Diciamolo con franchezza. Se guardi al nuovo anno, ti viene solo voglia di cancellare tutto il brutto che hai accumulato negli ultimi 12 mesi. La tentazione della rimozione è fortissima guardando al 2009.
Le istantanee che vengono consegnate dal «sistema delle notizie» alla nostra memoria hanno una dominante di tristezza e di cupezza. Non starò qui a citare gli avvenimenti o le persone. Basta voltarsi indietro per trovarne a bizzeffe di queste polaroid. Sembrerà paradossale, ma in ognuna di queste istantanee si potrà rintracciare anche più di un motivo per credere nella forza della solidarietà e della caparbietà, degli argomenti e della ragione. Per convincersi che, tutto sommato, non stiamo poi messi così male.
L’imbarbarimento della lotta politica, la radicalizzazione dello scontro e l’estremismo di chi ha persino teorizzato la legittimità dell’odio ci dicono infatti che l’Italia è fortunatamente ancora pervasa dai sentimenti dei giusti: la tolleranza e l’amore. C’è chi si spinge a banalizzare, o peggio a ridicolizzare, queste parole. Ma basta guardare da quale pulpito arrivano le intemerate per convincersi che non bisogna abbandonare questo sentiero.
Nel 2010 l’Italia riparte da se stessa. Da ognuno di noi che non si rassegna a una dicotomia tra bene e male, tra puri e reprobi, tra bianco e nero. Riparte, anzi continua, esattamente dallo stesso punto in cui la lasciamo nel 2009: dalla riscoperta del valore della tolleranza contro ogni forma di violenza verbale e fisica.
I banchi di prova saranno numerosi, in politica e nell’economia. Chi odia continuerà a farlo e continuerà a ricorrere alle stesse forme di aggressione che già conosciamo. In Parlamento c’è però, fortissima, la volontà di superare lo scoglio della contrapposizione sterile per arrivare a una sintesi che possa ragionevolmente approdare a leggi e riforme necessarie per il Paese. Inutile nascondersi dietro un dito: per avviare queste riforme bisogna superare la questione della giustizia e le questioni giudiziarie che ruotano attorno al premier.
Partendo dal presupposto che nessuno accetterebbe norme che cancellano o deviano i procedimenti avviati nei confronti del presidente del Consiglio, è arrivato il momento di varare un provvedimento che consenta a Silvio Berlusconi di governare così come lo hanno incaricato di fare 20 milioni di italiani.
Si tratta di un provvedimento (quello del «legittimo impedimento», innanzi tutto) che avrebbe il senso di una pacificazione nazionale, perché metterebbe definitivamente nell’angolo quanti continuano irresponsabilmente a soffiare sul fuoco della personificazione della lotta politica. Sia chiaro ed è opportuno ribadirlo: non si tratterebbe in alcun modo di un’amnistia ad personam, ma di una legge che rimanda la celebrazione dei processi alla fine del mandato. È politicamente corretto che il Paese possa giudicare il premier in base ai risultati raggiunti rispetto all’applicazione del programma che si è dato all’atto della sua candidatura a guida dell’Italia.
Mai come adesso c’è stato bisogno di un governo che governi. Dopo avere per un anno contenuto a fatica gli effetti della crisi economica, Palazzo Chigi è chiamato a sostenere e rilanciare le imprese e i consumi. Non con aiuti indiscriminati, ma con una saggia e coraggiosa politica che guardi innanzitutto a dotare l’Italia di infrastrutture funzionali allo sviluppo. Anche in questo campo le contrapposizioni saranno dure. Di qui a qualche mese, riprenderà vigore la battaglia ideologica legata alla costruzione delle centrali nucleari.
Si tratta di un banco di prova fondamentale per la crescita, per verificare se sia ancora possibile adeguarci a un sistema energetico che a due passi dalle nostre frontiere è già attivo da decenni. Abbiamo un gap da colmare e troppo tempo abbiamo perso in discussioni di principio. Rimanere fermi, arroccarsi su paure francamente antistoriche crea a tutta l’Italia un danno.
Per le centrali nucleari, per le infrastrutture, per l’economia e per la politica vale lo stesso principio guida: tolleranza e confronto. Alla fine, però, chi governa ha il dovere di andare avanti, realizzare il programma ed essere coerente con gli impegni presi all’inizio della legislatura.
Buon 2010 a tutti!
- Martedì 5 Gennaio 2010























Commenti
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Il 6 Gennaio 2010 alle 19:54 pv21 ha scritto:
Tolleranza? Diciamolo agli onorevoli che in tv litigano e urlano 1 volta ogni 3 minuti. Diciamolo agli amministratori che invitano alla “delazione” verso il vicino diverso e scomodo. Diciamolo … Ricordiamo però che questa è responsabilità in primis del Governo. La FEBBRE del Tribuno si manifesta in chi detiene il potere. Gli altri sono le vittime di una CRISI-Atto secondo che macina record di famiglie indebitate e nuovi disoccupati. (=> //forum.wineuropa.it)
Il 6 Gennaio 2010 alle 20:51 indigesto ha scritto:
Vede Direttore quali sono i commenti? Da una parte si vuole impedire che si governi, dall’altra si dice che questo Esecutivo sgoverna! Non si vuol tenere conto della crisi mondiale e si cerca di addebitare tutto al malgoverno. E’ vero che c’è crisi, ma è anche vero che le crisi non si risolvono con le risse. Purtroppo questa è la solita tattica, quella del “tanto peggio tanto meglio” di non lontana memoria. L’impoverimento è un fenomeno che può essere fronteggiato e corretto. Sappiamo tutti che purtroppo fa vittime e agevola nel contempo i soliti speculatori. Ma se si dovesse perseguire la via di un malinteso socialismo all’italiana ci ritroveremmo anche noi sui gommoni, e in tempi più brevi di quanti ne siano occorsi ai paesi guidati dal “Paradiso degli operai”!
Speriamo che l’anno nuovo risvegli le coscienze; almeno di quelli a cui ancora un poco ne è rimasta!
Il 6 Gennaio 2010 alle 21:07 indigesto ha scritto:
Quanto alle Centrali nucleari, la “disinformatio” dice che nascono già obsolete, che le riserve di Uranio saranno pressochè esaurite per quando saranno realizzate, e che il problema della scorie incomberà più di prima. A chi ne mastica un poco sono argomenti che fanno sorridere. Ma, d’altra parte, non vengono fatte campagne di informazione che rassicurino chi ha bisogno di essere rassicurato. E ciò, bisogna riconoscerlo, è riprovevole!
Quanto ai politici e politicanti c’è stata già una presa di posizione della Campania nell’esprimere, legittimamente o meno, il proprio diniego all’istallazione di Impianti nucleari; pensi, si tratta proprio degli stessi che hanno sommerso quella regione di rifiuti tossici e radioattivi. Forse pensano che possano così riscattarsi dello scempio perpetrato. Credo che ci voglia proprio facciatosta; da cumunisti, o giù di lì!
Il 11 Gennaio 2010 alle 18:13 nicksergio ha scritto:
tante chiacchiere per arrivare alla solita ciofeca.un qualche scudo per B. che impedisca alla legge di processarlo per i suoi trascorsi disinvolti da imprenditore privato.Che cosa c’entra il mandato di 20 milioni di italiani rispetto alle sue responsabilità giudiziarie?quando mai il voto mette al riparo dalle malefatte precedentemente commesse?Dice Mulè,una protezione che gli permetta di governare:al premierato seguirà certamente un tentativo di presidenza della repubblica,e per un ultrasettantenne significa arrivare serenamente al termine della vita senza grane legali,alla faccia dell’uguaglianza davanti alla legge!
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