Ho criticato e continuo a criticare su Panorama e sul mio Chicago-blog lo sciopero indetto dall’Associazione nazionale magistrati. In risposta, decine di lunghissime lettere. Alcune sono dure, ma con rispetto. Altre non nascondono vero disprezzo. Il presidente di Corte d’assise di Bergamo Aurelia Del Gaudio, premessa «la consapevolezza che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire» (sarei io), comunque gentilmente informa che un magistrato guadagna 41.400 euro in tirocinio, 72 mila euro dopo 5 anni, 122 mila dopo 20 anni e 150.051 dopo 28 anni. Per i magistrati amministrativi, a 5 anni l’emolumento è di 95.400 euro, per poi salire a 157 mila dopo 20 anni e a 172 mila a 28. I prefetti partono più bassi, a 40 mila euro, per giungere a 151 mila dopo 28 anni. Quando ho scritto che non mi pare poco, per i magistrati, guadagnare come e più dei prefetti, apriti cielo! Balle, hanno replicato. Eppure sono le cifre dell’Anm. Continua

Di Oscar Giannino
«A pensare male si fa peccato, ma forse c’è da leggere nella manovra una particolare volontà di punire i magistrati italiani». Lo ha detto Giuseppe Cascini, segretario dell’Anm, annunciando che i magistrati italiani si apprestano allo sciopero contro le misure annunciate dal governo. I magistrati «vogliono fare la loro parte in un momento così difficile per il Paese» dicono, però denunciano il contenimento degli aumenti retributivi disposto ai loro danni come discriminatorio e, dunque, punitivo. Continua

di Oscar Giannino
Andiamo subito al sodo della faccenda. Lasciate perdere se davvero Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti hanno discusso, prima durante e dopo il Consiglio dei ministri che ha varato la manovra. Non inseguite le fantasiose ricostruzioni che sui siti dei giornali «mettizizzania» comparivano ancor prima che gli incontri si tenessero. Veniamo al punto: ha torto oppure ragione, Berlusconi, quando riconosce lo straordinario merito rigorista di Tremonti, ma ricorda che alla fine della fiera è lui come premier a mettere la propria faccia a fianco alle misure davanti agli occhi di tutti gli italiani? Comunque la pensiate, siate di centrodestra, di centrosinistra o schifati di tutto, la risposta a questa domanda è univoca. Ed è sì. Continua
di Oscar Giannino
Bisogna essere prudenti. C’è la crisi dell’eurodebito, la Grecia che balla, l’Irlanda che trema, la Spagna che geme. C’è il federalismo fiscale a cui pensare. C’è la manovra correttiva per tagliare la spesa, a giugno come buona abitudine dalle ultime politiche. C’è questo e c’è quello. Benissimo. Nessuno vuole un governo di zuzzurelloni imprevidenti, che con qualche dichiarazione avventata ci restituisca al ruolo di sospettato numero uno dei mercati mondiali. Detto questo, impiegateci un anno o mettetecene anche due, ma cari signori del governo e della maggioranza lo sapete benissimo che cosa vogliono da voi gli elettori che vi premiano. Continua
di Oscar Giannino
L’entusiasmo dei media più ancora che della sinistra italiana per l’Obamacare mostra due cose: non conoscono la riforma e brindano solo alla politica padrona. Continua

Di Oscar Giannino
Si rinfocola la polemica sugli economisti. Dopo non aver saputo prevedere la crisi, non riescono a mettersi d’accordo su come davvero ne usciremo, su come cambierà la condizione dell’Italia rispetto agli altri grandi paesi. Non è un problema solo italiano. Barack Obama va a Pechino per trattare il cambio tra il dollaro e lo yuan, ma negli States c’è chi dice che grazie alle riserve cinesi il biglietto verde starà sotto 1,5 rispetto all’euro malgrado il debito pubblico galoppante, e c’è chi invece pensa che entro un anno saremo a 2 dollari per un euro. Continua