Mulè: La società incivile

Ce n’è per tutti e ci sono tutti. Nel romanzaccio socialpopolare scritto in massima parte con le intercettazioni telefoniche ci sono politici di centrodestra e centrosinistra, alti funzionari dello Stato e mezze calzette, imprenditori rapaci e manager rispettati, monsignori di gran lignaggio e sacerdoti, magistrati di ogni ordine e grado, giornalisti, carabinieri, militari della Finanza e poliziotti, dirigenti e scartine dei servizi segreti, talpe e controtalpe. All’elenco mancano delle categorie, ci sarà tempo per rimediare. Sono finiti tutti nel frullatore in cui un cittadino fatica a distinguere gli innocenti dai corrotti, le persone perbene dai lestofanti, i cafoni dai delinquenti.

Altro che società civile, come volevano farci credere i chierici del perbenismo desiderosi di contrapporre le virtù del popolo ai vizi del palazzo. Stando alle intercettazioni trasmesse dai giudici ai giornali come un fogliettone da pubblicare a puntate, bisognerebbe purtroppo parlare di «società incivile». Perché le nefandezze che si ritrovano in quelle pagine (spesso legate a vizi privati che nulla hanno a che spartire con il cuore delle indagini) altro non sono che lo specchio di una società che tenta ostinatamente di non guardare il lerciume del proprio giardinetto. È la società dei finti moralisti, dei moralizzatori in servizio permanente effettivo, dei puri e duri sempre travestiti da Savonarola. Una Santa Inquisizione da avanspettacolo che avrà chiesto, fatto e ottenuto favori come molti degli intercettati, ma che pretende ancora di raccontare la favola della propria incontaminata purezza. O che avrà gli stessi amanti, le stesse debolezze o le stesse pulsioni sessuali di coloro che sono stati messi alla gogna ma che si ostina a chiedere – per gli altri, solo per gli altri – condanne esemplari ed espiazioni puntuali. Il grande pericolo del frullatore mediatico è proprio quello di non farci distinguere più il bene dal male o, peggio, di mischiarli tra loro: le inchieste si sovrappongono, i protagonisti si confondono e anche le responsabilità penali sfumano. Per questo motivo politici e commentatori dovrebbero avere il garbo e la decenza di non ergersi a fustigatori di costumi.

Certo, di fronte alla grande corruttela, in questo Paese c’è una grande questione morale. Ma di fronte ai comportamenti, spesso avventati, che si dispiegano attorno alle inchieste, bisogna anche dire che la politica, la giustizia e l’informazione si trovano di fronte a una questione di civiltà.

Democrazia, cretini e buon senso

Va bene tutto. Va bene dire che dentro il Popolo della libertà dilaga anche la libertà di fare sciocchezze (e che sciocchezze). Va bene piangere sul dilettantismo di un partito che non riesce a essere partito, che si affida a un signore che invece di stare in fila con la sua borsa delle liste elettorali vuol farci credere di essersi allontanato per un panino che chiaramente non ha mai mangiato. Va bene arricciare il naso per le firme e i bolli che mancano alle liste di Roberto Formigoni, che sulla carta è già presidente della Regione Lombardia per la quarta volta. Esistono le procedure e quelle vanno rispettate, naturalmente. Esistono i termini di legge entro i quali bisogna muoversi. Va bene, lo sappiamo, chi ha sbagliato si scusi, ma stiamo facendo sul serio? Esiste anche il buon senso, esiste una democrazia sostanziale che non può vivere di cavilli all’italiana, che non può piegarsi agli azzeccagarbugli radicali, che ormai sembrano voler distruggere la politica perché hanno smesso di farla.

A parti invertite, proviamo a immaginare che cosa sarebbe successo: il centrosinistra avrebbe chiamato la gente in piazza, a urlare, con fondamento, che il diritto di votare non deve essere fermato da legulei cui piace spaccare il capello in quattro. Un difetto, ahinoi, comune troppe volte alle sconcertanti decisioni di certa magistratura. Del resto, i ricorsi sono stati giudicati dalle corti d’appello che non avevano ammesso le liste Polverini e Formigoni: a nessuno piace contraddirsi nel giro di poche ore. Quindi, se i tar non pongono rimedio, alle elezioni rischiamo di trovarci in una situazione paradossale. In Lombardia un candidato che è fortissimo non potrà avere il voto dei suoi elettori, nel Lazio gli elettori romani del Pdl non potranno scegliere i candidati del loro partito e, se vorranno votare per Renata Polverini, dovranno ripiegare sulle altre liste di centrodestra. Un pasticcio mai visto. Il risultato sarebbe falsato, «si creerebbe una situazione ingovernabile» ha previsto con onestà intellettuale Massimo Cacciari, sindaco (pd) di Venezia.

Com’è possibile calpestare il diritto di milioni di persone che alle elezioni sanno cosa votare ma non possono farlo per un pugno di incompetenti e altrettanti sabotatori di scuola boniniana? A questa domanda c’è un’unica risposta. Ed è quella che ci aspettiamo dai giudici.

Commenti

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Il 8 Marzo 2010 alle 17:48 pv21 ha scritto:

Quanta fatica per raccogliere i cocci! L’opposizione era disponibile a riaprire le liste a fronte di una ammissione di errori compiuti. SB conta sulla memoria corta del suo popolo. Tra qualche giorno non ricorderà più il Decreto salva-liste e ricorderà solo che l’opposizione non voleva dargli il diritto di voto. Non ricorderà i commenti di CEI e Domenicani. Sarà così scritta un’altra pagina del DOSSIER ARROGANZA di una casta di PRIMI SUPER CIVES che detta le sue regole in nome della sovranità popolare.
http://forum.wineuropa.it

Il 8 Marzo 2010 alle 18:53 L’opinione di Panorama 8 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:

[...] La società incivile [...]

Il 8 Marzo 2010 alle 19:00 tabish ha scritto:

In poche e sentite parole: sono stufo marcio per non dire di peggio! Sono stufo degli intrallazzi e degli intrallazzatori politici di destra, di sinistra e perché no, anche di centro. Sono stufo delle intercettazioni telefoniche gridate ai quattro venti, sono stufo dei giornalisti venduti al peggior offerente, sono stufo dei giudici di destra, di sinistra e, perché no, di centro. Sono stufo di una burocrazia ancora pessimamente borbonica, cieca e fondamentalmente stupida.
Dov’è finito il rispetto per la “res publica”?
Io sono solo un cittadino italiano qualunque, non sono ricco, non ho potere in una parola sono uno dei tanti anzi tantissimi che oltre ad essere stufi sono anche sdegnati.
Abbiamo solo un’arma: il voto!
Meditate gente, meditate…

Il 8 Marzo 2010 alle 19:01 nicksergio ha scritto:

quanto piace alla destra la parola sostanziale:costituzione sostanziale,democrazia sostanziale….in genere vengono usate quando il rispetto delle regole(costituzione,regole elettorali,bazzeccole…)porterebbe svantaggi politici al PdL.Esiste il rispetto delle regole,in questo caso regole elementari che solo un’armata brancaleone come l’attuale PdL poteva cosè clamorosamente fallire….di chi è la colpa se non del PdL se la guerra al coltello tra i vari colonnelli per le candidature ha portato a ritardi ed errori che fanno ridere il paese?invece di assumersi le responsabilità di questo pasticcio e trovare un accordo con l’opposizione il verbo Berlusconiano parla di nuovi complotti…che pena costringere il paese ad ingozzare questo pastrocchio di decreto legge che permetterà qualsiasi abuso in futuro….

Il 9 Marzo 2010 alle 02:15 lucia rosi ha scritto:

Bisogna ben vedere le motivazioni per cui è accadutto questo “pasticciaccio”,cioè se per incompetenza di quei 4 portaborse oppure se..”gatta ci cova”.Tuttavia mi sembra veramente antidemocratico impedire agli elettori della maggioranza relativa di governo di non poter esercitare il proprio diritto-dovere di eleggersi i rappresentanti.Se i partiti all’opposizione fossero veramente democratici non si opporrebbero,come stanno facendo,con tutte le loro forze a rivedere le procedure,ma,nel timore, poi non tanto remoto, di rimanere al palo,tentano con tutti i mezzi di vincere,non vergognandosi di accettare “la classica vittoria a tavolino”,vergognosa come,del resto, sono loro!Uno spot televisivo dice:”E’ bello vincere facile”!! E visto che non potrebbero vincere altrimenti,hanno preso la palla al balzo e…via alla caciara!!!Questa è la politica dalle mani,dal volto e dal..sporchi!

Il 9 Marzo 2010 alle 10:14 erik36 ha scritto:

lucia rosi, dovresti vergognarti tu che difendi degli incapaci, imbranati e truffaldini. Giusto che tutti abbiano il diritto di votare ma che sappiano scegliersi i candidati giusti, non degli imbecilli. Fanne un pensierino se ci arrivi, si sono dati la zappa sui piedi rivelandosi cosa sono. Vuoi altro?

Il 9 Marzo 2010 alle 19:55 jane55 ha scritto:

credo che in primo luogo si dovrebbe avere piu’ rispetto per la gente, quella comune intendo. E rispetto si esplica anche facendo si che i vari portaborse siano puntuali nel presentare agli organi competenti i nomi dei candidati. Rispetto e’ anche smettere di trattare la gente come dei deficenti che sanno solo abboccare a scandali e scandaletti dei potenti di turno. Rispetto vuol dire smettere di romperci le balle con la publicazione a puntate di tutte le intercettazioni fatte negli ultimi 2 o 3 anni. Rispetto vuol dire soprattutto operare per il bene della gente e non darsi battaglia per accaparrarsi le poltrone piu’ appetibili.

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