
La rivolta degli immigrati a Rosarno, Calabria
Di Vittorio Feltri
Nessuno ha il coraggio di dire la verità, perché dirla significa uscire dall’alveo del conformismo e rischiare le peggiori accuse, a cominciare da quella di razzismo per concludere con quella di antimeridionalismo.
Il guaio è che se non si inquadra il problema, definendolo con i termini giusti, le soluzioni non si troveranno mai. Ed è proprio quanto succede ora a proposito della vicenda di Rosarno che ha spiazzato tutti e tutti ha colto in fallo.
Anche i sassi sanno che in una comunità, se il numero degli stranieri supera una certa soglia, scatta il fenomeno del rigetto: basta una scintilla, non importa chi la suscita, e scoppia l’incendio. A Rosarno – 15 mila abitanti – il numero degli extracomunitari impiegati nell’agricoltura è cresciuto a dismisura in vent’anni passando da 1.000 a 2.500. Sicché il rigetto cui ho accennato doveva per forza verificarsi e si è verificato.
È vero che gran parte degli stranieri aveva il permesso di soggiorno, ma ciò ai fini dell’ordine pubblico non ha influito perché sia i regolari sia gli irregolari vivevano in condizioni bestiali; autentici schiavi, percepivano paghe inverosimilmente basse quindi insufficienti a condurre un’esistenza secondo canoni umani e civili accettabili. E questo semmai è un altro elemento che ha concorso a creare i presupposti per scatenare turbolenze sociali.
Ecco la dimostrazione che non si possono ospitare tutti coloro i quali, per fame e disperazione, premono allo scopo di entrare in Italia: non abbiamo i mezzi né l’organizzazione per garantire a tutti un livello di vita dignitoso. Volendo cedere al buonismo di chi, in nome di un generico sentimento di solidarietà, chiede di accogliere ogni migrante, si va fatalmente incontro al disastro. I cui effetti si sono per adesso visti a Rosarno, ma presto si registreranno in altri luoghi dove la situazione è analoga.
Illudersi che la rivolta dei raccoglitori di mandarini sia da catalogarsi alla voce «episodi isolati» è da incoscienti. Per evitare nuove guerre tra poveri è necessario eliminare le cause che minacciano di provocarle: bloccare la «tratta dei negri» e reprimere senza falsi pietismi lo sfruttamento di chi, non avendo alternative, è costretto a subirlo per sbarcare il lunario.
A parte ogni considerazione di carattere morale, è risaputo che gli sfruttati prima o poi si ribellano. E se poi ci scappa il morto diventa difficile contenere le violenze e i danni relativi. La crisi di Rosarno potrebbe essere l’occasione di un ripensamento della politica italiana circa l’immigrazione: maggiore selettività nella concessione dei permessi (da rilasciarsi solo a chi ha prospettive di lavoro regolare), rigore nel perseguire le aziende che assumono in nero, impegno dello Stato e delle sue diramazioni periferiche nell’effettuare controlli. Insomma, bisogna fare tutto ciò che non è stato fatto a Rosarno dove lo scandalo si è protratto, alla luce del sole, per lustri senza che nessuno avvertisse l’obbligo di muovere un dito.
Ora ci aspettiamo che i responsabili delle negligenze (figlie dell’indifferenza) ne rispondano: dai sindacalisti agli ispettori del lavoro, dagli amministratori locali ai funzionari dell’Inps, dagli uomini delle forze dell’ordine ai magistrati, dai politici della maggioranza a quelli dell’opposizione. La tolleranza zero deve essere uguale per tutti.
- Lunedì 18 Gennaio 2010























Commenti
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Il 19 Gennaio 2010 alle 05:22 Nero Rosarno: Il colore dell’Ipocrisa - KITEGEN - TESLA - 2012 - UFO - ACQUA - CLIMA ha scritto:
[...] della maggioranza a quelli dell’opposizione. La tolleranza zero deve essere uguale per tutti. fonte Written by Diablo010473Filed under: CRONACA, POLITICA, SOCIETA’ · Tags: bestiali, che, Ed, [...]
Il 19 Gennaio 2010 alle 15:18 indigesto ha scritto:
Egr. Dr. Feltri, credo che abbia centrato abbastanza il nocciolo del problema. Vi sarebbe da aggiungere che i disordini di Rosarno sono anche da imputarsi a motivi di ordine contingente quali la “calata” di manovalanza di colore dal Nord, dove, a causa della crisi economica, si sono verificati molti licenziamenti, nonchè la conseguente “concorrenza” tra questi lavoratori rimasti senza lavoro e quanti già allocati per essere impiegati nella raccolta stagionale di agrumi. Nei due casi di “occupazione” di detta manodopera si evidenziano carenze di programmazione e spregiudicatezza, ognuno coi propri metodi, Nord e Sud, nell’utilizzo di questi flussi migratorii. Rigetto senz’altro, anche legittimo, aggiungerei, di una popolazione sottomessa alle “esigenze” delle diverse mafie e camorre, che dall’attività agricola hanno da sempre tratto la loro prima ragione di esistere, salvo poi a praticare altre attività delittuose più remunerative. I problemi del Sud sono complessi e hanno origine nella malapolitica di sempre. Non basta attribuire al Sud scioccamente “vocazioni” agricole e lasciare le cose come stanno, poichè questi, e sempre questi ne saranno i risultati!
Il 20 Gennaio 2010 alle 01:55 gratis ha scritto:
Feltri ha perfettamente ragione.
La colpa è essenzialmente dei nostri politici i quali per quieto vivere hanno lasciato crescere e marcire il problema, come solitamente fanno.
Vengono eletti per assumersi responsabilità e la prima cosa che fanno è quella di evitarle tutte le responsabilità, a meno che non abbiano una forte pressione dell’opinione pubblica.
Le evitano le responsabilità perchè possono essere aggrediti politicamente e mediaticamente dagli avversari o dal politically correct che costoro creano appositamente per non fargli muovere una paglia.
Aspettano, come scritto, che la situazione marcisca e i cittadini abbiano una ripulsa violenta della situazione per agire, ma questo SIGNIFICA NON ASSUMERSI LE RESPONSABILITA’ PER CUI SONO STATI ELETTI.
Rosarno è una situazione che esplosa e il governo si è affrettato a rimediare non si sa chiaramente in che modo, visto che cercano di far permanere, sia pure dislocandoli in altre località, stranieri che hanno aggredito cittadini italiani.
Addirittura in alcuni di questi casi li premiano gli stranieri che si sono dati alla violenza!
Mi chiedo da che razza di gente siamo governati che si preoccupano di costoro, a danno dei loro stessi cittadini che li hanno votati.
Non credo che ci vorrà molto prima che altre situazioni del genere vengano fuori, prima o poi, ormai i limiti di sopportazione umana sono stati raggiunti.
E’ inutile che i politici si rimbalzino le colpe nel classico scarica barile.
Le sinistre sono sicuramente colpevoli di averci costretti a importare tutti costoro e addirittura di sostenerne la loro presenza nonostane l’evidenza di pericolosità e impossibilità culturale e economica, ma anche molti del centro destra hanno la colpa per essersi messi in fila con la sinistra.
Altri del centro destra fanno i finti tonti, lasciano fare per pura ignavia, E’ UN VERO SCHIFO!
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