Rossella: Ho tradito il mio primo amore con Julianne Moore

di Carlo Rossella

Ci si può innamorare di un’attrice senza conoscerla mai, avendola vista solo sullo schermo. Mi accadde in gioventù con Hedy Lamarr. La vidi per la prima volta nel 1949 in Sansone e Dalila. Poi nel 1951, e avevo 9 anni, nell’Avventuriera di Tangeri. Un giorno lessi di un suo film, Estasi, del 1933, dove appariva nuda, il primo nudo del cinema.
Correva l’anno 1960. Cercai quelle immagini. Le trovai nel 1966, in una cineteca di Vienna. Hedy Lamarr era, come mi ha ricordato giorni fa Gianluigi Rondi, decano dei critici cinematografici italiani, la più bella del suo tempo, un tempo di vere bellezze.

Era chic e sexy ma non vamp. Nella vita e al cinema non mi sono mai piaciute le vamp, quelle che ti sbattono il loro corpo in faccia, ti schiacciano coi seni, ti fanno secco con l’invadenza erotica. Ho sempre preferito le tipe alla Hedy Lamarr, il mio primo amore.  Amore che ho tradito.
Oggi c’è un’artista che mi sconvolge, mi turba, mi intriga. Quando la vedo sullo schermo, sento un tuffo al cuore. Origini scozzesi, colta e snob, la donna dei sogni ha capelli rossi, pelle bianchissima, statura media, corpo flessuoso, terza di seno. Mi sono appassionato, e molto, a lei l’anno scorso alla Mostra del cinema di Venezia, quando l’ho rivista recitare a fianco di Colin Firth in A single man, Un uomo solo, lo straordinario film di Tom Ford. Lei è Julianne Moore, 49 anni. Per guardarla e riguardarla nella parte di Charley, la fedele amica dalle illusioni spezzate del sofisticato professore gay George Falconer, ho rivisto il film varie volte. Ma non avrei mai pensato di trovarmi un giorno, all’improvviso, davanti alla donna dei miei sogni.

Tutto ciò è successo domenica 17 gennaio a Los Angeles, nella serata dei Golden globe. Nel girovagare da un tavolo all’altro mi avvicino senza accorgermene a quello di Tom Ford. Il regista si alza, mi saluta. Mi congratulo per il suo film e l’ineguagliabile eleganza. Noto la lucentezza delle scarpe. Ed è proprio abbassando lo sguardo sui piedi di Ford che capito su una schiena nuda e candida, maculata di piccole deliziose lentiggini, un collo perfetto sul quale si appoggiano capelli rossi e due smeraldi che pendono dalle orecchie.

La donna si alza, si volta, mi fissa con gli occhi verdi. È Julianne Moore. Sul tavolo ci sono una bottiglia di champagne e un budino al cioccolato a forma di seno, ancora intatto. Un tonfo al cuore, lo sguardo fisso per un attimo, un baciamano, un sorriso, quattro parole di presentazione. Mi prende in simpatia, mi parla dell’Italia e della sua voglia di tornare a Roma. Ma le luci si abbassano, il presentatore appare sul palco, tutti si siedono e devo correre al mio posto, a un tavolo poco lontano, seduto accanto a Mike Tyson.

«Era meglio Julianne» mi dice ridendo Tyson che mi aveva visto con lei e Ford. Spero che sia premiata come migliore attrice ma resto deluso. La vedo bere champagne, come Charley nel film. Alla fine si alza e sotto i riflettori il suo abito nero lungo di Balenciaga è il più bello di tutti. La perdo di vista nella frenesia dell’uscita. Piove a dirotto e tutti corrono per andarsene al più presto. Goodbye Julianne.

Commenti

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Il 3 Febbraio 2010 alle 19:00 nicksergio ha scritto:

ma che cosa ci frega delle passioni di uno prono al potere come Rossella?evitate queste cazz…. in futuro ,le trovo patetiche.p.s. spero che Tyson l’abbia gonfiato….

Il 10 Febbraio 2010 alle 13:52 Panorama in edicola - n°06/2010 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:

[...] visionario di Marco Giovannini FENOMENI POP Arrivano gli italoamericafoni di E. Suban VITA VISSUTA Ho tradito il mio primo amore con Julianne Moore di Carlo Rossella VISTI E [...]

Il 4 Luglio 2010 alle 03:07 jaddicted ha scritto:

io oggi ho visto 2 film con Julianne Moore.. e sono rimasta travolta.. è incantevole..e bravissima! da lasciare senza parole..

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