Feltri: Craxi non era un santo, ma era il migliore

Bettino Craxi

Di Vittorio Feltri

Da Cinghialone a santo nel giro di 10 anni è troppo. Probabilmente Bettino Craxi non era né l’una né l’altra cosa, bensì un grande uomo politico, ma non grande abbastanza da accorgersi che il sistema era sbagliato e che lui contribuiva a renderlo tale.

Si sapeva e si sa ancora: i partiti costano perché sono burocratizzati, le campagne elettorali sono molto care e frequenti, le spese di rappresentanza (tra le quali si annovera la bella vita, o almeno comoda, dei leader e dei sottoleader) assumono proporzioni enormi. Dove si vanno a prendere i soldi per tutta questa roba? Prima c’era il finanziamento pubblico, e fu eliminato con un referendum. A quel punto le strade erano due: ridurre i partiti a comitati elettorali in bolletta oppure rubare. Fu scelta la seconda. Furti a tutto spiano. Creste sugli appalti, bustarelle per qualsiasi «favore» fatto o ricevuto, corruzione senza freni.

Tutti erano al corrente e nessuno diceva nulla perché l’illecito, a forza di essere praticato, era considerato lecito. Ne era edotta anche la magistratura, ma non muoveva un dito. Ci marciava perché anch’essa spesso aveva bisogno di qualche piacere da ottenere lassù, in alto. Le responsabilità dei governi e dei partiti, quindi del Parlamento, erano evidenti: toccava a chi aveva in mano le redini della diligenza riformare quel sistema e porre fine agli abusi, introducendo norme efficaci per consentire alla politica di fare il suo mestiere onestamente.

Questo non fu fatto. Perché? La classe dirigente temeva di rendersi impopolare pompando quattrini nelle casse pubbliche. Sicché preferì andare avanti sgraffignando. E Craxi, come tutti gli altri papaveri, si adeguò. La tragedia per lui fu che i suoi non solo rubavano. Ma ostentavano la refurtiva come fosse una medaglia. Inoltre Bettino era l’unico ad avere capito, in largo anticipo sulla caduta del Muro di Berlino e dell’impero sovietico, la fine dell’utopia, pertanto odiato dai comunisti e dai democristiani di sinistra. I quali, non appena scoppiò Tangentopoli, gliela fecero pagare trasformandolo in capro espiatorio, simbolo di ogni male, da condannare all’ergastolo (meglio, a morte).

Ciò avvenne con la collaborazione solerte del potere giudiziario che, colpendo Craxi, fu osannato dai suoi avversari e da gran parte dell’opinione pubblica ammaestrata dai media. In sintesi, fu applicata la regola del nove: ammazzane uno e gli altri otto si salvano e passano dalla parte della ragione. Infatti, comunisti e democristiani di sinistra anziché andare in galera andarono al governo, e il gregge degli anonimi prestatori d’opera politica si riciclò, chi in un modo chi in un altro, per conservare la cadrega e lo stipendio (indennità).

Di Vittorio Feltri
Il solo che, pur a conoscenza delle grassazioni, non aveva mai grassato per sé, Craxi, fu impalato, consentendo ai ladri di rimuovere ogni peccato. A distanza di due lustri dalla sua morte, ormai dimenticate le macchie del passato, i compagni (di merende) forse per rimorso cercano di riabilitare il defunto Cinghialone riconoscendogli oggi ciò che gli dovevano anche ieri: il merito di essere stato il più intelligente politico della sua epoca e di non avere intascato una lira del bottino che loro invece si sono spartiti impunemente, e seguitano a spartirsi grazie ai ricchi rimborsi elettorali nettamente superiori agli esborsi, vivendo felici e contenti.
E magari rubando ancora per arrotondare.

Commenti

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Il 8 Gennaio 2010 alle 19:08 alcambi ha scritto:

Quando craxi comandava
egli al camper si recava
era il prode Massimino
or insieme a Valterino
pur essendo due nemici
sorridevano felici
venerando il cinghialone
gli baciava lo scarpone
omaggiare il presidente
è questione dirimente
serve l’internazionale
al partito da salvare
e non perde le occasioni
a prostrarsi ginocchioni
in attesa che in futuro
sarà posto contro un muro
e costretto ad emigrare
per galera da evitare
alcambi

Il 11 Gennaio 2010 alle 18:17 nicksergio ha scritto:

Craxi è morto in Tunisia perchè latitante,fuggito per sottrarsi alle sue responsabilità penali e non politiche;è vero che tanti altri compagni di merende se la sono cavata ed ora siedono in parlamento,ma questo non assolve Er ‘puzzone dalle sue colpe nè lo rende il migliore….

Il 13 Gennaio 2010 alle 13:32 pv21 ha scritto:

Da ricordare che mollò l’alternativa di sinistra per avere la poltrona di governo con la DC. Poltrona di Presidente e torta delle tangenti(PP.SS). Da ricordare che “l’onda lunga” di Craxi era già finita (prima di Tangentopoli) perchè stava emergendo la Lega. Gli vengono riconosciuti i meriti di un bravo giocatore di poker. (=> //forum.wineuropa.it )

Il 14 Gennaio 2010 alle 18:41 foxgrin ha scritto:

L’onorevole Bettino Craxi é stato uno degli statisti italiani più preparato e più propenso all’innovazione degli anni ruggenti che l’italia ha dovuto sopportare. Vittima di una epurazione filo comunista che ha decimato tutti gli avversari del comunismo filo sovietico ha fatto una ingiusta morte in un paese straniero destino pesante per uno che ha tanto amato l’Italia.

Il 17 Gennaio 2010 alle 14:54 indigesto ha scritto:

Non credo che interessino tanto i pareri della polica,in ogni caso fetidi. Bisognerebbe capire cosa ricorda il popolo di questo personaggio!

Il 20 Gennaio 2010 alle 19:42 carlo.tosi ha scritto:

Lo vogliono santificare a tutti i costi, ma la storia non si cambia! I fatti sono stati ben documentati e provati. E se i nostri bravi governanti di oggi e certi editori di giornali (leccacu-o) si prodigano a dire che era un sant’uomo, ebbene sono falsi, infingardi, ed ipocriti, perchè vogliono dar da bere (come sempre) all’intero paese delle verità manipolate e distorte, a loro esclusivo beneficio. Ed in ultima analisi, cercano di giustificare il suo operato perchè in fondo sono uguali a lui, ed in questo modo sperano di sdoganare anche se stessi quali campioni di onestà.

Il 24 Gennaio 2010 alle 12:10 La coerenza « Ket! che ci fai in Congo? ha scritto:

[...] un commento » Non sapevo della fede di Feltri verso Craxi, ero fermo ai suo articoli [...]

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