(ANSA) - ”L’insulto di Totti mi ha fatto piu’ male del suo calcio. E’ uno che ammiravo”.
L’attaccante dell’Inter Mario Balotelli si confessa a Vanity Fair tornando a parlare del fallo ricevuto nella finale di Coppa Italia dal capitano giallorosso.
[Gallery: Balotelli, che anno quest'anno!]
Hai un problema di autocontrollo? ”Con il corpo no, quello lo controllo perfettamente: mai fatto male a nessuno, mai reagito fisicamente. Mi scappa una parola, piuttosto: mi scappa un vaffa. Ma se succede lo ammetto. I veri uomini non si nascondono dietro qualcun altro”.
Balotelli assicura che quella notte all’Olimpico non è andata come ha raccontato Totti: ”Io gli ho solo detto una cosa tipo: continui a giocare o vuoi fare il bambino? Lui mi ha risposto negro di… Poi ho sentito che diceva a Thiago Motta: lo spacco. Io ho sorriso e sono andato via. Dopo è arrivato il calcio. Non ho neppure capito, quando ho visto il filmato mi sono accorto di come me l’aveva dato”.
I suoi tifosi lo giustificano, perche’ tu a San Siro, con la Roma… ”Sí, lí ho perso anche io il controllo e ho fatto un gesto, ma si sbaglia”.
Tutto perdonabile? ”Se chi ha sbagliato lo chiede”.
Tu hai cose per cui chiederlo? ”Sí. E l’ho fatto”.
Potessi tornare indietro rifaresti quel gesto dopo il Barcellona, la maglietta buttata? ”No. Però ti dico una cosa: se tutti gli sbagli che ho fatto sono serviti a far vincere uno scudetto e magari una Champions, va bene cosí”.
Poi Balotelli parla di quanto si sente italiano: ”Io sono italiano. E’ un fatto. Sono nato qui. Non c’e’ niente da dire. Non posso mica essere ghanese, mai stato in Ghana, mai stato in Africa. Sono italiano come un cinese è un cinese. Tutto lí”. Ti hanno dato la carta d’identità, ti hanno dato la scheda elettorale. Per chi hai votato alle elezioni? ”Non ho votato. Non voteró mai”.
Votare è un diritto. Ma sarebbe anche un dovere civico. Perche’ non lo vuoi fare? ”Lo farei solo se facessero una legge che mette in galera chi non vota. Perché‚ la politica non mi interessa, non la seguo. E allora che cosa voto a fare?”.
L’attaccante dell’Inter ammette di essere credente: ”Sono religioso. Ma non pratico. Peró prego, la sera prima di addormentarmi, qualche volta alla mattina quando mi sveglio, non sempre. Mi rivolgo a chi, non so. Dio, credo, e non chiedo niente. Mica prego per vincere la Champions, non ha senso, non capisco quelli che pregano prima di una partita. Io dico solo grazie per quel che ho avuto”.
Cassano dice che hai bisogno di una guida. Anche lui come tanti si fa gli affari tuoi. Perché tutti vogliono darti consigli? ”Non lo so. Cassano è un amico. Ma io ho già mio padre, la mia famiglia, i miei amici veri, che sono tre o quattro. Le guide sono queste persone”. (ANSA).
- Martedì 18 Maggio 2010

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