Archivio per autore: » Sergio Romano

Romano: L’eccidio di Tolosa? Non è solo antisemitismo


È possibile che l’eccidio alla scuola ebraica di Tolosa, alla fine delle indagini, venga classificato nella categoria degli eventi anomali, privi di qualsiasi logica, sia pure perversa. L’evento, in ultima analisi, assomiglierà soprattutto al massacro di 91 persone nell’isola norvegese di Utoya il 22 luglio 2011 e alla più recente scorribanda assassina del sergente Robert Bales in una città afghana. È probabile che in ciascuno di questi eventi vi sia una motivazione ideologica o razzista, ma mostruosamente utilizzata dalla contorta e malata psicologia di un individuo. Continua

Romano: Putin vincerà ma è importante che non stravinca, solo così capirà che i suoi cittadini vanno ascoltati di più


È probabile che i russi, quando andranno alle urne nel prossimo marzo, finiscano per eleggere ancora una volta Vladimir Putin alla presidenza della Federazione. La protesta esplosa dopo le elezioni parlamentari di dicembre e l’esistenza di un dissenso diffuso, che si esprime con grandi manifestazioni popolari, dimostrano che il paese sta cambiando. Ma l’offerta, sul mercato elettorale, è limitata. Continua

Romano: Ma un attacco contro l’Iran potrebbe fare il gioco degli ayatollah più intransigenti come Ali Khamenei

Quando parliamo di crisi nazionali e internazionali, dimentichiamo spesso l’esistenza di momenti in cui il gioco sfugge almeno in parte al controllo della classe politica e torna temporaneamente nelle mani degli elettori. I russi sceglieranno il loro nuovo (?) presidente in marzo. I greci rinnoveranno il loro parlamento in aprile. I francesi eleggeranno il presidente tra la fine di aprile e gli inizi di maggio. Gli egiziani torneranno alle urne in giugno per eleggere il loro capo dello stato. Gli americani voteranno nella prima settimana di novembre e gli israeliani, probabilmente, entro la fine dell’anno. Tutte queste elezioni sono attese con grande interesse e sono materia di analisi, commenti, previsioni. Quelle per il rinnovo del parlamento iraniano fra un mese, invece, godono di minore attenzione. Continua

Romano: I tedeschi non si rendono conto che affossare la crescita nei paesi più deboli della Ue significa far ammalare anche la Germania


Nel 1995, dopo gli scandali di Tangentopoli e il primo governo Berlusconi, uno storico tedesco, Jens Petersen, pubblicò in Germania un libro intitolato Quo vadis Italia? Anche a noi piacerebbe sapere in questi giorni dove stia andando la Germania di Angela Merkel. Il cancelliere dichiara di volere difendere l’euro e sembra consapevole della necessità di impedire la bancarotta della Grecia. Ma chiede ai suoi partner più vulnerabili una politica finanziaria che rischia d’imprigionarli per molti anni in una delle più gravi fasi recessive della loro storia economica. Alcune delle sue pretese, come quella che coinvolge i privati nella ristrutturazione dei debiti sovrani, hanno avuto l’effetto di spaventare le banche e aggravare la crisi. Continua

Romano: dopo 10 anni, attentati, mediazioni e soldi a pioggia, eccoci ancora al capezzale del paziente afghano

Nei prossimi giorni si terrà a Bonn, con la partecipazione di circa 50 paesi, una conferenza sul futuro dell’Afghanistan. Non è la prima. Un incontro che aveva all’ordine del giorno lo stesso problema ebbe luogo a Petersberg, accanto a Bonn, nel dicembre del 2002, poco più di un anno dopo l’inizio delle operazioni militari con cui gli Stati Uniti avevano rovesciato il regime talebano di Kabul e inutilmente organizzato una grande caccia a Osama Bin Laden nel labirinto di picchi e valli montane che separa l’Afghanistan dal Pakistan. Continua

Romano: La trattativa su Shalit aiuta davvero il processo di pace?

Per gli Stati Uniti il negoziato con i terroristi è sempre inutilmente pericoloso. Dimostra al nemico che la sua strategia è redditizia. Salva una vita, ma mette a repentaglio quelle di altri potenziali ostaggi. Denuncia l’esistenza di una debolezza che qualcuno, inevitabilmente, cercherà di sfruttare. Continua

Romano: Francia orfana di Strauss-Kahm


Per eleggere il loro presidente i francesi andranno alle urne il 22 aprile 2012 e vi torneranno per un secondo turno, se nessun candidato avrà superato la soglia del 50 per cento, il 6 maggio. Ma la campagna elettorale è già cominciata. Mentre Nicolas Sarkozy viaggia da una capitale all’altra nella speranza di recuperare sulla scena internazionale la popolarità perduta in patria, i socialisti hanno cominciato la ricerca del loro candidato con elezioni primarie che presentano, rispetto ad altri tentativi del passato, una novità «italiana». Non è necessario che gli elettori siano iscritti al Partito socialista. Basta che sottoscrivano un documento in cui dichiarano di condividerne gli ideali e versino nelle sue casse almeno 1 euro. La formula ha dato un eccellente risultato. Continua

Romano: Tutto trama contro Obama, perfino lui stesso


La lista dei rimproveri e delle critiche che gli oppositori di Barack Obama indirizzano al presidente degli Stati Uniti si sta allungando. Continua

Romano: La parabola di Mister Obama che è riuscito a scontentare tutti


Barack Obama (Ansa)

Barack Obama (Ansa)

Devo fare due premesse. Non sono un economista e non ho, quando osservo la politica americana, un partito preso. Tradotte in chiaro queste due premesse significano anzitutto che non sono in grado di dire, con certezza e convinzione, se il piano approvato a Washington per evitare l’insolvenza corrisponda alle esigenze dell’economia americana e di quella mondiale. E significano, in secondo luogo, che le mie reazioni non sono condizionate da particolari simpatie per l’una o l’altra delle maggiori forze politiche degli Stati Uniti. Continua

Romano: La Cina vorrebbe liberarsi dei certificati americani ma non può farlo


Negli scorsi giorni due caccia cinesi hanno inseguito un aereo spia americano attraverso gli stretti di Taiwan: un episodio che ricorda quello molto più grave della primavera 2001 quando i cinesi costrinsero un grosso velivolo degli Stati Uniti, pieno di strumentazione elettronica, ad atterrare su un’isola della Repubblica Popolare. I rapporti tra le forze armate dei due stati hanno un andamento sussultorio e il pendolo oscilla continuamente tra fasi di reciproche cortesie e brusche ondate di freddo durante le quali i vertici delle due marine militari, in particolare, si guardano in cagnesco. Continua

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