Ferrara: Odio da fantozziani

Silvio Berlusconi all'uscita del San Raffaele

Silvio Berlusconi all'uscita del San Raffaele

I faticoni dell’odio ci si mettono d’impegno. Si riuniscono e decidono di costruire un grattacielo di cartapesta, in cima al quale fissano una gigantografia di Silvio Berlusconi con la faccia insanguinata. Poi sfilano nel freddo e cantano le nenie solite, sicuri del fatto loro, uniti intorno al totem.

Altri introducono avventurosamente nello stadio striscioni con scritte cubitali inneggianti all’eroismo e alle virtù di Massimo Tartaglia, il deficiente (sarà permesso dire pane al pane…) che ha sfasciato il grugno del presidente del Consiglio con un Duomo d’alabastro, poi ha detto di averlo fatto perché lo odia, poi di essersi pentito, poi di ammirare Antonio Di Pietro e infine di «voler vivere senza televisione» (e così la sua ossessione è rivelata appieno).

Bisogna specificare bene un’evidenza, a scanso di equivoci. La psicologia dell’odio può avere una sua maestà, una sua dignità fosca e terribile, e d’altra parte le guerre civili sono state forze motrici nella storia, per quanto sangue e per quanta crudeltà abbiano generato, ma non è questo il caso. Qui siamo a un livello decisamente più basso. L’odio verso Berlusconi nell’Italia contemporanea ha il timbro del riflesso condizionato, della stupidità a comando, di un ribollente crogiolo di emozioni farlocche macerate nel succo dell’ideologia e dello spirito di branco.

Di più. Il pubblico in quanto tale, che si tratti di un talk show, di un reality, di un festival di letteratura, della rubrica delle lettere ai giornali, del blogger collettivo online, il pubblico in quanto tale tende a qualificarsi come soggetto largamente inferiore all’individuo demassificato, solidale ma solitario, intellettualmente ed emotivamente autonomo. Il pubblico, diciamocelo senza indulgenza, è per sua natura un po’ scemo.

Si può essere molto stupidi anche quando si ama collettivamente, quando si venera o si adora l’Indispensabilità di un carisma. Ma nel caso in questione bisogna fare due conti. Odio e amore sono in qualche misura prodotti dello scambio, in ogni caso non possono essere giudicati solo con il metro della gratuità, qualcosa deve passare tra chi odia e chi è odiato, tra chi ama e chi è amato.
Chi ama Berlusconi, per esempio, delle ragioni le ha: l’uomo ha fornito tre canali generalisti gratuiti all’intrattenimento familiare, giovanile, alla satira, alla chiacchiera, all’immaginazione emotiva dei consumatori di fiction, rompendo il monopolio Rai di un’Italia un po’ plumbea, in bianco e nero; eppoi ha procurato all’orgoglio pallonaro un inverosimile numero di coppe e trofei nel mondo appassionato del calcio italiano e internazionale; eppoi in politica ha provocato nientedimeno che l’alternanza di forze diverse alla guida dello Stato, costituzionalizzando leghismo ribelle e secessionista, integrando i fratelli separati della storia civile del Novecento, i neofascisti che con lui diventano postfascisti, antifascisti e ora con il nuovo Gianfranco Fini campioni di repubblicanesimo perfetto.

Non è poco, per tralasciare tante altre cose e cosette, compresi i suoi modi, la sua sincerità di riccone e di generoso, il suo talento liberale naturale, il suo sorriso, la bonomia, ma anche le scenatacce, le incursioni ardite in ogni campo, e perfino le celebri, portentose gaffe senza le quali ci annoieremmo tutti mortalmente.
A odiare Berlusconi che cosa ci si guadagna, a parte il fremito e il parossismo che ogni odio gratuito comporta? Niente. Le ragioni sono fiacche.

Sono legate a una versione favolistica della sua personalità, una versione nera, intrattabile, che non ha radici nella realtà percepibile. Bisogna credere ciecamente nei sottofondi della storia, nella doppiezza di tutto quel che si vede, e bisogna pensare che tutto il mondo di Berlusconi sia inquinato dalla cattiveria. Bisogna, in una parola, essere «fantozziani», invidiosi di un Paese che non si conosce e che non ti conosce; bisogna essere larve sentimentali, fascine che prendono fuoco in modo grossolanamente sproporzionato. Bisogna essere esageratamente fantozziani, per odiare Berlusconi. Mediocri.

Commenti

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Il 23 Dicembre 2009 alle 19:06 jane55 ha scritto:

Mi scusi signor Ferrara, ma io non sono d’accordo con lei.C’e’ purtroppo gente che non usa il cervello, e che come i pecoroni segue chi grida di piu’ e produce piu’ idiozie.Ma credo fermamente che c’e’ una grossa fetta d’italia, che sa pensare, e capisce perfettamente che inneggiamenti deliranti alla violenza , o peggio il lancio di oggetti contro uomini politici e’ totalmente stupido e controproducente.E dico controproducente perche’ esasperando l’odio con gesti incivili, non si fa progredire la nostra democrazia, anzi la facciamo tornare indietro ad anni, in cui era la violenza l’unico modo di pensare di certi estremismi politici.Io credo fermamente in questa Italia pacifica e tranquilla, che fa del lavoro e della speranza nel futuro uno stile di vita, e mi piacerebbe tanto che anche lei cominciasse a crederci, perche’ e’ proprio questa l’Italia che ha dato la maggioranza a Berlusconi.

Il 23 Dicembre 2009 alle 20:23 Zione ha scritto:

A proposito dell’odio, cosa dovrebbero fare allora, tutti quelli che sono stati oltraggiati, calunniati e vigliaccamente incarcerati (con Famiglie distrutte) da magistrali Gaglioffi, usurpatori di nobili toghe da Magistrato e con vili gendarmi al seguito, mariuoli di gloriose divise (specie anni addietro in quel di Torino) per sporche ragioni di comparaggio di casta o laidi interessi Politici ?

Ecco la risposta che ho dato su altro Forum ad una collega che mi chiedeva perché ce l’avessi con qualcuno …

Cara, sforzati di capire bene e guarda che che io non ce l’ho mica coi Magistrati e coi Carabinieri, perchè sono cattivi e mi fanno la Bua; anzi tutt’altro, ho il massimo rispetto per ambedue le categorie e prima ancora di fare la disgustante e distruttiva conoscenza con qualche criminale Cornacopia (dal marciapiede dei monelli, che si spiega col Latino) di entrambe queste necessarie e Benemerite Istituzioni, ne parlavo anche con maggior enfasi, perché nella mia vita (per ora solo lunga) ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere ed apprezzare molte persone eccezionali, facenti parte, con tutti i crismi, di tali organi dello Stato, da qualche modesto esecutore a qualche alto dirigente.

Quindi, quando parlo del pestilenziale Giudiciume e della bubbonica Gendarmaglia, mi riferisco solo e soltanto a quei Grandissimi uomini di Merda che ho detto prima; se poi a volte a qualcuno potesse sembrare eccessivo che il luminoso e severo giudizio da me espresso venga ribadito sovente, purtroppo deve sopportare perchè ritengo oltremodo Doveroso esprimere il concetto anche da parte di qualche povero Cristo che non ha questa possibilità, forse per mancanza di capacità di comunicare o perché ancora Terrorizzato dalla Barbarie subita.

Naturalmente sono anche consapevole che un velenoso morso a tradimento da parte di qualche viscido Serpentone, potrebbe sempre arrivare, ma in parte mi sento rassicurato dal fatto che non mi trovo nel Tribunale (dei noti Miserabili Associati) ed ancor più dalla consuetudine che i Delinquenti, per ovvie ragioni, non amano tramare Pubblicamente, anche perché sanno bene che possono uscire fuori fatti di grave fellonia, accantonati da lungo tempo e ancora da acclarare.

E dulcis in fundo c’è un Signor Ministro della Giustizia, che vigila sugli Scornacchiati.

Il 23 Dicembre 2009 alle 20:34 pv21 ha scritto:

Dopo la “conversione” sulla via di Arcore il Cavaliere ci ricorda che: l’odio alimenta le menti labili. Ora scrive al Papa che: il messaggio di pace e fraternità viene dimenticato quando alla forza delle idee si risponde con la violenza verbale o fisica. Domandiamoci chi sono quei Sindaci che invitano i concittadini a fare “delazione” contro il vicino diverso e scomodo. Allora sapremo che è difficile fare un atto di “Fede, senza miracoli”. (=> //forum.wineuropa.it )

Il 28 Dicembre 2009 alle 00:04 fuorionda ha scritto:

Prima Craxi ed ora Berlusconi, cambiano i tempi ma loro non cambiano mai!

Era già da qualche mese che il fuoco incrociato della stampa di sinistra, dei magistrati e di Di Pietro, avendo raggiunto l’apice dell’intensità non poteva altro che avere un epilogo simile. Anzi, per fortuna che il “Duomo di Milano” ha colpito in un certo modo, ma se per caso la guglia arrivava all’occhio o alla tempia, ben altro sarebbe stato il destino di Berlusconi, addirittura peggio di quello di Craxi.

Chiaramente la tesi del “Se lo è andato a cercare” è il pensiero non ufficiale della sinistra più moderata, ma parafrasando il titolo del libro “L’uomo che sussurrava ai cavalli”, potrebbe anche esserci lo zampino di “Cattivi compagni che sussurrano ai psicolabili” tanto per utilizzare metodi della moderna guerra psicologica. Comunque essendo l’individuo una persona ammalata, è chiaro che la responsabilità morale è di chi ha armato la sua mano. Per ora lasciamo che gli inquirenti arrivino fino in fondo a questa storia.

Certo se fosse successo un anno fa avremmo di più sposato la tesi del matto in libertà ed atteso che le acque si calmassero, ma il fattaccio è avvenuto in concomitanza con un’impressionante forcing di violenza mediatica, e la cosa potrebbe avere un escalation incredibile se la crisi economica mieterà ancora più vittime. Certo Berlusconi è un pò guascone ed amante dell’apparire, per esempio non lesina autografi soprattutto alle belle signore, e di conseguenza si espone all’invidia ed alle opportunità malvage di chi lo odia, tanto è vero che per lui qualsiasi precauzione non sarebbe mai sufficente, soprattutto dopo che non esistono più i manicomi. Sicuramente alla sinistra non dispiacerebbe un Berlusconi arroccato nel palazzo presidenziale come nei scenari dei “Caudillos sudamericani”.

La sinistra che pensa solo ed esclusivamente ad abbattere Berlusconi, come se fosse ciò l’unica cosa che conta, non ha capito nulla della crisi che stiamo attraversando, la fine del capitalismo finanziario, la fine del comunismo leninista, la fine di un mondo fatto da tante piccole nazioni senza più frontiere sicure. Ma se la nazione sparisce (nel contesto del Trattato di Lisbona) allora deve per forza rinascere il patriottismo ed il socialismo, il pattriottismo come patto tra gli Italiani e il socialismo liberale come modello sociale sia di protezione che di sviluppo.

Come Patrioti Italiani ci presentiamo in Europa per difendere i nostri interessi e la nostre tradizioni, e non saranno certo degli sconosciuti burocrati eletti da nessuno a dirci se il Crocefisso può restare appeso o no sulle pareti delle scuole. Certo che per la sinistra a partire dal PD quei “burocrati di Bruxelles” rappresentano la fonte del progresso della società italiana che con già il 10% di truppe cammellate si avvia rapidamente a scomparire sotto l’orda dell’immigrazione incontrollata. Forse che questi vengono a lavorare nelle fabbriche a corto di operai, o a proporre brevetti per tecnologie avanzatissime, no vengono ad accamparsi in attesa di diventare maggioranza.

Nel frattempo dovremo chiudere e vendere quello che rimane delle fabbriche Italiane per esempio ai Cinesi che hanno grandi capitali ma fanno i loro interessi, e dove restano gli stabilimenti chiusi si creeranno centri sociali per parcheggiare i ragazzi Italiani in attesa della pensione che non ci sarà più.

In poche parole, l’ultima barriera alla scomparsa dell’Italia, delle sue fabbriche, le tecnologie ed il Made in Italy si chiama Patriottismo Italiano in una Nuova Era Socialista.

Il 28 Dicembre 2009 alle 20:06 indigesto ha scritto:

Non mi ha colpito tanto il fatto che l’attentatore sia ammiratore di Di Pietro, che sugli psicolabili non può fare che colpo, quanto che voglia vivere senza più televisione. Ora, la faccio, questa persona, assidua teleutente di tutte quelle trasmissioni gestite dalla sinistra e nelle quali spesso si esibisce il Di Pietro con le sue contumelie. Inoltre, ritengo che, in un barlume di coscienza, si sia sentita di attribuire a questa “schola cantorum” della sinistra la causa delle sue disgrazie, avendone preso, suppongo, appunto “coscienza”!
Quanti altri dementi, se è così, dovrà spingere a gesti insensati questa nostra piaga, prima che si prendano provvedimenti, anzichè provvedere solo ad aumentarne il canone?

Il 3 Gennaio 2010 alle 20:44 autocrator ha scritto:

Io ricordo perfettamente i film della saga di “Fantozzi” e ho ben impressa negli occhi la figura del famoso ragioniere: un uomo brutto a vedersi e tendente all’obesità, privo di idee proprie e sempre disponibile a compiacere il Megadirettore Galattico col più viscido servilismo. Credo che questa descrizione si possa a buon diritto utilizzare anche per il cosiddetto giornalista Giuliano Ferrara. Ma come osa definire “fantozziani” coloro che odiano Berlusconi, quando lei stesso scrive articoli saturi di piaggeria ed ostentata ubbidienza al Cavaliere?! E, inoltre, per quali motivi dovrei invidiare il Presidente del Consiglio? Per i mal riusciti trapianti di capelli? Perché non trova donne se non pagando? Perché sceglie come Ministri i vari Carfagna, Bondi, Calderoli, Gelmini …? Perché colleziona figure da demente quando si reca all’estero? Per le belle amicizie con dittatori russi, libici …? Per aver comprato il silenzio dell’avvocato Mills? Perché parla di famiglia ma poi si comporta come un vecchio lenone? Perché manda il Milan allo sbaraglio tagliando i fondi? Perché mena vanto a proposito dei miracoli fatti in Abruzzo, ma tutti sanno che L’Aquilia è in condizioni disastrose? L’articolo, o meglio, la lunga e puerile leccata di piedi del signor Ferrara è uno dei più insultanti scritti mai letti in una rivista o in un quotidiano. Io sono una persona di enorme cultura e sin troppo informata, non amo essere chiamato mediocre da chi si genuflette comicamente e umilmente davanti al padrone. Per adulare in tal modo (parossistico) un uomo, “caro” Ferrara, bisogna davvero sentirsi pusillanimi. Sono felice che lei abbia ottenuto quest’ennesima figuraccia. Leggendola, sinceramente, non possiamo fare altro che ridere di lei.

Il 5 Gennaio 2010 alle 17:12 nicksergio ha scritto:

ma che brava persona questo B.,quanti regali al popolo(TV a gogò,culi e tette a tonnellate,coppe ai milanisti e via);peccato che F. abbia scordato qualche piccolo dettaglio…tipo un gigantesco conflitto d’interessi che non ha eguali in occidente,tipo una serie di reati commessi come imprenditore privato da far impallidire un mafioso(fondi neri,corruzione di magistrati e guardia di finanza ecc.)La verità che B. è il maggior pericolo alla democrazia dai tempi di Mussolini:ovviamente i tempi sono cambiati e i sistemi sono differenti,ma la concezione populistica e l’insofferenza verso qualsiasi contrappeso costituzionale sono degni del peggior peronismo.

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