di Vittorio Feltri
Anche Gad Lerner si è accorto di non essere un marziano ma di avere i piedi ben piantati sulla terra e il sedere incollato alla poltrona. Sia benvenuto nel club della gente normale.
Quanto gli è capitato nei giorni scorsi probabilmente è noto, però merita lo stesso di essere riassunto. Gad da otto anni conduce su La7 un programma intitolato L’Infedele che va in onda ogni lunedì in prima serata. Gli ascolti non sono da capogiro, ma, tenuto conto dell’emittente (non è paragonabile per dimensioni ai colossi Rai e Mediaset), neppure da buttare: circa il 3 per cento. Nella vita bisogna sapersi accontentare. E il conduttore si contenta e gode, ma non sempre. Perché gli editori sono tutti abbastanza uguali e gradiscono i prodotti piccanti se si occupano di tutti tranne che di loro stessi.
Sicché, quando Lerner ha posto le premesse per allestire una puntata sullo scandalo (ancora da esplorare: per ora non si capisce nulla) Fastweb, cui sia pure di striscio è interessata Telecom, qualcuno gli ha segnalato che non era il caso. Sì, insomma, parlare di corda in casa dell’impiccato non è gentile, specialmente se il candidato alla forca ti dà lo stipendio.
Personalmente sono convinto che Telecom non c’entri nulla in questa storiaccia, e forse neanche Fastweb, ma questo è un altro discorso. Il problema è che Gad Lerner si è sempre presentato al pubblico più puro di Maria Goretti e nella circostanza teneva a confermare la sua verginità. Volentieri avrebbe dedicato un giro dell’Infedele al pasticciaccio brutto che tiene banco sui giornali.
Nel momento in cui è arrivato il niet dell’editore, chi si aspettava l’impuntatura di Gad è rimasto deluso, perché lui non ha rovesciato il tavolo minacciando «o qui si fa come dico io oppure andate al diavolo che mi trovo un altro posto». Col cavolo. Per arrabbiarsi si è arrabbiato, eccome se si è arrabbiato. Poi però si è calmato in fretta e ha abbozzato agli ordini superiori. L’Infedele si è trasformato all’istante in fedelissimo esecutore delle disposizioni dell’editore.
La cosa non sorprende né autorizza a criticare più di tanto lo scodinzolante conduttore. Semplicemente ci auguriamo che, in seguito al descritto episodio, Lerner si convinca definitivamente di non avere titoli per sfruculiare i colleghi che in situazioni analoghe si sono comportati come lui ora, rassegnandosi alla realpolitik aziendale.
Primum vivere, deinde philosophari. Ecco, lasci perdere la filosofia e vada avanti a fare il suo mestiere senza pretendere di insegnare ai colleghi ciò che lui stesso non sa o non riesce a fare, perché il padrone – a prescindere dalle sue simpatie e dalla sua estrazione culturale – è sempre il padrone e l’ultima parola è sua.
Vero. A noi professionisti dell’informazione, di fronte a un boccone indigeribile, resta la possibilità di non ingoiarlo. Ma il rifiuto comporta il sacrificio delle dimissioni, immediate e irrevocabili. Se non abbiamo la forza di scriverle e di consegnarle, perdiamo il diritto di impancarci a professori di giornalismo con la pretesa di bastonare le schiene curve di altri poveracci come noi.
Caro Gad, su con il morale. Siamo tutti sulla stessa barca. È già tanto riuscire a non farla affondare.
- Lunedì 8 Marzo 2010























Commenti
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Il 8 Marzo 2010 alle 18:25 pv21 ha scritto:
Passata è la tempesta, odo augelli far festa … Che bello tirare anche gli altri nella m..da. Quando serve anche gli insulti (all’intelligenza) sono il male minore. Ma tanto gli italiani hanno la memoria corta. Così pensa anche SB quando conta su un popolo che dimenticherà presto l’origine del decreto salva-liste e ricorderà solo gli oppositori che volevano togliere il diritto di voto. Un’altra pagina da aggiungere al DOSSIER ARROGANZA che è ormai il best seller di politica e stampa.
http://forum.wineuropa.it
Il 8 Marzo 2010 alle 18:53 L’opinione di Panorama 8 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Anche Lerner ha i suoi padroni [...]
Il 12 Marzo 2010 alle 21:49 indigesto ha scritto:
Forse l’Editore non ha compreso per tempo che Gad Lerner, nella trasmissione, non avrebbe parlato nè di Telecom e nè di Fatweb, ma che avrebbe trovato modo, dall’alto della sua arroganza, di tirarci dentro Bevlusconi, l’unico che gli dà veramente da campare, come a Santoro, quell’altro di Ballarò, la Dandini ed altri ancora, tutti della celebrata Ditta “Sinistra & c.”!
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