Archivio per autore: » Sergio Romano

Nel 1995, dopo gli scandali di Tangentopoli e il primo governo Berlusconi, uno storico tedesco, Jens Petersen, pubblicò in Germania un libro intitolato Quo vadis Italia? Anche a noi piacerebbe sapere in questi giorni dove stia andando la Germania di Angela Merkel. Il cancelliere dichiara di volere difendere l’euro e sembra consapevole della necessità di impedire la bancarotta della Grecia. Ma chiede ai suoi partner più vulnerabili una politica finanziaria che rischia d’imprigionarli per molti anni in una delle più gravi fasi recessive della loro storia economica. Alcune delle sue pretese, come quella che coinvolge i privati nella ristrutturazione dei debiti sovrani, hanno avuto l’effetto di spaventare le banche e aggravare la crisi. Continua

Nei prossimi giorni si terrà a Bonn, con la partecipazione di circa 50 paesi, una conferenza sul futuro dell’Afghanistan. Non è la prima. Un incontro che aveva all’ordine del giorno lo stesso problema ebbe luogo a Petersberg, accanto a Bonn, nel dicembre del 2002, poco più di un anno dopo l’inizio delle operazioni militari con cui gli Stati Uniti avevano rovesciato il regime talebano di Kabul e inutilmente organizzato una grande caccia a Osama Bin Laden nel labirinto di picchi e valli montane che separa l’Afghanistan dal Pakistan. Continua

Per gli Stati Uniti il negoziato con i terroristi è sempre inutilmente pericoloso. Dimostra al nemico che la sua strategia è redditizia. Salva una vita, ma mette a repentaglio quelle di altri potenziali ostaggi. Denuncia l’esistenza di una debolezza che qualcuno, inevitabilmente, cercherà di sfruttare. Continua

Per eleggere il loro presidente i francesi andranno alle urne il 22 aprile 2012 e vi torneranno per un secondo turno, se nessun candidato avrà superato la soglia del 50 per cento, il 6 maggio. Ma la campagna elettorale è già cominciata. Mentre Nicolas Sarkozy viaggia da una capitale all’altra nella speranza di recuperare sulla scena internazionale la popolarità perduta in patria, i socialisti hanno cominciato la ricerca del loro candidato con elezioni primarie che presentano, rispetto ad altri tentativi del passato, una novità «italiana». Non è necessario che gli elettori siano iscritti al Partito socialista. Basta che sottoscrivano un documento in cui dichiarano di condividerne gli ideali e versino nelle sue casse almeno 1 euro. La formula ha dato un eccellente risultato. Continua

La lista dei rimproveri e delle critiche che gli oppositori di Barack Obama indirizzano al presidente degli Stati Uniti si sta allungando. Continua


Barack Obama (Ansa)
Devo fare due premesse. Non sono un economista e non ho, quando osservo la politica americana, un partito preso. Tradotte in chiaro queste due premesse significano anzitutto che non sono in grado di dire, con certezza e convinzione, se il piano approvato a Washington per evitare l’insolvenza corrisponda alle esigenze dell’economia americana e di quella mondiale. E significano, in secondo luogo, che le mie reazioni non sono condizionate da particolari simpatie per l’una o l’altra delle maggiori forze politiche degli Stati Uniti. Continua

Negli scorsi giorni due caccia cinesi hanno inseguito un aereo spia americano attraverso gli stretti di Taiwan: un episodio che ricorda quello molto più grave della primavera 2001 quando i cinesi costrinsero un grosso velivolo degli Stati Uniti, pieno di strumentazione elettronica, ad atterrare su un’isola della Repubblica Popolare. I rapporti tra le forze armate dei due stati hanno un andamento sussultorio e il pendolo oscilla continuamente tra fasi di reciproche cortesie e brusche ondate di freddo durante le quali i vertici delle due marine militari, in particolare, si guardano in cagnesco. Continua

Sembra che il cardinale John Henry Newman, pastore anglicano ma convertito alla fede cattolica e futuro cardinale di Santa Romana Chiesa, avesse l’abitudine di dire (cito a memoria): è meglio avere torto con la Chiesa che ragione contro di essa. Anche il governo italiano, nella crisi libica, sembra essere giunto alla conclusione che è meglio sbagliare insieme piuttosto che adottare posizioni prudentemente autonome. Continua

Il mondo arabo potrebbe riservarci ancora molte sorprese, ma il quadro è un po’ più leggibile di quanto fosse negli scorsi giorni. In Egitto la transizione è nelle mani dell’esercito, vale a dire di una forza conservatrice che non ha alcuna intenzione di rinunciare al proprio ruolo, ma sembra comprendere che non è possibile tornare alla democrazia autoritaria di Hosni Mubarak. Continua

Al Jazeera, la televisione araba del Qatar, ha dato grande rilievo negli scorsi giorni al ritorno in Tunisia di Rashid Ghannushi, leader in esilio del partito islamista Rinascita. Continua