
Maradona in conferenza stampa: 'Grondona è un bugiardo' (EPA/LEO LA VALLE)
No, non è stato il normale avvicendamento di un tecnico dopo una sconfitta ai Mondiali senza se e senza ma – 4 scoppole contro la Germania ai quarti di finale.
Innanzitutto perché, appena rientrato all’areoporto di Ezeiza assieme ai ragazzi dell’albiceleste, Diego Armando Maradona era stato acclamato come un vincitore, a differenza del Brasile di Dunga, costretto a nascondersi dietro la protezione delle forze dell’ordine per evitare le uova.
- Maradona in conferenza stampa: ‘Grondona è un bugiardo’ (EPA/LEO LA VALLE)
- Diego durante la conferenza stampa
- Con Diego si era schierata anche la presidente Cristina Fernandez de Kirchner
- Dalma e Giannina, figlie di Diego Maradona durante la conferenza stampa
- Maradona ha accusato BIlardo di tradimento. Bilardo era con Diego in Sudafrica
I sondaggi online dei giornali e i commenti in tv mostravano che in pochi a Buenos Aires se la sentivano di gettare la croce addosso al Pibe de Oro che, nell’ordine, era riuscito a far vedere il miglior gioco prima del disastro contro i teutonici, aveva criticato vuvuzelas e Jabulani, come qualsiasi persona di buon senso avrebbe fatto, infine si era presentato in panchina vestito con un impeccabile gessato e cravatta, sostituendo i maglioni delle qualificazioni che gli avevano fatto vincere il titolo di “allenatore peggio vestito al mondo”.
Anche se non ha vinto, in Sudafrica Diego ha dato spettacolo, sia in panchina che in conferenza stampa, dimostrando di essersi completamente recuperato, innanzitutto come uomo, dal dramma della dipendenza da cocaina.
Rinascere dalle ceneri come un’araba fenice, rialzarsi dalla polvere è prerogativa solo dei grandi. A questo deve avere pensato Cristina Fernandez de Kirchner, la presidenta che, poche ore dopo il rientro della nazionale dal Sudafrica aveva lanciato un appello affinché Diego rimanesse alla guida della Selección, iniziando un’intensa attività di lobby.
O forse al fatto che Maradona l’ha sempre appoggiata politicamente, lei della sinistra peronista - quella vicina ai Montoneros e antitetica al peronismo liberista di Carlor Menem - lui amico di Hugo Chávez e Fidel Castro, rivoluzionario nel calcio come nella vita.
Il presidente dell’AFA, la Federazione argentina di calcio, Julio Grondona, lo stesso che al mondiale del 1978 stringeva la mano a Jorge Rafael Videla, il dittatore più sanguinario della storia recente argentina, aveva annusato la pancia del paese e del potere e, con un tempismo degno di miglior sorte, se ne era uscito con una frase che aveva fatto pensare a tutti che Maradona sarebbe rimasto. “Diego è l’unico in questo paese che può fare ciò che vuole”.
Peccato però che, mentre passavano i giorni e Maradona continuava recluso nella sua abitazione, depresso per l’eliminazione – “è distrutto” ha detto chi lo ha visto in quei giorni - Don Julio, il boss dell’AFA sul trono del calcio argentino da 31 anni, stesse già preparando il suo siluramento forse per sostituirlo con Carlos Bilardo, che in Sudafrica affiancava Diego nell’ombra. Nessuno, neanche Grondona, poteva però prevedere l’ira funesta di Diego.
“Grondona mi ha mentito, Bilardo mi ha tradito“ ha spiegato martedì scorso in conferenza stampa un Maradona triste come solo gli argentini possono esserlo.
“Ho valori morali che ho appreso sin da bambino, valori che loro non hanno”, ha aggiunto quasi con le lacrime agli occhi.
“Grondona mi ha detto che voleva che restassi ma al contempo mi ha chiesto di silurare sette persone del mio staff tecnico”, una provocazione nei confronti di un uomo che, al di là di tutti i suoi difetti – tantissimi – si è contraddistinto sempre per il coraggio con cui ha difeso, quando giocava, i suoi compagni di squadra e, da allenatore, i suoi collaboratori. “Sapeva che non avrei potuto accettare di tradire gli uomini del mio staff, in realtà è stato un modo per mandarmi via”.
Il risultato pratico della filippica maradoniana è che i vertici del calcio argentino sono nel caos perché, al di là di ogni considerazione nel merito, le parole di Diego hanno molta influenza, su tifosi e stampa. “Mi avrebbe potuto dire di tutto meno che sono un traditore. Per qualcuno quella parola non significa nulla, per me sì”, ha replicato ieri per radio “nasone” Bilardo che, lunedì prossimo ha già annunciato una conferenza stampa all’hotel Intercontinental in cui, presumibilmente, risponderà alle accuse del Pibe de Oro e chiarirà anche il suo futuro in seno alla Federazione argentina.
Oggi Bilardo è ufficialmente il “direttore tecnico”di tutte le nazionali argentine, era il nome scelto da Grondona ma, di fatto, le polemiche con Maradona e la gestione del passaggio fatta dal presidente dell’AFA lo ha indebolito molto. Al punto che il ct che dovrebbe accompagnare l’Argentina a Dublino il prossimo 11 agosto nell’amichevole contro l’Irlanda sarà, secondo la stampa di Buenos Aires, Sergio Batista. Un mandato a breve scadenza perché il tecnico che guiderà l’Argentina sino ai Mondiali brasiliani del 2014 sarà annunciato da Grondona solo a fine anno. Staremo a vedere se sarà ancora Bilardo o, viste le polemiche con Maradona, si opterà per un nome nuovo.
Resta la tristezza di una modalità del tutto anomala per “far fuori” Diego da parte di Grondona, vicepresidente della FIFA e in grado di vincere in 31 anni da conductor appena una Coppa del Mondo, Messico 86, il mondiale di Maradona.
A volte il destino gioca brutti scherzi. Come quello che, secondo alcune indiscrezioni, vorrebbe Diego allenare, nei prossimi mesi, una squadra brasiliana.
- Venerdì 30 Luglio 2010
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Commenti
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Il 30 Luglio 2010 alle 22:00 Roberto ha scritto:
Trovo questo articolo stupendo.
Anche secondo me Maradona è il più grande tra i giocatori. Era un dio quando era giovane, come giocatore, però ora non lo è più. Come giocatore è vecchio ma come uomo è ancora giovane. Bilardo, 71 anni, Grondona, 78 anni, Parreira, 67 anni, lavorano ancora. Perciò tanto più deve lavorare Maradona che non ha neppure compiuto 50 anni sia per tenersi occupato sia perché, io penso, forse ha bisogno di lavorare per vivere. Il lavoro più ovvio per un calciatore in pensione è quello dell’allenatore. Per essere un allenatore efficiente bisogna necessariamente avere un diploma? Se sì, allora Maradona, se vuole continuare in questo lavoro, dovrebbe umilmente mettersi a studiare per conseguire questo diploma.
Perché, secondo voi, Grondona, per spegnere l’incendio del calcio argentino non ha chiamato sin dall’inizio Bilardo, allenatore più esperto e magari come vice Maradona se accettava per poter imparare il mestiere accanto uno più esperto di lui?
Io non sono d’accordo che Maradona è privo di cervello. Un giocatore che gioca con tanta genialità e con impressionante precisione certamente un cervello lo ha e certamente la sua bravura come giocatore è dovuta oltre che alla genialità anche a tanto allenamento, a tanta dedizione per il suo lavoro. Ora Maradona dovrebbe impiegare altrettanta dedizione a questo nuovo lavoro per raggiungere anche in questo se non la perfezione almeno lusinghieri risultati. Spero che lo farà.
Anche ora, secondo voi, perché Grondona non ha proposto a Maradona di avere Bilardo come vice senza però licenziare gli altri collaboratori?
Non mi pare per Maradona una buona scelta quella di andare in Brasile. Lo vedrei meglio a Napoli se per lui fosse possibile tornarci.
Ho scritto queste cose perché, anche se non sono un esperto in materia, amo il calcio, Maradona, il suo modo di giocare il calcio, divertente, eccitante, “antidepressivo” come ha scritto un altro suo fan.
Il 2 Agosto 2010 alle 00:35 Roberto ha scritto:
Vorrei aggiungere queste cose.
Ho letto una frase di Maradona che dice di venerare Bilardo come un padre. Ho letto pure che Bilardo ha dichiarato che darebbe la vita per Maradona. Ha detto pure che in passato lui ha lottato per Maradona e Maradona ha lottato per lui. Sarebbe bello se continuassero insieme a lottare l’uno per l’altro.
Come ha detto Parreira, Maradona ha bisogno di uno staff che lo aiuti. Però deve essere uno staff altamente qualificato come quello che aveva Beckenbauer quando ha vinto i mondiali. Un giornalista tedesco Peter Ahrens ha scritto che è mancato a Maradona lo staff al livello di quello che aveva Beckenbauer per vincere i mondiali.
Maradona per lealtà verso i suoi collaboratori li difende ma questi sono veramente all’altezza del loro compito come quelli di cui disponeva Beckenbauer? Forse occorrono, anche in aggiunta , altri tecnici di gran lunga più qualificati.
Maradona, se non è stupido come alcuni sostengono, ma io credo che non lo sia, si renderà conto di ciò.
Io non sono un esperto ma poiché Maradona è ancora giovane penso che potrebbe e dovrebbe acquisire studiando, come fanno tutti gli allenatori, il bagaglio tecnico che occorre per il calcio di oggi, comprese tattica e strategia ecc., la cui insufficiente padronanza gli viene rimproverata. Tuttavia Maradona, pur essendo agli inizi come allenatore, non ha fatto né meglio ma neppure peggio dei suoi precedessori e pertanto era giusta la scelta di riconfermarlo. Rob Hughes ha scritto:
“…whatever happens between Argentina and Germany in Cape Town on Saturday, your team has been the joy of this tournament.”
Il 5 Agosto 2010 alle 21:09 Roberto ha scritto:
Ancora alcune riflessioni.
Leggendo su tutte le lotte per il potere( e tra l’altro c’è pure un signor Vila che vuole spodestare Grondona) che in questi giorni e in queste ore si stanno svolgendo in Argentina nel mondo del calcio,per di più statalizzato,uno non può fare a meno di chiedersi su quali persone poteva veramente contare Maradona negli ultimi mondiali.
Di chi poteva fidarsi? Chi erano i suoi veri amici? Grondona che lo ha nominato ? I suoi collaboratori che Bilardo ha definito vermi? Bilardo che ha detto riguardo a Maradona cose che hanno sbalordito e indignato tutti?
Sono sincere le ultime dichiarazioni concilianti di Bilardo? Sono dettate da vera amicizia o da altri motivi? Non si sa.
Fatto sta che Bilardo ora è più potente che mai e,invece,Maradona ha perduto il suo posto e ha fatto pure da “parafulmine”,perché quasi tutte le critiche sono piovute su di lui. Giustamente?
Del resto lo stesso Bilardo ha detto che non era colpa di Maradona,ma dei suoi collaboratori.
Solo dei suoi collaboratori o anche di altri?
Non sappiamo neppure se il tempo chiarirà tutti i dubbi e gli interrogativi che questa intricatissima vicenda ha fatto nascere.
Gustavo Clausi
Bioquímico del Hospital Militar y EMECUR (Emergencias Médicas Curuzú) -Miembro Titular de la Asociación Argentina de Microbiología - Miembro de la Sociedad Belgraniana Curuzú Cuatiá il 5-8 ha scritto:”Maradona fue convocado de urgencia por la AFA en el tramo final de las eliminatorias….Maradona fue el mejor jugador de la historia del futbol eso implica sabe ganar y muchas veces saber perder, eso es el fútbol, es así. Saber de tácticas y estrategias ayuda mucho, pero no asegura nada…
Razones para que Maradona siga
La AFA lo quiere a Diego por motivos económicos en primer término y futbolísticos en segunda instancia.
21/07/2010 Gustavo Aro
Hay dos motivos muy fuertes por los que Diego Maradona tiene que seguir al frente de la selección argentina de fútbol. Uno es económico: la presencia de Diego en el banco de suplentes es para la AFA como una maquinita de hacer billetes. Para muestra, un datito: Argentina, con Diego como DT, cobrará un buen monto de dinero por cada amistoso internacional (se estima un millón de dólares por partido).
De acá a la Copa América 2011, la AFA tiene agendados siete encuentros, lo que equivale decir siete millones de dólares en la bolsa. El 11 de agosto enfrentará a Irlanda; el 3 de setiembre a España, y falta confirmar el del 17 de noviembre, que sería ante Brasil, nada menos.
El otro motivo es futbolístico: Maradona, con sus caprichos a cuesta, hizo lo mismo que el riguroso Daniel Passarella y el prolijo José Pekerman (llegar a cuartos en los mundiales) y mucho más que el liberal Alfio Basile (octavos) y el metódico y estudioso Marcelo Bielsa (no pasó la primera fase).
Salvo César Luis Menotti y Carlos Salvador Bilardo, los únicos técnicos argentinos campeones del Mundo, el resto está ahí, en la misma línea de generalidades, aciertos y errores. No muestra el horizonte, hoy por hoy, un técnico que pueda desplazar a Maradona de su cargo.
Nombres aparecen todos los días: Gerardo Martino, Néstor Gorosito, Jorge Burruchaga, Alejandro Sabella y hasta el holandés Louis van Gaal se postuló para un cargo que, a juzgar por los resultados de los últimos 24 años, les queda grande a todos, salvo a los ya mencionados Menotti y Bilardo.
Maradona, con algunos cambios de actitud en su comportamiento (sobre todo cuando habla), tiene que seguir en la selección.
Non ho tradotto in italiano perché si capisce lo stesso.