di Vittorio Feltri
Anche Gad Lerner si è accorto di non essere un marziano ma di avere i piedi ben piantati sulla terra e il sedere incollato alla poltrona. Sia benvenuto nel club della gente normale. Continua
- Lunedì 8 Marzo 2010
di Vittorio Feltri
Anche Gad Lerner si è accorto di non essere un marziano ma di avere i piedi ben piantati sulla terra e il sedere incollato alla poltrona. Sia benvenuto nel club della gente normale. Continua
di Luca Ricolfi
È da almeno tre o quattro anni che, periodicamente, sentiamo ripetere più o meno questo discorso: il reddito pro capite degli italiani, e segnatamente dei lavoratori dipendenti, è molto minore di quello della maggior parte dei paesi europei sviluppati. Di qui la richiesta di incrementi retributivi, o sotto forma di minori tasse o sotto forma di riduzione del cuneo contributivo, o sotto forma di aumenti dei minimi contrattuali. Ovviamente sottoscritto dai sindacati dei lavoratori, questo ragionamento ha spesso avuto anche l’autorevole avallo della Banca d’Italia, che in più occasioni ha fatto rilevare sia la «leggerezza» delle nostre buste paga sia gli effetti negativi che retribuzioni troppo basse possono esercitare sulla propensione al consumo, e per questa via sulla domanda aggregata e la crescita. Continua
di Carlo Rossella
Con le città capita quel che succede, a volte, con le donne: ci si disinnamora di colpo perché un’altra passione è spuntata all’orizzonte. Tutti sanno del mio folle amore per Miami (ho scritto anche un libro di racconti pubblicato nel 2003 dalla Mondadori). Ora debbo confessare che fra me e Miami è finita. Nella mia vita c’è un altro posto: Rio de Janeiro. Non è una nuova storia. Ho già fatto follie per Rio negli anni Ottanta, quando mi occupavo di America Latina per Panorama. Ma adesso si tratta di una vicenda del tutto diversa, non professionale, ma culturale, intellettuale, estetica e chi più ne ha più ne metta. Continua
di Vittorio Feltri
Marco Travaglio è un uomo di mondo, ma dell’altro mondo, e nella sua lunga vita professionale non priva di soddisfazioni anche economiche (roba legittima) ha imparato una regola fondamentale: le dimissioni si minacciano, ma non si danno nemmeno sotto tortura perché c’è il rischio che vengano accettate. E allora sono dolori. Che Marco Travaglio evita con cura maniacale. Continua

di Carlo Rossella
Per strada, fuori dai ristoranti, ci sono i piccoli crocicchi dei fumatori. Capita di sera, girando per il centro storico di Roma, di vedere sui balconi dei palazzi gentilizi donne sole, in abito da sera, che fumano guardando per aria.

di Carlo Rossella
Martedì 9 febbraio, ore 15.45, partenza da Roma Termini per Bologna con un Frecciarossa delle Ferrovie dello Stato. Freddo, treno in orario, carrozza 3, riservata ad attori, giornalisti, produttori del film Il figlio più piccolo di Pupi Avati. C’è anche il grande regista con la signora e il fratello Antonio. E c’è Christian De Sica con la moglie Silvia Verdone, sorella di Carlo. Continua
Alla data di mercoledì 17 febbraio, nessun giornalista italiano (compresi quelli di Panorama ovviamente) può ragionevolmente sostenere di aver letto tutte le circa 20 mila pagine confezionate dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale che hanno portato all’arresto di quattro tra funzionari pubblici e imprenditori e all’invio di alcuni avvisi di garanzia (a Guido Bertolaso per corruzione, a Denis Verdini per concorso in corruzione). Per un problema di tempi, banalmente. Continua
Durante il suo viaggio nel Golfo Hillary Clinton ha detto a un gruppo di studenti dell’università americana di Doha che il potere a Teheran sta cadendo nelle mani delle guardie della rivoluzione islamica. «Ecco come noi vediamo la situazione. Vediamo un governo iraniano (leader supremo, presidente della repubblica, parlamento) che viene “supplanted” (soppiantato, rimpiazzato) e un paese che sta diventando una dittatura militare». Continua
di Vittorio Feltri
In qualsiasi vicenda italiana c’è un dato costante, una specie di denominatore comune: la famiglia, i parenti che fanno rima con clienti. La Protezione civile, al centro di uno scandalone intricato e confuso, dimostra di non essere un’eccezione: anche qui c’è una fitta rete di figli, cognati, cugini che entrano ed escono dalla scena come in una «pochade», e dei quali si intuiscono a malapena i ruoli. Ma i protagonisti suscitano un dubbio, se non una certezza: hanno fatto e ottenuto piaceri ai limiti del lecito. Continua
di Luca Ricolfi
La crisi dell’economia mondiale è iniziata nell’agosto 2007, con lo scoppio della bolla immobiliare americana (i cosiddetti mutui subprime). Si è poi aggravata di colpo nel settembre 2008 con il fallimento della Lehman Brothers. Da allora abbiamo sempre sentito due sole canzoni. Quella del governo, che ha ripetuto instancabilmente che l’Italia ha retto, e anzi se l’è cavata meglio della maggior parte degli altri paesi. E quella dell’opposizione, che altrettanto instancabilmente ha ripetuto che siamo andati peggio degli altri paesi, e che il governo doveva e poteva fare di più. Continua
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