Mulè: Le convergenze parallele

Ma dove vogliono arrivare? Sono settimane che assistiamo a un martellante passo di scarponi chiodati e a un ridondante tintinnio di manette. Sono settimane che vediamo le procure in marcia verso il potere e contro il potere. Ha cominciato Firenze, con l’inchiesta di 20 mila pagine sulla Protezione civile. Poi è arrivata quella di Roma con un’indagine, ancora più spettacolare, che rischia di travolgere Fastweb e far tremare Telecom. E mentre ancora ci si sbalordisce di fronte alla gravità delle accuse rivolte contro manager e uomini politici implicati in un riciclaggio miliardario organizzato nientemeno che dalla ’ndrangheta, ecco il tambureggiare di altre indagini e di altri provvedimenti clamorosi. È in marcia la procura di Milano, sicuramente lo sono anche Napoli e Palermo. Dove vogliono arrivare? Come mai inchieste che covano da anni esplodono tutte in questo uggioso febbraio, come se ci fosse un piano, un accordo, una strategia? Siamo di fronte a un attacco concentrico contro Palazzo Chigi? Certamente siamo di fronte – ricordate il raffinatissimo sofisma inventato da Aldo Moro? – a nuove, pericolosissime, convergenze parallele.

All’epoca di Tangentopoli, e oggi che molti ne invocano il bis, i protagonisti sono sempre i giudici. Agiscono in nome della legge e sono indipendenti, dicono. Sì, ma indipendenti rispetto a che cosa? Non certo al potere politico: lo dimostrano le numerose presenze in entrambi gli schieramenti, e lo dimostra soprattutto l’ultima scelta dell’Italia dei valori (guidata da due ex magistrati) che, come rivelato da Panorama, ha deciso di candidare in Puglia un pubblico ministero della procura di Bari impegnato fino all’altro ieri in inchieste sull’ex governatore Raffaele Fitto.

Non sono indipendenti nemmeno rispetto ai cosiddetti poteri forti. Se si vanno a spulciare le 20 mila pagine dell’inchiesta di Firenze, c’è da rabbrividire: le intercettazioni rivelano contiguità e compromissioni che coinvolgono toghe di ogni genere e di ogni livello. Lì la complicità col potere economico e finanziario è palmare, ma le reazioni, le indignate reazioni a tanto fango sono state, come al solito, pressoché inesistenti. I sempre attivi e loquaci membri del Consiglio superiore della magistratura se ne stanno quieti e zitti, come i guardiani dell’Associazione nazionale magistrati che, ancora una volta, davanti allo scandalo della «cricca togata» hanno preferito girare lo sguardo dall’altra parte e non catoneggiare.

Se questione morale c’è, bisogna cominciare a dire che la questione morale riguarda anche e soprattutto i magistrati. Sono loro i primi ad avere tradito il sistema. Chi in maniera spudorata, vendendosi o mettendosi al servizio di imprenditori senza scrupolo, altri magari per rifarsi il balcone di casa.

Le nuove convergenze parallele nascono perché ogni procura e ogni magistratura avverte in questo momento un bisogno di tutela e di salvaguardia. Sulla Protezione civile il governo ha dimostrato di avere accusato il colpo e, sull’onda degli arresti, ha pensato di ritoccare la legge che voleva trasformare il servizio affidato a Guido Bertolaso in una più efficiente società per azioni. Lo stesso effetto potrebbe verificarsi, adesso e nelle prossime settimane, sulle riforme che riguardano la giustizia. E siamo alle convergenze. Non sono stati i magistrati, quando si inaugurava l’anno giudiziario in gennaio, a mettere su un carosello di proteste contro ogni progetto di ammodernamento, contro ogni ipotesi di ridimensionamento dei loro poteri e dei loro privilegi?

Il fiorire di inchieste, che il caso vuole vengano a maturazione a un mese esatto dalle elezioni, costituisce di fatto un altolà proprio a queste riforme. L’opposizione troverà ancora una volta pane per i propri denti nel cavalcare con la parte della magistratura che non accetta alcuna revisione del proprio status quo e l’argomento utilizzato sarà proprio quello delle tante, tantissime inchieste avviate da un capo all’altro dell’Italia: si sosterrà che si vuole mettere la mordacchia ai pubblici ministeri, che si vogliono riportare indietro le lancette del tempo; arriverà il solito Pierino a rispolverare l’immancabile riferimento alla P2 e al piano di gelliana memoria. Si dirà che le intercettazioni telefoniche sono vitali per l’accertamento della verità e che quindi sarebbe un omicidio della giustizia già soltanto discutere di una loro limitazione. Che non si parli nemmeno di evitare lo sputtanamento generalizzato, con la pubblicazione indiscriminata sui giornali, perché sarebbe un attentato alla libertà di stampa. E la stessa litania sarà replicata anche per l’annunciata riforma dell’immunità parlamentare perché, sull’onda delle pentole scoperchiate in questi giorni, si dirà che la «casta» cerca un passaporto per l’impunità.

Grazie a Dio, il 1994 è molto lontano. Sedici anni dopo, è lecito attendersi che molti di coloro che all’epoca subirono i diktat di una magistratura legata a doppio filo all’unica parte politica che si salvò dalla macelleria giudiziaria respingano le pretese di immobilismo. Non per cercare rivincite che nessuno vuole. Ma per tentare di fare finalmente progredire questo Paese. L’eccesso di giustizia, dicevano i padri della giurisprudenza, produce solo malagiustizia. Come la marcia chiodata delle procure.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 1 Marzo 2010 alle 20:45 erik36 ha scritto:

Mulè, hai paura che arrivino anche a te? l’idea che siano state sommerse da più di 10 anni non ti viene? E se si fossero rotti gli argini o le barriere? Sai , l’acqua sale e quando le palle sono piene possono anche scoppiare, il guaio è che non abbiamo carceri sufficienti.

Il 2 Marzo 2010 alle 16:46 nhico ha scritto:

Nell’amministrazione della giustizia ci vuole innanzitutto buonsenso, che è figlio dell’imparzialità, ma, come molto spesso ci capita di essere testimoni impotenti, certi giudici, quelli che sono riusciti ad imporsi nel Csm e nell’Anm, da un paio di decenni a questa a questa parte, sanno coltivare solo l’antiberlusconismo. E sotto l’effetto di questa droga sintetica, a loro piacimento, spostano il bilancino sull’asta della stadera giustizialista. Un obbrobrio senza fine. Ma quello che è peggio, quello che è ancora molto peggio, e che sta divorando lentamente la democrazia in Italia, è che l’unica funzione istituzionale in grado di fermare questa deriva eversiva, il capo dello Stato Napolitano, non muove un dito. Ma cosa deve fare un giudice più di manipolare il momento di nascita di un reato al fine di allontanarne la prescrizione costituzionalmente ammessa, o di dettare l’agenda del Consiglio dei Ministri, o di inventarsi reati al solo fine di finalmente potere macellare l’odiato nemico politico, o di impedire libere elezioni, per ricordare solo le ultime primizie di questa malapianta, prima di essere fermato?

Il 3 Marzo 2010 alle 00:08 erik36 ha scritto:

Non mi risulta che nella Costituzione is parli di prescrizione, che si a stata dimezzato il peiodo si, da Berlusconi. Come già detto, il marciume fu tenuto sommerso per decine di anni, se ora le dighe e gli argini stanni cedendo, non è la democrazia ad essere in pericolo, anzi, tagli alle forze di polizia, magistratura, istruzione, processi da non fare, intercettazioni da abolire, tutte cose che preludono alla dittatrura della delinquenza.

Il 3 Marzo 2010 alle 20:21 indigesto ha scritto:

Dicono che i Giudici sono cittadini come gli altri e godono degli stessi diritti. Direi che sono qualcosa in più: cittadini deputati a giudicare altri cittadini. E questo li pone in una condizione particolare, quella di non poter essere condizionati. Oltre ai privilegi dovrebbero essere sottoposti anche a restrizioni. Non dovrebbero poter accedere alla carriera politica, non dovrebbero poter contrarre debiti, o, meglio, dovrebbero avere un istituto bancario apposta per loro ( sono difatti troppi i giudici che corrono in soccorso delle banche anche quando non ne sono direttamente clienti. Le banche, si sa, sono il motore del malaffare e della corruzione)e soprattutto non rilasciare interviste o comunque mettersi in mostra, etc etc. Forse con queste premesse diventeremmo un paese normale.

Il 3 Marzo 2010 alle 22:47 nicksergio ha scritto:

urgh….se ci sono scandali molteplici che coinvolgono il Pdl di chi è la colpa?di politici nefandi,che corrompono e si fanno corrompere o dei magistrati che li mettono sotto inchiesta?il teorema del complotto fa ridere i polli e grazie a dio,lo scandalo bertolaso ha evitato che la protezione civile diventasse un organo di potere senza controllo economico e politico più di quello che sia adesso…un pò di decenza….

Il 3 Marzo 2010 alle 23:25 erik36 ha scritto:

Han già privatizzato l’esercito, l’acqua, tra un po’ privatizzeranno pure la magistratura. Viva il partito della libertà a delinquere.

Il 4 Marzo 2010 alle 21:22 attenzione ha scritto:

http://forum.panorama.it/showt.....post194902

TUTTO IL SISTEMA ELETTORALE ITALIANO E’ DA RIFARE IN QUANTO E’ ANTICOSTITUZIONALE.

Il 4 Marzo 2010 alle 21:26 attenzione ha scritto:

Parlamentari & Senatori:

espatriati al Polo Sud con 1 solo Antonov An-225 Mriya , viaggio di solo andata.

Il 6 Marzo 2010 alle 10:19 erik36 ha scritto:

Alessandro, non è già abbastanza inquinato il polo sud? Mandiamoli sulla Luna, sollecitando i cinesi a darsi da fare, visto che gli USA non ci arriveranno più.

Il 6 Marzo 2010 alle 17:22 pv21 ha scritto:

Quando si superano (Ordinanze) e si riscrivono (Decreti) le regole del gioco allora si da spazio a inconfessabili rapporti e loschi affari. Poi arriva il Giudice e si grida al complotto. Quanto a lungo gli italiani sopporteranno certi insulti alla loro intelligenza? Quanto a lungo accetteranno i silenzi sulla crisi economica? Una ripresa tanto lenta e discontinua che pesa come SE FOSSE STAGNAZIONE.
http://forum.wineuropa.it

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter
  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!