Mulè: Verità su Bertolaso, senza perdere tempo

Di nemici Guido Bertolaso ne ha accumulati parecchi. Ha fronteggiato emergenze e calamità di ogni genere, molto spesso è stato l’uomo nel quale tutta l’Italia si è orgogliosamente riconosciuta quando l’abbiamo visto sui luoghi delle tante tragedie. Se in televisione vediamo aggirarsi Bertolaso, stiamo tutti più tranquilli, significa che la situazione è sotto controllo. Lo vogliamo dire? È un po’ come Superman: arriva lui con su la felpa della Protezione civile e la nostra ansia si placa. Perché è pratico: odia le chiacchiere, va al sodo e dice pane al pane. Proprio per questa sua straordinaria capacità di risolvere problemi e, nello stesso tempo, di essere impietoso su responsabilità e negligenze si è attirato i non pochi nemici di cui sopra.

Saranno gli stessi che adesso, dopo gli arresti di mercoledì 10 febbraio per l’inchiesta sui lavori per il G8 alla Maddalena in cui Super Guido è indagato per corruzione, non mancheranno di attaccarlo senza pietà. Leggerete così di un funzionario che si era allargato e che anzi stava tentando di allargarsi ancora; di un servitore dello Stato che si era assicurato la gestione di milioni di euro in nome delle costanti emergenze di cui l’Italia è piena. Emergenze che gli consentivano di maneggiare straordinarie somme di denaro in barba ai controlli fissati dalla normativa (quella per intenderci che dopo 42 anni non è stata in grado di ricostruire il Belice). Peggio: che assegnava appalti e lavori pubblici in nome di aderenze politiche o di chissà quali giri di amicizie più o meno inconfessabili. Andrà in onda, in breve, un tentativo di demolizione della persona. Che è già iniziato da alcuni mesi attraverso sapienti e mirate campagne intorno alla Protezione civile e, ovviamente, al suo capo.

La speranza è che, per una volta, si riescano a distinguere i ruoli e le responsabilità. Che la magistratura accerti, senza perder tempo e anzi con celerità, chi eventualmente ha sbagliato. Ma neanche stavolta è accettabile il sospetto delle inchieste a orologeria. Chi ha buttato nell’agone politico questo macigno ha quindi un dovere: sbrigarsi. Esattamente come ha fatto lui offrendo immediatamente le sue dimissioni (respinte dal governo) per essere interrogato al più presto e chiarire tutto. Suggeriamo a chi indaga di applicare il suo metodo: poche chiacchiere e molti fatti.

Commenti

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Il 12 Febbraio 2010 alle 20:11 pv21 ha scritto:

Come direbbe Fiorani (quello dell’Antonveneta) niente avrebbe potuto fare Bertolaso senza il benestare del capo. Cominciamo a distinguere il soccorso ai terremotati aquilani dal capitolo G8-realtà contro reality che parte dalla Maddalena e si riproduce in altri appuntamenti calendarizzati. Bertolaso è o non è responsabile di come si è mossa la Protezione Civile? La magistratura dispone della LEGENDA per un delitto tutto da vagliare. Prima fa e meglio è per tutti.
http://forum.wineuropa.it

Il 15 Febbraio 2010 alle 13:25 gratis ha scritto:

Non credo che Bertolaso c’entri un bel niente, siamo alle solite di attacchi giudiziari indiretti al Premier.

Non possono colpire lui e lo colpiscono indirettamente togliendogli personaggi efficaci nella loro azione.

Berlusconi di Bertolaso aveva detto che si meritava un Ministero, figuriamoci se non lo azzannavano subito al poveraccio!

Il problema è il sistema giudiziario che abbiamo e la deriva dei giudici fuori dai loro confini di correttezza.

Visto che si parla di riforma della giustizia direi di designare un gruppo specializzato di giudici solo per i casi dell’amministrazione pubblica, in modo da evitare tutte queste interferenze e caccia alle streghe.

In pratica quello che fa il nostro sistema giudiziario non è interessarsi della malavita, ma dare del malavitoso ai vari amministratori della funzione pubblica.

Indubbiamente dei casi ci sono, ma inventarse alcuni per fare notizia e scandalo da parte di chiunque voglia indirizzarsi in questo genere di fatti, è troppo.

Per questo occorre creare una magistratura a parte solo per i reati amministrativi e non rendere possibile passaggi da una sezione all’altra della magistratura ai magistrati.

Il 15 Febbraio 2010 alle 18:19 Panorama in edicola - n°08/2010 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:

[...] L’editoriale di Giorgio Mulè L’arcitaliano di Giuliano Ferrara Cane sciolto di Vittorio Feltri Fuori porta di Bruno Vespa L’europeo di Sergio Romano [...]

Il 15 Febbraio 2010 alle 19:56 giosinoi ha scritto:

Una cosa è certa: con Bertolaso non mi sento affatto più tranquillo, ma solo più povero.
Come del resto con Berlusconi, il vs. datore di lavoro

Il 15 Febbraio 2010 alle 21:01 paolocolombati ha scritto:

Sono convinto che, se la legge consentisse di far pagare un magistrato che sbaglia alla stregua di un medico o di chirurgo, Bertolaso non sarebbe indagato.

Mi auguro che su questa vicenda si vada sino in fondo rapidamente e che la misura dei risarcimenti per Bertolaso abbia come metro quello usato per i risarcimenti ai magistrati.

La mia convinzione e il mio augurio la dice lunga sull’impellente necessità di una riforma della giustizia a 360 gradi: partendo dalla riforma de CSM, e in particolare della sezione disciplinare.

In caso contrario vedo un serio pericolo per la democrazia. Il rischio consiste nel fatto che un caporale alzi la voce, e la gente, esasperata, lo segua. Come la Storia insegna!

Paolo Colombati

Il 16 Febbraio 2010 alle 10:48 dinmau ha scritto:

Era nell’aria! Bertolaso si era permesso di criticare gli americani, era stato annunciato il suo eventuale incarico a Ministro….le invidie si sono scatenate! Da mettere in conto le prossime elezioni e le difficoltà dell’opposizione, gli elementi scatenanti ci sono tutti. Gli italiani che stanno a guardare, quelli che la politica la subiscono, non ci stanno a questo linciaggio del MIGLIORE. Cosa importa se il sistema Bertolaso non è ancora perfetto; è meglio qualche difetto correggibile oppure l’inerzia colposa degli anni passati? Per chi sperava nel cambiamento, non ci sono dubbi….per gli altri, gli avvoltoi che si nutrono di ingiustizie, furbizie politiche e parassitismo, questo scivolone è come il “cacio sui maccheroni”. Attenti però, sarà più difficile manovrare il “popolo bue” che bue non lo è più nemmeno tanto!

Il 16 Febbraio 2010 alle 18:53 nicksergio ha scritto:

che bel panegirico del super B!per ora si presume che sia un puttaniere come il suo mentore;di corruzione e procedure disinvolte con aziende familiari si parla da 1-2 anni ed è troppo facile dire ,non sapevo,non mi sono accorto di niente…sui sistemi di B. posso riferire aneddoti campani di sicura provenienza:di funzionari troppo lenti nel recepire le direttive di B minacciati di sardegna senza ritorno,di amanti casertane promosse senza titoli in riunioni con dirigenti superiori…

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