Blog

Andrea Marconetti: spero che MasterChef sia un trampolino di lancio che mi permetta di trasformare questa passione in lavoro

  • 4-03-2013
  • 18:20
    • Stampa
    • Vuoi inviare questo articolo a un amico?

      Send to a friend:

Sono felice di potervi presentare una persona che a vederla in video e ora a leggerla sembra proprio speciale, preparatevi ad avere l’acquolina in bocca perché fra qualche riga elencherà il menù che avrebbe portato se fosse arrivato in finale a Masterchef. Ecco a voi Andrea Marconetti, semifinalista nella seconda edizione di Masterchef Italia.

Ovviamente complimenti per i risultati di Masterchef, poi vorrei sapere subito cosa stai organizzando nella tua vita? Sei tornato al vecchio lavoro o possiamo venire a mangiare nel tuo ristorante?

Per il momento non stanno avvenendo grossi cambiamenti. Sto lavorando ad un progetto con Maurizio dal nome  ‘Capasanta subito’ ma per scaramanzia non aggiungerei altro… vi terrò aggiornati! Promesso!

Cosa ti ha portato a partecipare a Masterchef?

La passione, ormai incontrollabile, che ho per la cucina; spero che MasterChef sia un trampolino di lancio che mi permetta di trasformare questa passione in lavoro e iniziare finalmente un nuovo capitolo della mia vita.

Ci sono stati dei momenti durissimi durante il programma, tensioni palpabili e inimicizie pesanti. Era così anche visto da protagonista?

Le tensioni in un programma come Masterchef sono all’ordine del giorno, come alcuni conflitti interni tra noi concorrenti, ma questo è normale, in fondo eravamo lì per gareggiare gli uni contro gli altri e cercare di portarci a casa il bottino.

(follia di pesce)

Con chi sei rimasto amico del gruppo?

Mi sento regolarmente con parecchi ragazzi del gruppo, ma la persona con cui ho legato di più è Maurizio. Con lui è nata una bella amicizia e come ho detto prima stiamo cercando di portare avanti alcuni progetti insieme.

Il piatto che avresti portato se fossi arrivato in finale?

Difficile spiegare in poche righe il menù che avrei portato in finale; in sintesi l’idea era:

un primo vegetariano: una sorta di ravioli fatti con una pastella di fecola e albume con ripieno di patata, menta e cipollotto con un condimento di verdure cotte e crude con un impiattamento che ricorda un orto.

Un secondo di carne probabilmente a base di quaglie o di pernici.

E per chiudere un millefoglie di pesca: strati di fettine di pesca cotte al vapore alternati da una mousse di amaretti.

Come ho chiesto a tutti gli altri tuoi colleghi: un consiglio fondamentale che ti hanno dato i tre giudici? Uno a testa.

Barbieri mi parlava con gli occhi e quello che mi ha insegnato a mettere il mio “io” (come dice lui!) nei piatti che cucino.

Cracco era il più duro, le sue mazzolate mi hanno rafforzato.

Joe era quello che mi aveva detto al live cooking che non avrei sopportato lo stress di MC ma poi alla fine aveva sempre un sorriso per me e l’ho sentito molto vicino.

Tre blog di cucina da dove trai ispirazione?

Difficilmente accedo a Blog per trarre ispirazione nei miei piatti, in questo sono ancora vecchio stampo, preferisco consultare i mie libri di cucina

(piccione glassato alla mostarda)

Dai sbottonati: quanti #oilgate e simili ci sono stati durante le puntate?

Lo so che ti sembrerà strano ma sai che non mi sono accorto nemmeno del gesto di Tiziana… durante la gara ero così concentrato e immerso in rumori di abbattitori, forni, ecc. che entravo in un mio mondo e non percepivo granché di quello che mi succedeva intorno.

Sei felice?

Domanda importante! Comunque in generale sì, sono felice. La cosa che mi rende più felice, rimanendo nel contesto MasterChef, è l’affetto che mi dimostrano le persone incontrandole in strada o attraverso i social network.