
Il gol segnato da Tshabalala per il momentaneo vantaggio del Sudafrica (AP Photo/Martin Meissner)
(DIARIO DEI MONDIALI) – Il mondiale in Sudafrica è iniziato ufficialmente. I padroni di casa, spinti dall’assordante suono delle Vuvuzelas, le trombette con cui ogni tifoso si fa sentire allo stadio, sono scesi in campo pareggiando per uno a uno con il Messico di Javier Aguirre, Carlos Vela e Rafael Marquez.
Per la prima volta la più importante competizione calcistica del mondo viene ospitata dal continente nero, un evento storico e colorato dall’euforia di un popolo che per ritmo e colori non ha niente da invidiare ai sudamericani.

I tifosi sudafricani presenti al Soccer City Stadium (EPA/RONALD WITTEK)
Il discorso d’apertura del presidente sudafricano Jacob Zuma, che ha messo la pelle d’oca agli oltre 80.000 tifosi accorsi allo stadio Soccer City di Johannesburg, si è concluso con un’esaltante “it’s time” che ha sancito l’inizio della competizione sportiva più seguita al mondo.

I giocatori del Sudafrica si concentrano prima del fischio d'inizio (AP Photo/Luca Bruno)
Il Messico è stato autore di una prova altalenante e non è riuscito a concretizzare la maggiore qualità tecnica nonostante il talento di Dos Santos, giocatore del Galatasaray brevilineo e veloce. I padroni di casa sono riusciti a difendersi cercando veloci ripartenze e affidandosi all’estro di Pienaar ma alla fine hanno subito il pareggio a causa di un’ingenuità difensiva Mokoena. Il primo tempo è stato di marca messicana mentre nella ripresa i giocatori allenati da Carlos Alberto Parreira hanno saputo concretizzare il gioco e sono apparsi più lucidi degli avversari.

Pienaar prova a mettere in difficoltà il Messico con un calcio di punizione (AFP PHOTO / ROBERTO SCHMIDT)
La prodezza balistica che ha fatto letteralmente esplodere il Soccer City è arrivata al 54′ con un capolavoro balistico di Siphiwe Tshabalala che ha calciato un sinistro potente sotto l’incrocio dei pali dopo essere entrato in area defilato sulla sinistra. Il primo gol del mondiale sudafricano porta quindi la firma di un ragazzo nato proprio a Johannesburg e ala di una delle squadre della capitale, il Kaizer Chiefs. Il pareggio è arrivato al 77′ con Rafael Marquez, centrale del Barcellona che è riuscito a segnare di piatto destro a pochi metri dal portiere approfittando di un errore della difesa sudafricana incapace di applicare il fuorigioco.
La partita ha messo in mostra anche il talento di Khune, portiere sudafricano autore di splendidi interventi che almeno in tre occasioni hanno salvato il risultato. Non si può dire invece lo stesso per il collega Oscar Perez, peggiore in campo nelle file messicane messosi in mostra solo per interventi incerti, uscite fuori tempo e rinvii frettolosi. Sconcertante infine la partita del messicano Blanco che ha dimostrato come l’esperienza non sia sempre sinonimo di utilità: sovrappeso, in difficoltà nella corsa e nel palleggio, il trentasettenne attaccante ha messo i brividi ai tifosi messicani.
- Il gol di Rafa Marquez (AP Photo/Matt Dunham)
- La festa dei sudafricani dopo il gol del vantaggio (AP Photo/Martin Meissner)
- Tifosi africani in festa ( EPA/YURI KOCHETKOV)
- Il discorso iniziale di Joseph Blatter e Jacob Zuma (AP Photo/Martin Meissner)
- Un tifoso africano sorride ai fotografi (EPA/GEORGI LICOVSKI)
- Venerdì 11 Giugno 2010
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