Romano: Sono un rischio le sanzioni all’Iran

Durante il suo viaggio nel Golfo Hillary Clinton ha detto a un gruppo di studenti dell’università americana di Doha che il potere a Teheran sta cadendo nelle mani delle guardie della rivoluzione islamica. «Ecco come noi vediamo la situazione. Vediamo un governo iraniano (leader supremo, presidente della repubblica, parlamento) che viene “supplanted” (soppiantato, rimpiazzato) e un paese che sta diventando una dittatura militare». È molto probabile che il segretario di Stato americano abbia ragione e che sia questo, per l’appunto, lo sbocco della crisi iniziata con le elezioni della scorsa estate. L’ayatollah Ali Khamenei manterrà le sue funzioni e Mahmoud Ahmadinejad sarà ancora presidente della repubblica. Ma i vincitori, alla fine della partita, saranno le milizie paramilitari dei «pasdaran» e dei «basiji».

Sono figli della rivoluzione del 1979, ma soprattutto veterani della guerra Iran-Iraq. Quando sono tornati dal fronte, nel 1988, hanno ottenuto dal governo la gestione di alcune grandi imprese e controllano oggi una buona parte dell’economia nazionale. Ma a loro non basta: vogliono uscire dall’ombra, mandare a riposo i vecchi ayatollah ed esercitare il potere alla luce del sole.

Non metteranno in discussione i principi fondamentali della Repubblica Islamica e continueranno a governare la società in nome del Corano. Ma la sharia, nelle loro mani, sarà soprattutto un manuale di polizia, uno strumento per meglio esercitare il potere, combattere la dissidenza, controllare il paese. Sul piano istituzionale il loro modello, con tutte le differenze del caso, è la repubblica turca creata da Kemal Atatürk prima che il governo di Recep Tayyp Erdogan cominciasse a estromettere i militari dal controllo della cosa pubblica.

Dopo avere previsto l’avvento di un nuovo Iran governato dai pasdaran e dai basiji, Hillary Clinton ha dichiarato che gli Stati Uniti non gli permetteranno di diventare una potenza nucleare. Occorre dunque un’azione militare? No. Clinton non lo dice esplicitamente, ma sa (lo ha detto in altre circostanze il segretario alla Difesa Robert Gates) che un raid aereo contro i siti nucleari iraniani ritarderebbe soltanto di pochi anni i progressi del paese e potrebbe avere incalcolabili conseguenze sulla stabilità della regione. La migliore risposta possibile, quindi, è un piano di sanzioni severe e punitive a cui dovrebbero concorrere tutti i paesi della regione.

Tuttavia, fra queste affermazioni del segretario di Stato e la sua analisi sul futuro del regime esiste purtroppo una potenziale contraddizione. Per i pasdaran e per i basiji, l’isolamento dell’Iran non è una minaccia ma un vantaggio. Sono riusciti a boicottare l’accordo sul parziale arricchimento all’estero dell’uranio iraniano perché i migliori rapporti dell’Iran con l’Occidente avrebbero nuociuto ai loro progetti e frustrato le loro ambizioni. Non vogliono accordi. Vogliono un paese isolato e divorato dalla febbre nazionalista a cui sia possibile dire ogni giorno che le potenze imperialiste sono decise a circondarlo, assediarlo, privarlo del diritto di avere ciò che ad altri (Israele) è consentito possedere.

Le previsioni di Hillary Clinton sono fondate, ma se vogliamo davvero evitare che esse si realizzino, l’arma delle sanzioni è probabilmente destinata a sortire l’effetto opposto. Fornirà alle milizie paramilitari l’occasione per sostenere che i dissidenti sono la quinta colonna del nemico nel mezzo della società iraniana e che ogni pubblica manifestazione è un tradimento.

Commenti

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Il 2 Marzo 2010 alle 17:37 nhico ha scritto:

Forse le sanzioni saranno un rischio, ma è il male minore.

Il 3 Marzo 2010 alle 00:33 erik36 ha scritto:

Sono a rischio, il viaggetto in sud America della Hillary si è messo male, la risposta è picche è sìè beccata in faccia due rogne: Malvinas e Honduras, a quelli intreressano di più, con l’Iran ci lavorano, mica son scemi come il nostro in Israele.

Il 7 Marzo 2010 alle 21:22 jane55 ha scritto:

L’azione militari destabilizzerebbe troppo la regione, e non si sa quali ne sarebbero le conseguenze destabilizzanti a livello internazionale.L’idea delle sanzioni e’ giusta, ma vanno applicate, e soprattutto, ho l’impressione, che molti governi occidentali a parole condannano l’iran, ma in effetti chiudono un occhio sui fatti e fattacci del regime.Insomma a parole si condanna, ma nel concreto si trattano affari economici con l’integralismo iraniano.

Il 8 Marzo 2010 alle 00:04 erik36 ha scritto:

Innocente jane55, hai saputo degli effetti democratizzanti in Iraq? Sai che già dopo la prima, di padre Bush i pascoli furono inquinati dagli ordigni radioattivi che non colpivano solo gli ovini ma pure i civili. Con la seconda ondata del figlio Bush arrivarono nelle città. Questo è un crimine contro l’umanità e gli USA vogliono distruggere pure gli iraniani nello stesso modo, silenziosamente minano la specie sotto il nome di una falsa democrazia, sono nazisti nel DNA, fa che non prendano il sopravvento, toccherà pure a te, prima o poi, se sei giovane, io me la posso cavare, sono vecchio li frego prima ma prima di andarmene voglio che la verità si sappia, non la mia, quella che si ha sotto gli occhi, basta aprirli.

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