Rossella: Ma la tecnologia non dovrebbe semplificare la vita?

di Carlo Rossella

Può capitare di aprire uno scatolone nascosto da qualche parte in casa. E di vederlo riempito di centinaia di libretti di istruzioni per l’uso di elettrodomestici, telefoni, telefonini, computer. Volumetti intonsi, appena guardati, vista la loro totale incomprensibilità e illeggibilità.

Io non ho mai sopportato i manuali, le indicazioni sui pulsanti da schiacciare, le funzioni e i menu dei dvd, le istruzioni per l’uso dell’allarme di casa o per far funzionare le casseforti elettroniche degli alberghi. E che dire dei telecomandi complessi della tv via satellite che, quando si blocca qualcosa, non sai a che santo rivolgerti. Non so manovrare nemmeno l’automatismo che regola l’innaffiamento artificiale del mio giardino.

Quando sono nei guai e non c’è mia moglie, chiamo i tecnici. Capita talvolta che la voce gentile di un venditore di telefonini, computer, fotocopiatrici, mi dica: «Provi a guardare sul libretto di istruzioni». Ma è proprio qui che mi perdo, nella incomunicabilità con il linguaggio settoriale, gli schemi, i disegni, le funzioni in neretto, i percorsi guidati sul display del telefonino o sullo schermo del computer. Sulla tecnologia che mi circonda, e della quale non posso più fare a meno, dispongo solo di notizie elementari, che mi permettono l’indispensabile, ma guai alle complicazioni. Mi lasciano interdetto e mi sento male.

Ancora peggio se tali situazioni di impotenza capitano negli alberghi. Allo Hyatt di Shanghai ho dormito con le luci accese perché non sono riuscito a manovrare il display digitale con indicate, lampada per lampada, il tono della luce e la posizione verso la quale operare. In Giappone, fra Kyoto e Tokyo, ho avuto difficoltà con i bagni completamente telecomandati. Non sono mai riuscito a chiudere il tappo dell’acqua, ho regolato alla meno peggio la temperatura della doccia, ma mi sono scontrato con il riscaldamento autonomo del cosiddetto asse del water. Per un drammatico gioco del destino non sono mai riuscito a far scendere la temperatura rischiando di ustionarmi il fondo schiena.

Al Peninsula di New York la scoperta del funzionamento della tv l’ho potuta fare solo dopo l’intervento di una gentile cameriera polacca. A Saint-Tropez, ogni volta che arrivo in una delle case che affitto, ho sempre il maledetto problema dei canali tv italiani e del complicatissimo contatore risparmia-energia in uso in Francia.

A consolare le mie frustrazioni c’è il fatto di non essere la sola vittima della complessità delle reti tecnologiche che mi circondano. Molti uomini e donne sono nella mia stessa condizione, tanto che se ne è occupato in un articolo perfino The New York Times. Del rapporto fra semplicità e complessità nella vita della gente hanno parlato anche i cervelloni dell’economia del World economic forum di Davos.

Di fronte a un universo complesso si sente la necessità di disegnare e fabbricare prodotti semplici, con istruzioni ridotte al minimo indispensabile. Steve Jobs lo ha capito per primo. Alle leggi della semplicità ha dedicato un bel saggio lo scienziato giapponese John Maeda (tradotto in Italia dalla Bruno Mondadori editore). È un manuale indispensabile per rendere più semplice la vita di tutti. Anche degli orchi complessi che scrivono i manuali di istruzione che io e tanti altri né capiamo né leggiamo.

Commenti

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Il 9 Febbraio 2010 alle 18:04 gifo ha scritto:

Condivido pienamente quello che dice Carlo Rossella: i libretti per le istruzioni riuscono a superare in malvagità persino le istruzioni del vecchio modello 740 e di quelli che lo hanno seguito (anni fa un presidente della Repubblica, non ricordo con precisione quale, defini il linguaggio di quelle istruzioni “lunare”). Io però, come si dice nella mia città di Viterbo, sono “tignoso”, ovvero più testardo di un asinello sardo. Allora appena ho portato a casa il nuovo elettrodomestico, più o meno tecnologico, mi faccio del male e mi metto a leggere con attenzione maniacale le ineffabili istruzioni. Il problema più frequente è abbinare il testo, ad esempio a pagina 3, con la raffigurazione di un determinato pulsante (che mi sta facendo “santiare” come un carrettiere del ‘900 nella peggiore bettola) che si trovi minimo minimo 10 pagine dopo. Come ogni neofita che sta disperatamente cercando di capire la funzione di quel pulsante l’ideale sarebbe, come per le traduzioni, un testo a fronte. Mi spiego: a pagina 7 trovo il testo che raffigura un certo pulsante, che fa una certa cosa; ebbene a fianco nella stessa pagina pretendo di trovare un’immagine bella grande, anche per un occhialuto come me, che me lo mostra in grande evidenza. Bah forse è solo un bel sogno. Comunque la capa tosta mi aiuta spesso e alla fine, tra un santione e l’altro, riesco a capire tra l’80 e il 90% delle tremende ISTRUZIONI PER L’USO. Coraggio dr. Rossella per capire le istruzioni della prossima diavoleria che comprerà si faccia aiutare da un nipote o altro parente giovane, con gli occhi buoni e soprattutto avvezzo alla moderna tecnologia (poi magari non si ricorderà il nome di battesimo del nostro Leopardi, ma tant’è).
Simpaticamente.
Giovanni Fonghini

Il 10 Febbraio 2010 alle 16:27 mipari ha scritto:

x fumagalli ogni volta che leggo le tue risposte mi sembri il padre eterno semplicemenye va a caga non offenderti il primo che spara sei sempre tu

Il 10 Febbraio 2010 alle 22:21 mipari ha scritto:

:) :)patience et longeur de temps verra il momento rossicio

Il 11 Febbraio 2010 alle 09:03 mipari ha scritto:

bella mi piacerebbe dialogare un po con te onnestamente senza nero tu rosso io o viceversa se ti va ecco la mia email armpa5@libero.it
ciao Antonio

Il 14 Febbraio 2010 alle 17:41 Panorama in edicola - n°07/2010 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:

[...] diventa virtuale PUNTATE 2.0 Quando è il gioco a fare tombola di Massimo Castelli VITA VISSUTA Ma la tecnologia non dovrebbe semplificare la vita? di Carlo [...]

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