Archivio per autore: » Sergio Romano

Romano: Nigeria, altro che guerra di religione

Il presidente della Nigeria, Umaru Yar’Adua, viene dal nord del paese, dove la popolazione è quasi totalmente musulmana. Il vicepresidente, Good-luck Jonathan, proviene dal sud, dove la popolazione è prevalentemente cristiana. Il primo è tornato in patria dopo una lunga degenza in Arabia Saudita, ma è troppo malato per riprendere le sue funzioni e l’assemblea legislativa ha conferito il potere temporaneamente a Jonathan. Un musulmano e un cristiano possono quindi avvicendarsi pacificamente al vertice dello stato. Ma negli scorsi giorni bande di musulmani provenienti dal nord hanno attaccato il villaggio di Doga Nahawa, nel centro della Nigeria, e hanno ucciso, a due riprese, circa 500 persone. Continua

Romano: Braccio di ferro sul Bosforo

La sindrome del complotto non è una patologia esclusivamente italiana. In Turchia, dove la polizia ha arrestato negli scorsi giorni una settantina di alti ufficiali, i complotti presunti sarebbero almeno tre. Secondo il governo, una società segreta composta da esponenti delle forze armate (si chiama Ergenekon) vuole rovesciare il governo di Recep Tayyip Erdogan e si propone di utilizzare i quadri, le ipotesi operative e le strategie della Gladio turca, l’organizzazione clandestina creata durante la guerra fredda per l’eventualità di una invasione sovietica del territorio nazionale. Continua

Romano: Cerchiobottismo verso l’Iran

Nella lunga vicenda del nucleare iraniano esiste una specie di tribunale arbitrale, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), a cui è stato affidato il compito di accertare che i programmi dei singoli stati corrispondano alle loro dichiarazioni e ai limiti fissati dal trattato di non proliferazione. Il suo direttore è stato per molti anni un egiziano, Mohammed el-Baradei, vincitore nel 2005 del Nobel per la pace. Non credo che Washington sia stata sempre soddisfatta del modo in cui svolgeva le sue funzioni. Continua

Romano: Perché la Spagna affonda

Jose Luis Rodriguez Zapatero (AP Photo/Yves Logghe)

Jose Luis Rodriguez Zapatero (AP Photo/Yves Logghe)

Quando un giornalista ha osato parlare della Spagna e della Grecia come pazienti afflitti da uno stesso male, l’amministratore delegato del Banco Santander (uno dei maggiori istituti finanziari del mondo) ha reagito con stizza. Emilio Botin ha ragione. Continua

Romano: Cina-Usa, dramma o commedia?

Gli Stati Uniti vendono armi a Taiwan per 6,4 miliardi di dollari. Pechino protesta dichiarando che questo gesto ostile avrà ripercussioni negative sui rapporti fra la Cina e l’America. Un giornale taiwanese, nelle ore seguenti, «rivela» che un sottomarino cinese si è spinto sino a 24 miglia dalla costa meridionale di Taiwan. Pechino smentisce e un’agenzia di stampa cinese addolcisce la prima reazione ricordando che la collaborazione sinoamericana ha giovato negli scorsi anni agli equilibri internazionali. Sembra di assistere a un dramma in tre atti di cui conosciamo perfettamente la trama. Continua

Romano: Tory o Labour pari sono

David Cameron (EPA/ANDY RAIN)

David Cameron (EPA/ANDY RAIN)


Nella tradizione britannica, il primo ministro ha sostanzialmente il diritto di sciogliere il parlamento e chiamare gli elettori alle urne nel momento che più gli conviene. Continua

Romano: Cile, perché la destra non fa più paura

La vittoria di Sebastian Piñera nelle elezioni presidenziali del Cile è soltanto una storia di ordinaria democrazia. Dopo 19 anni di centrosinistra i cileni hanno deciso che la democrazia è anche e soprattutto alternanza.
Continua

Romano: Il terrorismo islamico e il nostro

Qualche giorno fa le polizie spagnola e portoghese hanno arrestato quattro militanti dell’Eta. Due di essi viaggiavano a bordo di una camionetta con una considerevole quantità di esplosivo: abbastanza, probabilmente, per un attentato simile a quello che nel dicembre del 2006 distrusse il terminal 4 dell’aeroporto madrileno di Barrajas provocando due morti e una ventina di feriti. Dalla fine del regime di Francisco Franco a oggi, l’organizzazione indipendentista basca ha ucciso un primo ministro e non meno di 800 persone. Continua

Romano: Caso Livni, arsenico e vecchi dispetti

Tzipi Livni

Il caso Tzipi Livni, scoppiato quando un tribunale britannico ha emesso un mandato di cattura contro l’ex ministro degli Esteri israeliano per «crimini di guerra» commessi a Gaza un anno fa, sembra essere chiuso. Continua

Romano: Kabul è oggi come ai tempi dei sovietici

Afghanistan: le ferite della guerra

Le parole cruciali del discorso pronunciato dal presidente americano all’Accademia militare di West Point sono probabilmente queste: «Ho deciso che è nel nostro vitale interesse nazionale mandare altri 30 mila soldati in Afghanistan. Dopo 18 mesi le nostre truppe inizieranno a tornare a casa (…) Prendo tale decisione perché ritengo che la nostra sicurezza dipenda da Afghanistan e Pakistan». Continua

Archivi