Diciamocelo: Belpietro ha ragione
Lo dico subito a scanso di equivoci, o di apparir vago: io nella cosiddetta vicenda Sircana, il portavoce del governo identificato come il politico che negli atti dell’istruttoria di Potenza su Fabrizio Corona e soci sarebbe stato beccato da un fotografo mentre, parla con un transessuale a bordo della sua auto, io sto con Maurizio Belpietro. Ovvero il deirettore del Giornale che, unico tra gli organi di informazione, ha pubblicato l’indiscrezione. Il motivo è semplice: si può fare carne di porco di valle, letterine, e poveracce (di spirito) che per qualche migliaio di euro alleviano la solitudine dell’imprenditore o del manager facoltoso. Si può tranquillamente sbattere il loro nome in prima pagina, ma quando si tratta di un politico allora lo scoop diventa linciaggio, e il diritto di cronaca un’arma impropria al servizio della faziosità dell’una o dell’altra parte. Naturalmente, a me non interessa nulla di ciò che Silvio Sircana fa nel suo privato, così come delle sue inclinazioni sessuali. Al massimo, essendo uomo pubblico e al servizo di un’istituzione, mi periterei di usare la massima cautela nei comportamenti. Ma l’intoccabilità del potere, quello proprio no. Abbiamo già sorviolato con troppa disinvoltura su un ministro inchiodato da una foto nella villa africana di Flavio Briatore dopo aver ripetutamente negato di esserci stato. In America si è rischiato all’ impeachment di un presidente. E non tanto perchè Bill Clinton si era intrattenuto amabilmente con uan stagista nel suo ufficio, quanto per aver strenuamente negato (fino alla clamorosa ammissione) di averlo fatto. Il moralismo è una cosa ( per me pelosa, detestabile), la menzogna un’altra (e qui non si può transigere, specie se il personaggio riveste un ruolo pubblico, oltretutto stipendiato dal contribuente).
16 marzo 2007