
Un tifoso brasiliano sulla spiaggia di Copacabana a Rio, durante Brasile-Corea del Nord (AP Photo/Silvia Izquierdo)
DIARIO DEI MONDIALI - Neanche avessero vinto contro di noi. Per l’80 per cento dei brasiliani, anche se la vittoria è stata striminzita (2 a 1) e contro la Corea (del Nord, quella più debole, oltre il centesimo posto nelle classifiche FIFA), ieri il Mondiale è iniziato. Con trombette “simil vuvuzelas” che hanno rotto i timpani sino a tarda sera, sorrisi a 45 denti e domanda tipica nei confronti dell’emigrante italiano di turno che osava sottolineare la performance disastrosa di Kakà, Felipe Melo e Luis Fabiano: “noi abbiamo vinto e siamo primi del girone, notizie del Paraguay?”.
Sì, il mondiale è iniziato. Senza dubbio alcuno. Per capirlo ieri è stato sufficiente uscire in strada ieri alle due e mezza del pomeriggio, un’ora prima del calcio d’inizio dell’esordio dei canarini contro i coreani. Nel mio quartiere, l’Itaim Bibi di San Paolo, banche chiuse (tutte), negozi chiusi (tutti meno i bar), segretarie ed impiegati non con i soliti vestiti d’ordinanza (uomini in giacca e cravatta, donne in tailleur e camicetta bianca) ma con magliette della Seleçao di ogni “ordine e grado”, da quella di Romario del 94 a quella di Ronaldo del 2002.
- Un tifoso brasiliano sulla spiaggia di Copacabana a Rio, durante Brasile-Corea del Nord (AP Photo/Silvia Izquierdo)
- Alla periferia di Brasilia
- Joao Durval, a Brasilia
- Il negozio di un meccanico a Brasilia
- Lula suona la vuvuzela
Agli incroci, poi, venditori ambulanti che sino a ieri timidamente ti offrivano tovaglie e gomme da masticare e adesso con parrucconi gialli in testa degni del miglior Bob Marley cotonato appena ti vedono fermo al semaforo, per segnalarti gioiosamente la loro presenza scelgono di trapanarti i timpani con trombe, trombette e tromboni di ogni dimensione. Cose che da noi mai viste.
Neanche dopo la finale vinta ai rigori contro la Francia.
Il ruolo di stridente contraltare al popolo, sempre e comunque felice, anche per una striminzita vittoria contro la Corea del Nord, l’ha fatta ancora una volta la stampa locale, davvero poco in sintonia con la “pancia” di questo paese.
Le critiche più feroci sono state dedicate all’ex milanista Kakà, definito da alcuni “un’ombra deambulante in campo” e da altri più sinteticamente “un disastro”. Una reazione, forse, all’operazione di marketing imposta ai media brasiliani nei giorni scorsi dalla di lui sposa, la neo-pastora della setta Renascer Caroline Celico che proprio in concomitanza con questi mondiali ha lanciato un CD e un DVD di musiche gospel - o pop, di musica capisco nulla o quasi essendo fermo a Battisti (Lucio) – con alcuni testi scritti dallo stesso Kakà – assieme alla cantante Claudia Leitte ma soprattutto alla “bispa”, la vescova Sonia.
Ovvero la fondatrice assieme all’apostolo Estevam Hernandes di Renascer, tornata di recente in Brasile dopo un paio di anni al fresco nelle patrie galere statunitensi per avere introdotto illegalmente decine di migliaia di dollari nascosti nel doppio fondo di una Bibbia.
Settimana scorsa Caroline svettava su tutte le riviste patinate e i quotidiani verde-oro per questo lancio, oggi svetta il marito per l’evanescente prestazione contro i nord-coreani. Il mondiale sudafricano alla vigilia doveva essere il Mondiale di Kakà e forse proprio per lui Dunga non ha convocato Ronaldinho Gaucho e Pato, troppo poco “bravi ragazzi” e il duo santista Ganso Neymar. Resta il fatto che, per fortuna, ci sono Robinho ed Elano che, non a caso, ieri hanno celebrato il secondo gol contro la debole Corea con una danza, quella che erano soliti fare nel Santos.
- Mercoledì 16 Giugno 2010
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Commenti
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Il 17 Giugno 2010 alle 20:17 Tweets that mention Brasile: feste in strada per la vittoria sulla Corea del Nord, Kakà in croce sui giornali - Sport - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
[...] This post was mentioned on Twitter by Paolo Manzo, Riviste Italiane. Riviste Italiane said: Rivista: Brasile: feste in strada per la vittoria sulla Corea del Nord, Kakà in croce sui giornali http://ow.ly/17Lkvk [...]
Il 17 Giugno 2010 alle 22:01 lillo111 ha scritto:
Per Kakà ci vuole solo una cosa: una purga…
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze
Il 19 Giugno 2010 alle 12:31 max ha scritto:
kakà o non kakà…..il BRASILE in finale ci va!!!!!