verità appena nascosta dallo squilibrio mentale: «Perché? Perché lo odio». E perché lo odia? Ve lo dico io, perché lo odia.

Lo odia perché è ricco, perché ha infranto il sogno della presa di potere reazionario-plebea dei primi anni Novanta, perché è il nemico riconosciuto di tutte le ideologie fallite del secolo scorso, lo odia per i suoi pregi e per i suoi difetti, ma soprattutto per i propri difetti, per la propria vita frustrata e facile.

Non lo sa che è per questo, ma è per questo che lo odia. La facilità del tutto è lo scandalo. Chi ha mai pagato per la corrosione della civiltà, della creanza, del senso dell’onore nei modi personali e pubblici in questo Paese? Chi deve qualcosa a qualcuno, e in particolare allo Stato e alle sue regole, dopo che si sia sputtanato, calunniato, avvelenato in ogni pozzo dell’esistenza politica? È rozzo prendersela con gli avversari politici aperti del Cav., bisogna scavare nel sottosuolo culturale italiano, capire come sono fatti i giornali e i messaggi televisivi, qual è l’ordito di linguaggio in cui siamo immersi dalla mattina alla sera, con il fulgido contributo, sempre più vanesio e ludico e impostore, della famosa rete, del web, della blogosfera. La violenza è sempre il prodotto della notte della politica, di un tutto-è-permesso che addormenta la sensibilità civile e la responsabilità della ragione.

Commenti

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Il 18 Dicembre 2009 alle 18:53 bepiro ha scritto:

Chissà come mai il mitico fumagalli oggi non ha vomitato un pò di veleno anche su Ferrara.

Il 20 Dicembre 2009 alle 11:56 pv21 ha scritto:

Manca un tassello non secondario. Accendere le passioni è la cifra del Tribuno. Quando il Tribuno mostra i muscoli (uno con le palle!) crescono i “pro”, ma anche i “contro”. I media vanno a nozze con gli slogan, i gossip, gli spot … Quando la “FEBBRE” del Tribuno cresce diventa come un fiume in piena e trascina di tutto. L’elenco di Tribuni bersaglio di lanci è lungo, molto più lungo. (=> //forum.wineuropa.it )

Il 20 Dicembre 2009 alle 13:45 riki72 ha scritto:

Ciao Giuliano,

ma perche’ una persona della tua intelligenza, della tua età e della tua capacità espositiva deve aseerire queste cose?
E’ un peccato vedere che ti sei aprioristicamente schierato da una parte, eppure sei un ottimo giornalista.
Perchè ricostruisci gli eventi di Tangentopoli in maniera cosi’ poco obiettiva?
La gente era giustamente imbufalita con il CAF, reo di aver rubato i soldi di tutti e riconosciuto colpevole da giudici di specchiata onestà.
Non si può delegittimare un presidente del Consiglio con accuse create ad arte (se sono tali si scioglieranno come neve al sole, ma si lasci almeno giudicare), ma neppure uno dei poteri che garantisce l’equilibrio istituzionale.
Non si puo’ asserire senza prove che tutti i togati sono faziosi, altrimenti si’ che si fabbricano degli altri Tartaglia (e francamente non ne vedo il bisogno).
So che non risponderai, anche se mi farebbe piacere, perche’, nonostante la pensi in modo diverso dal tuo, riconosco la tua intelligenza e la tua bravura di giornalista.
Pero’ arrivare a sostenere che uno psicolabile come Tartaglia ha agito perche’animato dallo stesso odio che la plebe rivoluzionaria, anzi come dici tu “Reazionaria” gelosa del successo di Berlusconi, nutre nei confronti dell’attuale classe al potere mi sembra eccessivo.
Perdonami, ma non ti capisco.
Cosi’ come non capisco l’anatema alla blogosfera, che sa tanto di censura e di messa all’indice di tutto cio’ che non aggrada.
Comunque, ti auguro un buon natale.

Il 21 Dicembre 2009 alle 21:36 angelo41 ha scritto:

N°3) Caro Fumagalli, leggo che dai del cretino a destra ed a manca, del fregone e ladro solo al Berlusca, Ferrara
è intelligente ma…
Mi colpisce però il fatto che accusi gli altri di non portare argomenti, però anche tu, dai, invece di portare argomenti stai sempre a vomitare. Sei debole di stomaco?
Prova il Gaviscon.

Il 22 Dicembre 2009 alle 12:26 indigesto ha scritto:

La libertà di pensiero non va confusa con la libertà di delinquere. Si può delinquere in tanti modi…anche con le offese gratuite e la calunnia. Ma ciò che desta più meraviglia è l’indifferenza di chi dovrebbe intervenire e se ne astiene!

Il 22 Dicembre 2009 alle 18:43 Zione ha scritto:

Alla cortese attenzione del noto lestofante Henry la Faina, nuovamente evaso dal reparto Neuoredeliri, del Benemerito Cottolengo; Ospizio geriatrico e Mendicicomio.

Tu, emerito Gaglioffo, certamente ignori i gravi fatti di cronaca capitati nel tuo civile (?) Piemonte; da quando è iniziata la feroce lotta dei tuoi simili che ignobilmente vogliono sconfiggere i tanto odiati nemici politici con qualsiasi mezzo illegale e se continui a leggere il servile foglio “La Bugiarda” di Torino, resterai sempre Ignorante della realtà, perché riferisce solo le notizie che gli passa il padrone del momento; per cui se capita che delle oneste e morigerate persone, osano dire nell’aula (della Defunta Libertà) e in Pubblica udienza di non aver gradito il trattamento ricevuto in sede di precedente interrogatorio da un indegno magistrato, le stesse vengono fatte sparire in silenzio, appena fuori dell’Aula e lo squallido quotidiano dice che c’è stata solo un po’ di tensione, ma che poi è finita lì.

Non puoi neanche lontanamente immaginare la Barbarie perpetrata a volte al chiuso di una stanza, con minacce tese a coartare e senza avvocato, perché qualche povero Cristo è stato chiamato a testimoniare in una scemenza di causa (montata apposta dai Felloni giudiziari) e l’inquirente non gradiva le risposte, perché così non avrebbe potuto fregare l’inquisito, suo avversario politico e con questo subdoli ricatti hanno vinto alcune battaglie e fatto scomparire alcuni Partiti Politici; aggiungendo anche l’onta del carcere, senza nessun documento (Sequestro di Persona, per la precisione e con forzata acquiescenza dopo molte ore, da parte dei carcerieri) ad incensurati che nulla avevano a che fare colle loro beghe affaristiche.

Aggiungi anche l’intenzionale mancanza di comunicazione alle Famiglie, che per alcuni giorni hanno vissuto nel Terrore di non sapere che fine avevano fatto i loro cari, scomparsi nel nulla nel senso letterale della parola dal Vergognoso e Barbaro tribunale di Torino che interpellato più volte rispose che non era successo niente e di cercare altrove, mentre i Carabinieri, trattandosi di maggiorenni dicevano che per iniziare le ricerche, bisognava attendere qualche giorno; questo si è verificato, nella Cloaca Maxima creata dai tuoi Compari, miserabili Criminali rossotogati; con aggiunta di Falsi Verbali in merito.

Un Galantuomo, gentile dirigente di Banca, un vero Signore d’altri tempi, di cui godevo indegnamente la paziente benevolenza, forse dovuta al fatto che era stato molto tempo in Campania per lavoro e si era affezionato agli indigeni, nel sentire come certi Magistrati Scellerati avevano fatto carriera, trasformando il Tribunale di Torino in una fetida fogna, mi rispose che la cosa non lo meravigliava e non gli dicevo niente di nuovo, perché un altezzoso P.M. arrivato in banca per un documento, disse in malo modo all’impiegata che sulla scala stava guardando nei faldoni per cercare la pratica relativa che se non si sbrigava, sarebbe finita male … a questo punto, “il mio amico” si permise di far osservare che la persona stava facendo solo il suo lavoro ed il Gaglioffo, subito lo minacciò : “Stia zitto ! Per caso vuole finire in prigione anche lei ?”.

Ecco l’augurio che ti meriteresti; di incontrare un BUE del genere; ma siccome sono buono, ti nobilito con una piccola composizione per il Santo Natale, che ti dedico in memoria di un caro “Sumà, nostro cuscritt”, garbato e sapiente forumista (su Panorama) che è morto cadendo in casa; forse stroncato dal dolore per il Grande Pateracchio di Cogne (originato da un’aneurisma): il Dottor Mariocan, ossia Mario Canavesio, di Collegno (o Pianezza ?).

Lo disse Dante e l’affermò Nerone, che il prode Erricone è proprio un grandissimo Marrone ! Cerea nèh !!!

Il 23 Dicembre 2009 alle 19:56 Zione ha scritto:

Enricuccio, vecchio Crinass, col freddo che fà è meglio non gridare troppo, che ti fa abbassare il grugnito; ma da dove le copi le tante e tanto grosse scemenze che continuamente cerchi di rifilarci per Vangelo ?

A proposito, ricorda sempre che non è per niente fine sputare nel piatto dove si mangia e secondo te, questo è il modo di ringraziare il Cavaliere, dopo che ti benefica ogni mese e ti ha dato la tredicesima (anche questo anno) sulla Carta di Credito Sociale ?

Vergognati, Furfante e nell’inviargli gli auguri per il Santo Natale, porgigli anche le dovute scuse a Lui e alla di Lui Pregiata Famiglia; abbi scorno, brutto Garula !!!

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