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Silvio-Berlusconi

Lui non riuscirà mai a dargli del tu, nonostante la colleganza politica azzeri le differenze d’età. L’altro lo considera da tempo come un figlio (è più giovane di Pier Silvio e di Marina) e chissà se si rassegnerà a vederlo non solo camminare con le sue gambe, ma perfino dissentire da qualche sua scelta. Lui è Angelino Alfano, 41 anni, dal 1° luglio segretario del Popolo della libertà dopo tre anni da ministro della Giustizia. Continua

Liquidare con insulti e monetine 18 anni di storia e dare perciò dell’imbecille alle decine di milioni di italiani che l’hanno costruita con il voto è sciocco prima che ingiusto. Senza Mani pulite Silvio Berlusconi non sarebbe nato, ma senza Berlusconi Mani pulite avrebbe consegnato nel 1994 l’Italia a una sinistra ancora idealmente legata al Pci, minoritaria nel Paese e salvata per ragioni tuttora non chiare dal ciclone giudiziario. Continua

Non vogliamo far cadere il governo, né fondare un nuovo partito». Andrea Olivero, presidente delle Acli, mette in guardia i dietrologi dallo scopo del grande convegno che il 17 ottobre riunirà nel convento di Montesanto a Todi le più importanti associazioni cattoliche, dalla Cisl alle cooperative bianche, dalla Coldiretti al Movimento cristiano dei lavoratori, dalle Acli alla Compagnia delle opere, alla Comunità di Sant’Egidio. Gente che vota per l’Udc, per il Pdl e per il Pd e che, pur non pensando a nuovi partiti, vuole ritrovarsi per far pesare il mondo cattolico sulla ricomposizione della politica italiana quando Silvio Berlusconi lascerà Palazzo Chigi. Continua

Quante volte ci siamo detti che in politica la decisione è tutto. Anche per Silvio Berlusconi arriva il giorno o il momento delle grandi decisioni. Ma la faccenda è più complicata di quanto si potrebbe pensare. Infatti il presidente del Consiglio, che è un imprenditore per nascita e formazione e vocazione, nutre un tremendo pregiudizio, che può fotterlo. Continua

Districarsi nei meandri del Codice penale e di procedura penale è un’impresa. Perché, nonostante i proclami e le scontate difese corporative della magistratura, non esiste certezza del diritto. Pubblici ministeri e giudici interpretano i fatti a loro piacimento a seconda del caso che viene sottoposto alla loro attenzione. Ciò che allora potrebbe essere relegato nel capitolo della normale dialettica processuale o del confronto anche aspro tra le parti finisce con il consegnarci l’immagine di una giustizia più simile alla pallina impazzita di un flipper che a un pendolo infallibile. Continua

In politica l’arte della mediazione è basilare. Moltissime volte, anche da queste pagine, abbiamo richiamato il presidente del Consiglio a farsi più concavo in alcune situazioni. Nelle ultime settimane il «decisionismo» di Silvio Berlusconi si è scontrato con una valanga di veti. A tutti i livelli. In rapida sintesi e con alcune, sicure, omissioni: sono venuti veti o intralci dalla sua compagine di governo, dal suo partito, dai suoi alleati, dall’opposizione, dai sindacati, dagli imprenditori, dalle associazioni di categoria, dal mondo bancario, dalla Banca centrale europea, dal Quirinale. Continua

Non sarà ancora entrato pienamente nello spirito dell’elogio della follia di Erasmo al quale lo avevamo richiamato, ma certamente Silvio Berlusconi ha dato nell’ultima settimana evidenti segni (e che segni) di non voler fare la bella statuina. Né, tantomeno, si è rassegnato a vestire i panni del leader imprigionato da quelle maledette logiche di realpolitik che spesso rischiano di sacrificare una vita di Continua

La stessa sera del dies irae o, se preferite, del giorno della collera del ceto medio – sì, insomma, il 12 agosto, giorno dell’approvazione della manovra – hanno proposto in televisione un filmetto degli anni Ottanta dal titolo illuminante: Ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande. Questa coincidenza mi ha fatto tornare in mente quelle occasioni in cui, causa prematura dipartita di un attore, si stravolgono i palinsesti per far rivedere un film dell’artista scomparso. Continua

La polemica gridata intorno al commissariamento europeo del governo è insulsa e una punta ridicola. L’unione è monetaria, il mercato di merci e capitali è unico, la sfera fiscale riguarda direttamente la moneta, i bilanci pubblici sono sottoposti ai trattati, l’interdipendenza è radicata, profonda: ma di che parlano questi analfabeti istituzionali? Continua

La parola magica è discontinuità. Come tutte le formule magiche pare destinata a risolvere in un baleno tutti i problemi. Il giorno in cui saremo discontinui, dicono i maghetti, vedrete che i nostri titoli di Stato si mangeranno quelli tedeschi, il nostro debito sarà sotto controllo, la Borsa tornerà a galoppare. D’improvviso la ricchezza invaderà l’Italia, il prodotto interno lordo crescerà manco fossimo un paese emergente. Magnifico. Peccato che le magie appartengono al mondo delle favole. E allora sarà bene rimanere, e saldamente, con i piedi per terra. Usciamo dalla commedia degli equivoci: a che cosa applichiamo questa discontinuità? Continua