
Arjen Robben e Diego Milito sono le stelle della finale di Champions League tra Inter e Bayern Monaco (ANSA)
Hanno due carriere di altissimo livello ma, nonostante i trascorsi in club importanti, i due protagonisti della finale di Champions hanno un passato sportivo fatto di occasioni mancate. Arjen Robben e Diego Milito sono i principali artefici della trionfale stagione dell’Inter e del Bayern Monaco, squadre che sfideranno al Bernabeu e che hanno vinto rispettivamente campionato e coppa Italia e Bundesliga e coppa di Germania.
La carriera di Diego Milito parla chiaro: su 370 partite giocate in carriera i gol sono 166, una media impressionante che però non è bastata alla punta argentina per entrare nel grande calcio prima della scorsa estate con il passaggio dal Genoa all’Inter.
Sfogliando il suo tabellino si leggono infatti i nomi di formazioni meno blasonate come il Racing Avellaneda in Argentina, il Genoa e il Real Saragozza. Ogni esperienza scandita con gol in doppia cifra che però non gli hanno permesso di fare il grande salto prima dei trent’anni. Diventato punto fermo dell’Inter di Mourinho, Diego Milito detto “El Principe” per la sua somiglianza con il fantasista uruguaiano Enzo Francescoli che aveva lo stesso soprannome, ha fatto dimenticare in pochi mesi Ibrahimovic concludendo il campionato con 22 reti, 28 in stagione se si considerano le 4 in Champions e le due in coppa Italia.
Un anno esaltante che potrebbe concludersi nel migliore dei modi dopo la finale di Madrid e con la partenza per il mondiale sudafricano dove Diego giocherà grazie a un omonimo importante, il tecnico dell’Argentina Diego Maradona.
Il discorso per Arjen Robben è diverso: già a vent’anni, quando militava nel PSV Heindoven, i grandi club del calcio europeo avevano messo gli occhi su di lui. Ala velocissima dotata di un dribbling irresistibile e capace di concludere a rete da ogni posizione. Nel 2004 passò al Chelsea mentre nel 2007 si trasferì in Spagna al Real Madrid. Due esperienze in bianco e nero che hanno fatto emergere tutti i limiti di Robben, soprattutto quelli di natura fisica. L’ala di Bedum viene infatti soprannominato “il talento di cristallo” per i continui infortuni e per i lunghissimi tempi di recupero che lo tengono lontano dal campo per molto tempo,impedendogli di esprimersi al meglio. La scorsa estate il Real Madrid ha così deciso di scaricarlo e per Robben si sono aperte le porte della Bundesliga con la firma del contratto per il Bayern Monaco. L’esperienza tedesca, che aveva preso le forme di ultima spiaggia, ha permesso al talento olandese di trovare una continuità di rendimento esplosiva messa in luce anche in Champions League dove ha eliminato quasi da solo Fiorentina, Manchester Utd e Lione.
Il Real Madrid, costretto a ospitare la finale tanto ambita nel suo stadio, si mangia ora le mani. A contendersi la coppa dalle grandi orecchie ci saranno proprio Milito e Robben: il primo avrebbe potuto prendere il posto del delundente Benzema (pagato 35 milioni di euro) mentre il secondo avrebbe composto con Cristiano Ronaldo la coppia di esterni più forte al mondo. Il momento della rivincità è arrivato e, a prescindere da chi vincerà, si prevede che i due saranno tra i protagonisti del prossimo pallone d’oro.
- Venerdì 21 Maggio 2010
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Commenti
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Il 23 Maggio 2010 alle 12:36 lapolide ha scritto:
Padova, 23 maggio 2010.
Di grazia, ma l’Inter di che “Razza” è….Razza Piave ? Ma va…
E’ bastata “una magica “sera ‘e Maggio” del 2010 per sfatare, questa volta in campo calciofilo, un altro falso mito.
Dicono che ieri sera si è svolto al Bernabeu di Madrid un incontro di calcio nomato “ Finale Chempions League” tra due squadre straniere. Una, il Bayern Monaco i cui natali e la provenienza non si discute essendo parte incarnata di uno Stato Sovrano: La Germania. L’altra, devo essere sincero, non si è capito bene da che Paese Sovrano provenisse pur nomandosi Inter ; chi dice Italia, chi dice no, chi dice è Apolide, per i componenti del gruppo pallonaro . Ma il bello non finisce qui e vi spiego il perché solo dicendovi il vincitore; sapete chi ? Quell’Apolide dell’ Inter sul Bayern per… 2 reti a zero; e segnate da chi, da un Italiano ? NO, da un fuoriclasse chiamato Milito di nazionalità Argentina ! Che credevate che fosse nativo di Moncalieri ?. Non vi dico i giornali, la stampa tutta impazzuta, tituli da sballo, tifosi allo stremo ella pazzia…Vittoria Italiana di qua, dell’Inter di là, notti brave, magiche; Champagne e contllions a stufo, aragoste, e molta, molta birra…a fiumi. Per cosa poi ? per festeggiare 45 anni di sofferenze ? Ma di chi le sofferenze se non dell’Argonauta Patron Moratti ( unico italiano a sborsar petrodollari a destra e a manca in barba all’Italianità ) alla ricerca del Vello d’Oro “ ?). Una domanda su tutte: sinceramente, ve la sentite di chiamarlo un Trionfo, un sogno del calcio Italiano tutto quello che ci stanno facendo ingoiare i giornali ? …Azzo ragazzi ! … Potete chiamarlo un orgoglio sportivo Italiano tutto ciò ? Calma e gesso guagliò….macchè invidia, macchè la volpe e l’uva, macchè tifoso deluso…..accà, nisciuno ‘è ffess’o !
lapolide