Nella lunga vicenda del nucleare iraniano esiste una specie di tribunale arbitrale, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), a cui è stato affidato il compito di accertare che i programmi dei singoli stati corrispondano alle loro dichiarazioni e ai limiti fissati dal trattato di non proliferazione. Il suo direttore è stato per molti anni un egiziano, Mohammed el-Baradei, vincitore nel 2005 del Nobel per la pace. Non credo che Washington sia stata sempre soddisfatta del modo in cui svolgeva le sue funzioni. George W. Bush avrebbe preferito che l’Aiea desse una mano alla politica americana denunciando con maggiore vigore le mezze bugie e le mezze verità del regime degli ayatollah. Ma el-Baradei non aveva dimenticato la crisi irachena, alla vigilia della guerra del 2003, quando gli Stati Uniti chiedevano insistentemente all’agenzia di dichiarare al mondo che l’Iraq di Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa e che il conflitto, quindi, era giustificato.
L’autorità e la neutralità del direttore dell’Aiea, negli anni seguenti, furono proporzionali al discredito che colpì la politica di Bush quando fu chiaro che l’Iraq non aveva, al momento del conflitto, né armi chimiche né laboratori per la costruzione di ordigni nucleari. Oggi la situazione è cambiata. El-Baradei ha concluso il suo mandato ed è tornato al Cairo dove è stato trionfalmente accolto come il potenziale successore di Hosni Mubarak alla presidenza della repubblica egiziana.
A Vienna, dove ha sede l’Aiea, il nuovo direttore è un diplomatico giapponese, Ykiya Amano. Ex ambasciatore a Washington, ha dichiarato che un cittadino giapponese non può non essere risolutamente contrario alla proliferazione nucleare. È stato scelto con il gradimento degli Stati Uniti e sarà nei prossimi mesi una sorta di sorvegliato speciale, attentamente controllato da quanti si chiedono se il nuovo direttore dell’agenzia sarà nella vicenda iraniana un arbitro imparziale o un alleato degli Stati Uniti.
Amano ha dovuto passare un primo esame qualche giorno fa, quando l’autorità iraniana per l’energia nucleare ha comunicato all’Aiea che l’impianto di Natanz avrebbe cominciato a produrre uranio arricchito a un tasso inferiore al 20 per cento per il reattore sperimentale di Teheran. Pesando attentamente le sue parole Amano ha dichiarato di avere preso nota della notizia con preoccupazione «a causa delle conseguenze che la decisione potrebbe avere sui negoziati internazionali in corso per assicurare la fornitura di energia nucleare al reattore di Teheran». Intendeva dire che il governo iraniano sta rendendo più difficile una soluzione discussa e apparentemente concordata qualche mese fa: quella secondo cui l’uranio del reattore di Teheran sarebbe stato arricchito all’estero (Francia e Russia) e successivamente trasferito a Teheran.
Ma Amano si è affrettato ad aggiungere che l’agenzia è pronta a fare, nella questione del reattore di Teheran, la parte dell’intermediario. Ha deplorato la decisione iraniana, ma ha lasciato intendere che il tempo dei negoziati non è scaduto. Dietro questo «cerchiobottismo» non è difficile intravedere il disagio di un’agenzia che deve difendere la sua imparzialità, ma non può neppure ignorare le pressioni degli Stati Uniti. Barack Obama non chiede all’Aiea ciò che le chiedeva Bush prima della guerra irachena. Ma spera pur sempre di trovare a Vienna argomenti che giustifichino un consistente pacchetto di sanzioni contro l’Iran e gli permettano di superare le riserve russe e le obiezioni cinesi. Per ora Amano lascia intendere che l’Aiea preferirebbe negoziare.
- Lunedì 1 Marzo 2010























Commenti
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Il 1 Marzo 2010 alle 21:45 Romano: Cerchiobottismo verso l’Iran | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/opinioni/2010/03/01/romano-cerchiobottismo-verso-l%E2%80%99iran/ Posted by admin on marzo 1st, 2010 Tags: America, Estero Share | [...]
Il 2 Marzo 2010 alle 02:14 erik36 ha scritto:
Sergio Romano,le verità vanno dette tutte, altrimenti il cerchiobottaio sei tu. L’arricchimento iraniano, innanzi tutto è limitato al 20% e sotto controilli degli ispettori dell’Aeia. Ti risulta che siano anche nelle basi segrete USA e di Israle? Li progettano solo ordigni radioattivi, bombe al fosforo bianco e a grappolo, giocattoli per bambini vero? le palle le abbiamo o sai solo tirarle fuori con la bocca. Arricchito in Iran o all’estero che differenza fa. Hai presente che il G2 e Copenaghen andarono a monte per la pretesa USA di mettere naso in casa altrui ma non nella propria. Chi sono, anche loro il popolo autoeletto? La parzialità ti è sconosciuta, se cosi scendi dal trono, vali poco come credibilità.
Il 3 Marzo 2010 alle 18:45 indigesto ha scritto:
Arricchito in Iran o all’estero che differenza fa(?). Basta questo…! Forse è per capriccio..di bambini! visto che siamo alle bambinate!
Il 3 Marzo 2010 alle 22:46 erik36 ha scritto:
Gli ignoranti non sanno che per uso medico e terapeutico, si usa arricchito fino al 30%, per una atomica occorre superare il 90%, non è che metterne assieme 5 da 20 fa 100, sempre 20% rimane. Somaro
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