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carlo rossella

di Carlo Rossella
Da almeno 20 anni sono vegetariano. Dapprima in modo trasgressivo. Caddi in tentazione e peccai in Argentina davanti a un maestoso «lomo de bife» del ristorante Clark’s in calle Sarmiento a Buenos Aires. Non seppi trattenermi di fronte a un piatto di culatello dell’Ambasciata di Romano Tamagni a Quistello. Ebbi un vero turbamento dinanzi al carrello dei bolliti del ristorante Bardelli a Pavia, sulle rive del Ticino.
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di Carlo Rossella
La bella casa romana del produttore Angelo Rizzoli ricorda le dimore parigine di gran gusto descritte da Marcel Proust nella Recherche. L’arredamento è mongiardinesco, come la sua ex residenza che proprio dal defunto Renzo Mongiardino fu progettata. Sui bei divani di velluto rosso scuro si siedono politici e giornalisti, finanzieri e scrittori, attori e registi. Il salotto di Angelo e della sua affettuosa moglie Melania, medico di gran nome e deputato al Parlamento, è uno dei più influenti di Roma. Le cene sono sontuose, nello stile di un uomo di antica educazione e classe come Angelo.
Rizzoli, sessantaseienne, è un uomo d’altri tempi, educato, gentile, disponibile, generoso, dall’allure milanese, molto chic. È soprattutto una persona onesta e per bene che nella vita ha tanto sofferto. Per la sclerosi a placche che lo tormenta dal 1963 e che lo fa zoppicare. Per la persecuzione giudiziaria che ha dovuto subire per anni e che gli ha rovinato l’esistenza. Continua
Nel 1794 il conte Xavier de Maistre (1763-1852), fratello del più famoso Joseph, diede alle stampe un libro che sempre mi ha divertito: Voyage autour de ma chambre. Xavier era stato costretto a una forzata immobilità perché ridotto agli arresti domiciliari dalle autorità savoiarde. Il Voyage è da sempre un piccolo libro di culto per i pigri, gli ex viaggiatori che oggi non hanno voglia di mostrare le proprie intimità ai body scanner degli aeroporti.
Ho pensato proprio a de Maistre un attimo dopo che la mia amica Eva Cavalli, moglie di Roberto e grande creatrice di moda, mi ha mostrato un articolo di Madame Figaro intitolato «Internet, nouvelle fashion vitrine». Continua
di Carlo Rossella
Con le città capita quel che succede, a volte, con le donne: ci si disinnamora di colpo perché un’altra passione è spuntata all’orizzonte. Tutti sanno del mio folle amore per Miami (ho scritto anche un libro di racconti pubblicato nel 2003 dalla Mondadori). Ora debbo confessare che fra me e Miami è finita. Nella mia vita c’è un altro posto: Rio de Janeiro. Non è una nuova storia. Ho già fatto follie per Rio negli anni Ottanta, quando mi occupavo di America Latina per Panorama. Ma adesso si tratta di una vicenda del tutto diversa, non professionale, ma culturale, intellettuale, estetica e chi più ne ha più ne metta. Continua

di Carlo Rossella
Per strada, fuori dai ristoranti, ci sono i piccoli crocicchi dei fumatori. Capita di sera, girando per il centro storico di Roma, di vedere sui balconi dei palazzi gentilizi donne sole, in abito da sera, che fumano guardando per aria.
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di Carlo Rossella
Martedì 9 febbraio, ore 15.45, partenza da Roma Termini per Bologna con un Frecciarossa delle Ferrovie dello Stato. Freddo, treno in orario, carrozza 3, riservata ad attori, giornalisti, produttori del film Il figlio più piccolo di Pupi Avati. C’è anche il grande regista con la signora e il fratello Antonio. E c’è Christian De Sica con la moglie Silvia Verdone, sorella di Carlo. Continua
di Carlo Rossella
Nel mondo anglosassone tutti dicono you, ovvero tu e voi contemporaneamente. I reporter della Casa Bianca danno del you al presidente: l’ho fatto anch’io con George Bush e con il suo successore Bill Clinton. Lo you è democratico, bello, immediato. Chi è abituato all’inglese trova ridicolo il lei italiano, roba d’altri tempi, Continua
di Carlo Rossella
Può capitare di aprire uno scatolone nascosto da qualche parte in casa. E di vederlo riempito di centinaia di libretti di istruzioni per l’uso di elettrodomestici, telefoni, telefonini, computer. Volumetti intonsi, appena guardati, vista la loro totale incomprensibilità e illeggibilità. Continua
di Carlo Rossella
Ci si può innamorare di un’attrice senza conoscerla mai, avendola vista solo sullo schermo. Mi accadde in gioventù con Hedy Lamarr. La vidi per la prima volta nel 1949 in Sansone e Dalila. Poi nel 1951, e avevo 9 anni, nell’Avventuriera di Tangeri. Un giorno lessi di un suo film, Estasi, del 1933, dove appariva nuda, il primo nudo del cinema. Continua
di Carlo Rossella
Venerdì 15 gennaio ho atteso per ore all’aeroporto di Monaco di Baviera una coincidenza per Los Angeles. Che cosa fa un uomo solo in una sterminata lounge aeroportuale?
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