
La maglia dell'Albiceleste (Credits: Juanedc by Flickr)
Nonostante la cocente eliminazione per mano della Germania, Diego Armando Maradona è stato accolto bene da tifosi e dalla stampa argentina e, a differenza del brasiliano Dunga immediatamente esonerato, il destino del “Pibe de Oro” è ancora tutto da decidere.
Il rebus se Maradona deciderà di restare o se, come alcuni sostengono, potrebbe tentare un ritorno a Napoli, questa volta nelle vesti di allenatore e non di genio in campo, sarà risolto nelle prossime ore , forse già domani, quando Diego incontrerà il presidente della Federazione argentina di calcio (AFA) Julio Grondona.
La maggior parte dell’hinchada argentina, la tifoseria, non ha comunque gettato la croce addosso a Maradona né alla squadra. Poco dopo l’eliminazione Diego Armando aveva detto che il suo ciclo come tecnico della nazionale era “finito” e che aveva “dato tutto”. Da alcuni giorni, però, Maradona si è chiuso in un doloroso silenzio nella sua casa, assieme ai suoi affetti più cari, ovvero le figlie.
“E’ molto afflitto, tristissimo, distrutto. Lo ha commosso l’accoglienza della sua gente e questo gli ha fatto ancora più male. È come se gli fosse morto un famigliare molto stretto”, ha detto un suo amico. In televisione alcuni giornalisti sportivi disquisiscono ancora oggi sulla “scarsa mobilità” del centrocampo argentino nel match contro la Germania o sulle alternative tecniche che Diego avrebbe potuto prendere, ma nessuno pensa che il problema sia stato l’ex numero 10 di Boca, Barça e Napoli.
Ma non è solo la gente comune e gran parte della stampa ad essere vicina a Diego, condividendone il dolore sportivo. In queste ore difficili è infatti sceso in campo lo stesso Grondona che a Cadena 3, rispondendo ad una domanda se intendesse cambiare l’allenatore ha risposto secco: “Maradona è l’unica persona in questo paese che può fare ciò che vuole”, mentre sul tema è intervenuta anche la presidenta Cristina Kirchner ha lanciato un appello affinché Diego “aguante”, ovvero resista.
L’unica nota polemica nei giorni scorsi è arrivata da Sebastian “la Brujita” Veron o, meglio, da suo padre Juan Ramon “la Bruja” Veron, ex centrocampista dell’Estudiantes con cui vinse 3 Libertadores e un’Intercontinentale, che in un’intervista all’agenzia di stampa DyN ha criticato le scelte tecniche di Diego in merito alla posizione in campo del figlio.
- Martedì 13 Luglio 2010

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