
Patrizio D'Addario durante lo show alla discoteca parigina Globo
Prepariamoci a settimane convulse. Dalla procura di Bari, come è in grado di documentare il nostro Giacomo Amadori, sono in arrivo novità eclatanti sul fronte D’Addario-Tarantini.
Una dozzina di indagati sono i protagonisti di un’inchiesta che rilegge gli avvenimenti legati al passaggio della escort (si scrive così, si legge prostituta) dalla residenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. I fatti, finora, li conoscete così. L’avvenente prostituta approda a Palazzo Grazioli grazie al faccendiere Gianpaolo Tarantini. A Berlusconi viene presentata da Tarantini insieme a tante altre ragazze come una sua amica, ovviamente senza alcun cenno alla sua reale attività né al fatto che la prestazione sarà puntualmente pagata.
Patrizia D’Addario racconterà poi di essere andata a letto con il premier e di avergli anche chiesto di risolverle una questione legata a una licenza edilizia. Alcune parti della conversazione vengono anche (e non casualmente) registrate dalla ragazza. Che però, pur non ottenendo il favore dal Cavaliere, non tronca i rapporti e accetta di essere candidata senza successo alle elezioni comunali di Bari della scorsa primavera (c’è pure una foto scattata nel capoluogo pugliese, il 31 maggio, in cui si vede Berlusconi vicino a lei) in una lista civica vicina al Popolo della libertà. Fino a quel giorno, tutto tranquillo dunque. Per il colpo di scena bisognerà attendere il 17 giugno 2009, giorno in cui la D’Addario decide di uscire allo scoperto con un’intervista al Corriere della sera in cui racconta non solo della sua notte a Palazzo Grazioli ma anche delle ragioni che l’hanno spinta a denunciare pubblicamente lo scandalo: «Mi hanno ingannata» sentenzia.
Che cosa è successo in quei 17 giorni? Basta il riferimento della D’Addario a una promessa non mantenuta per spiegare tutto il lerciume della vicenda? Gli inquirenti di Bari sono sul punto di alzare il coperchio su una trama a dir poco maleodorante. Che vede Berlusconi come vittima di un complotto, la D’Addario nelle vesti di «agente provocatore» manovrata da Tarantini e Tarantini come un «terminale» nelle mani di alcuni spregiudicati burattinai politici a loro volta legati a giornalisti. In totale ci sarebbero almeno una dozzina di indagati e sotto la lente degli inquirenti ci sarebbero perfino magistrati in servizio a Bari.
Il capo della procura Antonio Laudati, arrivato in Puglia nel settembre scorso (quindi tre mesi dopo l’esplosione dell’affaire), è tutto fuorché uno sprovveduto. Lavora con rigore, si muove con i piedi di piombo ed estrema riservatezza. Sarà anche per questo che solo adesso, come scoperto da Panorama, salta fuori l’esistenza di questa inchiesta. Ora, va da sé, non mancheranno le polemiche, gli esercizi dietrologici, le accuse di chi vorrà vedere in tutto questo l’intenzione di correre in soccorso del premier.
A noi interessano i fatti. E ci interessa soprattutto capire se davvero fu solo un puro «ragionamento» quello fatto da Massimo D’Alema – ras del Pd in Puglia (oggi in disgrazia) – il 14 giugno a Raitre nell’intervista a Lucia Annunziata per la trasmissione In mezz’ora. D’Alema invitò l’opposizione a essere pronta ad «assumersi le sue responsabilità» perché sulla scena politica italiana si sarebbero potute verificare delle «scosse». Attenzione alle date. Tre giorni prima, giovedì 11 giugno, Patrizia D’Addario racconta di avere dato, attraverso il suo avvocato, la disponibilità a raccontare la sua verità al direttore del Corriere della sera nonostante al settimanale Oggi (stessa casa editrice, Rcs) sappiano della vicenda e «siano già pronti a raccogliere la mia testimonianza» (come si legge nel libro Gradisca, Presidente scritto dalla escort).
È lei stessa che ricostruisce date e circostanze: «Il direttore (del «Corriere della sera», ndr) chiede di discuterne con i suoi collaboratori prima di dare una risposta. È giovedì 11 giugno. Lunedì (15 giugno) la decisione è presa, martedì (16 giugno) Fiorenza Sarzanini, l’inviata di giudiziaria del Corriere, è a Bari per raccogliere la mia intervista». Uscirà il giorno dopo, il 17 giugno, a tre giorni dalla «scossa» preannunciata da D’Alema.
Ma è ipotizzabile che qualcuno abbia avvertito D’Alema dello scoop in arrivo? E quanti sapevano della decisione della D’Addario di parlare con i giornali dopo essere stata sentita dagli inquirenti?
Chiediamo ancora soccorso alle date. La D’Addario viene interrogata per la prima volta l’8 giugno. «Al magistrato racconto tutto» scrive la escort. Il magistrato è il pm Giuseppe Scelsi, un pubblico ministero di lungo corso. Tra il ’94 e il ’95 si trovò a indagare su D’Alema per una vicenda di finanziamenti illeciti al partito (archiviata per «intervenuta prescrizione del reato») sotto la guida dell’allora procuratore aggiunto Alberto Maritati. Maritati preferì alla toga l’impegno politico: il 27 giugno 1999 venne eletto senatore per il centrosinistra a Lecce. Il 4 agosto giurò, freschissimo di nomina, come sottosegretario all’Interno. Il presidente del Consiglio era Massimo D’Alema. Ancora oggi Maritati è un senatore del Pd. Semplici coincidenze, ovviamente.
- Venerdì 29 Gennaio 2010























Commenti
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Il 29 Gennaio 2010 alle 17:55 diggita.it ha scritto:
Bari connection e il complotto contro il Cav…
Prepariamoci a settimane convulse. Dalla procura di Bari, come è in grado di documentare il nostro Giacomo Amadori, sono in arrivo novità eclatanti sul fronte D’Addario-Tarantini.
Una dozzina di indagati sono i protagonisti di un’inchiesta che …
Il 29 Gennaio 2010 alle 18:28 fercas ha scritto:
Macchè coincidenze egregio Mulè!!! Chi di escort ferisce di escort perisce!!!!! Cordialità.
Il 29 Gennaio 2010 alle 21:40 ermes1 ha scritto:
Ma vogliamo finirla di parlare di escort, festini, minorenni!!!!
I prossimi mesi, saranno certamente i più difficili degli ultimi due anni: l’occupazione continuerà a scendere, in quanto il livello produttivo non potrà tornare nel breve periodo al vecchio livello e molte famiglie ne subiranno le conseguenze.
Queste sono i temi convulsi ed eclatanti che uno dei principali settimanali Italiani deve sbattere in prima pagina!!!
Il 30 Gennaio 2010 alle 11:11 laurasicci ha scritto:
Da elettrice di centrodestra sono disgustata.
Basta parlare delle puttane, cominciate a parlare dei puttanieri e di quanto fanno schifo! anche quando vanno con le minorenni (per di più da sposati).
E poi: è più puttana la d’addario o chi in cambio di soldi scrive quello che è più opportuno per non irritare il proprio padrone?
basta! non vi leggo più
Laura, Milano
Il 30 Gennaio 2010 alle 12:21 nhico ha scritto:
Era tutto scritto nel DNA di quell’incontro a Palazzo Grazioli col registratore nella borsetta. Ma certa stampa e certa televisione avevano altro per la testa, scrutando le loro spere di cristallo. E alla gente comune, non accecata dall’odio ideologico, non restava che sottolineare ciò con qualche commento qua e là. A futura memoria. Non per dire io l’ho detto, ma semplicemente per sottolineare che quella dimenticanza era semplicemente voluta, riporto il mio fatto a suo tempo su queste stesse pagine. “AnnoZero non molla: D’Addario ospite. Il Cavaliere: “Lunga vita a Dandini e Santoro”. Il 30 Settembre 2009 alle 18:02 nhico ha scritto: L’apoteosi di una puttana. Santoro può. La cullerà. La vezzeggerà. Amichevolmente la punzecchiarla. Spareranno insieme tutte le cartucce della maldicenza e butteranno sul premer secchiate di letame a non finire. Ma non aspettatevi che le chiederà del perché è andata a prestare la sua opera portandosi dietro un registratore. Del resto, a quanto è dato sapere, questa semplicissima e molto pertinente domanda non gliel’hanno posta neppure in procura.”
Il 30 Gennaio 2010 alle 13:30 ermes1 ha scritto:
Concordo con enrico fumagalli, alla Marcegalia manca la cultura del lavoro e della sua valorizzazione attraverso la ricerca e qualità del prodotto…. Per lei come molti personaggi del passato è utile fare profitto subito e poi “delocalizzare” o chiudere a seconda della convenienza, e incassare soldi pubblici….
In pratica in Italia nulla cambia…..
Io abito nel Canavese, anni fa, nel Canavese il sogno si chiamava Olivetti, quando alla corte di una delle più grandi fabbriche informatiche italiane c’era il fior fiore di operai altamente qualificati, tecnici e ingegneri di grande capacità.
Il Canavese con la “sua” Olivetti doveva diventare la “Silicon Valley” del Piemonte, anzi d’Italia e forse d’Europa.( il nome, coniato negli anni ‘70 dal giornalista Don C. Hoefler, per indicare la parte meridionale della San Francisco Bay Area.
Fu chiamata “Silicon Valley” per la fortissima concentrazione di industrie tecnologiche, sostanzialmente di ricerca e computer).
Oggi ci sono imprese che vogliono abbandonare questo territorio perché non ritengono più strategica l´area o perché preferiscono saturare gli stabilimenti che, come funghi, nascono nell´Est Europa e in Asia. (i Romeni costano molto, molto meno.)
Alla fine il risultato è sempre lo stesso.
Migliaia di posti di lavoro persi, addetti in cassa integrazione o mobilità, fabbriche vuote e know-how che finisce oltre confine.
“Gli Olivetti” ce li dovevamo tenere, non farceli portare via bovinamente dai vari De Benedetti, Colaninno, Tronchetti Provera, ecc.. una intera classe industriale, fatta da capitalisti senza capitale, straccioni, che hanno giocano con le scatole cinesi al fine di fare fortuna con i soldi pubblici.
Il 31 Gennaio 2010 alle 01:23 luca9769 ha scritto:
era proprio ora di fare chiarezza in quello schifo… certo che comunque questa storia ha già distolto pure troppo dai (troppi e troppo gravi) problemi reali… speriamo se ne arrivi presto alla fine!
Il 1 Febbraio 2010 alle 12:16 pv21 ha scritto:
Una cosa è assolutamente sicura. Il Premier ha fatto entrare notte tempo e si è intrattenuto “molto cordialmente” con soggetti a lui del tutto sconosciuti (sono sue parole). Nessuno lo ha costretto. Alla Magistratura il compito di scoprire eventuali mandanti occulti. A noi registrare la “vulnerabilità” del premier. (=> //forum.wineuropa.it )
Il 1 Febbraio 2010 alle 20:46 indigesto ha scritto:
Beh pv21, è una vulnerabilità di cui la natura ci ha fornito, senza..distrarsi! Non risulta che abbia stornato fondi o concesso favori. Quella si che è vulnerabilità!
Il 2 Febbraio 2010 alle 17:11 nicksergio ha scritto:
fino ad oggi la procura di Bari ha sempre smentito tale in chiesta…forse il giornalista di Panorama è più informato dei fatti dei magistrati….che B. frequentasse puttane e minorenni non è notizia che neanche i giornalisti più pronti alla genuflessione(Vespa,Minzolini)possono negare;per distogliere l’attenzione dal fatto di avere un premier sessuomane mò Panorama(giornale di famiglia)si inventa questo scoop…
Il 3 Febbraio 2010 alle 13:30 davidkriket ha scritto:
Sarebbe utile far sapere che la Daddario ha mentito anche da Santoro, visto che in quella trasmissione la stessa ha spudoratamente dichiarato che Berlusconi “sapeva” della sua vera “professione”, mentre invece, sia nell’intervista rilasciata alla Sarzanini e sia nelle registrazioni “portate a casa” dalla stessa Daddario, appare chiaro che la prostituta si era presentata al Presidente del Consiglio sotto FALSO NOME e come IMPRENDITRICE.
Il 3 Febbraio 2010 alle 13:32 davidkriket ha scritto:
e sarebbe UTILE anche sapere come mai il Sindaco Emiliano non ha ancora fatto demolire l’ecomostro costruito abusivamente con i soldi “AL NERO” della prostituta.
Il 4 Febbraio 2010 alle 00:56 marcomaldo ha scritto:
Salve a tutti,intanto dichiaro di essere un elettore del PDL,ma questo non mi impedisce di dire quello che penso a proposito di escort,storie di letto di Berlusconi,ecc….Io mi chiedo ma perche’ tutti non la paintiamo di stsre dietro a queste io le chiamero’ “Menate”,benissimo biasimo il Premier per le sue avventure che dovrebbero essere molto private e rese troppo pubbliche,pero’ ci rendiamo conto che dando sempre piu’ spazio a questi “Problemi” che per me non lo sono….cosi’ facendo diamo la possibilita’ di avere un alibi a chi dovrebbe risolvere i veri problemi dell’Italia? A buon intenditor… Saluti Marco di Pistoia
Il 10 Febbraio 2010 alle 13:51 Panorama in edicola - n°06/2010 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:
[...] L’editoriale di Giorgio Mulè L’arcitaliano di Giuliano Ferrara Cane sciolto di Vittorio Feltri Fuori porta di Bruno Vespa L’europeo di Sergio Romano [...]
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