I radicali, oggi. I boniniani del post Pannella. L’impressione non particolarmente gradevole è che prosperino nel naufragio dell’opposizione di centrosinistra, non senza dare un’occhiata in giro, vedi mai si potesse tornare a vivacchiare nel gran circo della destra populista, magari istruendo una speciale «pratica Fini». Con Marco Pannella non era mai stato così, o solo così. Con quella leadership bestialmente incasinata, farfallona e profetica, morbosa e altamente retorica, c’era quel che si dice l’afflato. C’era un discorso al Paese, e al mondo, che legava socialmente, che aveva un’intenzione obliquamente religiosa, che faceva della secolarizzazione dei costumi un’ideologia e una pratica politica in grado di aprire spazi, fare discutere, oscurare miserie e illuminare problemi. Ma ora?
Emma Bonino, quella della pompa di bicicletta e di trent’anni di menzogne morali sull’aborto, ha deciso di perdere le elezioni, magari vincendole. Con la meschinità verso la sua antagonista Renata Polverini, incappata in una delle storie di ordinaria follia che fanno del Pdl una compagnia di girovaghi, questa mitica Emma, figura femminile così poco cavalleresca e così falsamente coraggiosa, si accontenta di una vittoria a tavolino.
Prima la Bonino aveva scippato la candidatura a un Pd bersaniano particolarmente intontito, a una classe dirigente romana pavida e ancora frastornata dalla sconfitta del Campidoglio, dalla secessione dell’ex sindaco Francesco Rutelli, dal «ritiro a vita pubblica», ma dissimulata, nascosta, di due figure chiave del romanesimo «de sinistra» come Walter Veltroni e Goffredo Bettini. A un partito svenuto, bisognoso di sali per riprendersi, l’astuta radicale aveva detto: «Io mi candido e ti faccio perdere, o almeno ci provo, vedi un po’ tu se non ti convenga accettare il mio primato di mosca cocchiera, la mia ronzante candidatura accoppiata ai miei interessi di lobby e di partito: dammi il posto di candidato presidente e beccati la mia campagna radicale, i miei candidati, le mie bizze minoritarie, tanto i voti alla fine me li porti tu in bocca». Insomma, l’acqua portata con le orecchie, magari con la scorza di limone, per dirla con Corrado Guzzanti.
Con Pannella era diverso. Era altrettanto spericolato e furbo, e nel 1994 fronteggiò la novità berlusconiana mandando i suoi a candidarsi con l’homo novus e candidandosi lui stesso contro Fini in un collegio della capitale. Voleva tutto e subito, tutto e il contrario di tutto. Imbastì complicati negoziati economici con il populista riccone, tanto da far dire che se Silvio Berlusconi aveva trasformato un’azienda in partito, lui, Pannella, aveva trasformato un partito in azienda. Ma al fondo del suo arabesco politico c’era un manifesto di principi e di idee, un programma «all’americana» di riforme costituzionali, e si intravedeva una capacità di movimento tutto sommato generosa. Il suo donchisciottismo era letterario, politologico, interessante, dispensioso; la corsa al risparmio di carburante della Bonino, questa Sancho Panza di un pannellismo tutto profitti e niente perdite, offre della tradizione radicale un’immagine banale, politicante, mesta e opaca.
Sarebbe bastato che la Bonino dicesse alla Polverini: «Sei una pasticciona, la tua è una banda di sfigati, ma non voglio vincere senza battermi, senza avversario, quindi lavorerò per l’ammissione delle tue liste». Sarebbe bastato questo, da parte di una radicale che in passato aveva chiesto e ottenuto da un governo Berlusconi una proroga legale per i tempi di presentazione delle liste, e la listarella vincente della Bonino si sarebbe levata di dosso quella patina micragnosa e opportunista che le rimarrà impressa come un marchio di piccineria.
- Lunedì 8 Marzo 2010























Commenti
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Il 8 Marzo 2010 alle 18:02 pv21 ha scritto:
Se la Polverini non avesse parlato di “eccesso di burocrazia” e di “sconcerto”, ma avesse ammesso il “pasticcio” dei suoi collaboratori sarebbe uscita dall’ombra del padrone. Ma tanto gli italiani hanno la memoria corta. Tra qualche giorno non ricorderanno nulla del decreto salva-liste nè dei commenti di CEI e Domenicani. Ricorderanno solo che l’opposizione voleva impedire il diritto di voto. Un insulto (all’intelligenza) diventa il male minore. Un’altra pagina si aggiunge al DOSSIER ARROGANZA di una casta di PRIMI SUPER CIVES che detta le sue regole in nome della memoria corta. E vissero felici e contenti …
http://forum.wineuropa.it
Il 8 Marzo 2010 alle 18:53 L’opinione di Panorama 8 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Una Bonino piccola piccola [...]
Il 8 Marzo 2010 alle 19:08 nicksergio ha scritto:
Ma da dove scrive ferrara?da Disneyland?la Bonino doveva fare come nei tornei medioevali e permettere all’avversaria sconfitta(dalla cialtroneria del suo partito)di rientrare in lizza?Se parliamo di piccineria la sua competitrice Polverini ha minacciato l’intervento della piazza,invece di scusarsi con i suoi elettori per il pasticcio che provoca risate in tutt’Italia….
Il 8 Marzo 2010 alle 21:58 erik36 ha scritto:
Sghignazzano pure all’estero nik.
Il 12 Marzo 2010 alle 14:57 fercas ha scritto:
Ma cosa vi aspettavate da gente che tramite il proprio partito ha candidato e fatto assurgere al rango di onorevole pornostar, ideologhi delle B.R. e brigatisti? Domando.
Il 12 Marzo 2010 alle 14:59 fercas ha scritto:
A proposito, all’estero non sghignazzano ma sono terrorizzati che il pannella e la bonni si trasferiscano là! Cordialità.
Il 20 Marzo 2010 alle 17:10 calcabrina ha scritto:
Non credo che Emma Bonino abbia molti estimatori tra gli elettori di centrosinistra. Così come anche Renata Polverini è poco amata tra gli elettori di centrodestra.
Sono due candidate deboli.
Dovesse vincere la Bonino per la giunta regionale romana, sarà un brutto vivere (considerato il suo carattere e le sue idee). E’ poco probabile che duri in carica fino alla fine del mandato.
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Il 23 Marzo 2010 alle 00:32 smoke36 ha scritto:
fercas, la Bonino c’è stata ed è stata apprezzata, meno un certo De Gerolamo, ora in galera, eletto dalla camorra, rappresentava il PDL Partito della Libertà a delinquere. Anche Garibaldi era un bandito, mai sentito nominare? Le pornostar sono più genuine delle puttane bacchettone, non lo sapevi? Prova a crescere e svilupparti, non è mai troppo tardi a farsi furbi.
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