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Australian Open
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Nadal stringe la mano a Federer nella semifinale degli Australian Open 2012, vinta dallo spagnolo (Credits: AP Photo/Rick Rycroft)
“Djokovic-Nadal? Una partita estenuante per i giocatori, non bella, proprio no, ma avvicente, senza dubbio”. Rino Tommasi ieri ha detto la sua sulla finalissima degli Australian Open 2012, quella più attesa, quella che ha messo di fronte due dei migliori tennisti del circuito internazionale. Per quasi 6 ore filate il serbo e lo spagnolo, rispettivamente numero 1 e 2 del mondo, hanno messo a ferro e fuoco la Rod Laver Arena di Melbourne per strappare una vittoria che vale tantissimo. Certo, per il titolo, chiaro, anche per la soddisfazione e pure per il denaro. Ma soprattutto per l’orgoglio di lasciare al palo l’avversario di sempre e sentirsi il migliore in assoluto. Almeno per qualche settimana, fino al torneo successivo. Che per gli amanti del Grande Slam, si chiama Roland Garros. In attesa della prossima sfida, vi proponiamo una carrellata delle più belle finali di sempre secondo il popolare portale sportivo bleacherreport.com. E’ un tuffo nella storia dello sport della racchetta.
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Novak Djokovic festeggia la vittoria (Credits: LaPresse)
Gli
Australian Open, primo slam della stagione, hanno regalato due settimane di grande tennis ed emozioni. Ecco la nostra fotogallery
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Novak Djokovic urla la sua gioia al termine della lunghissima sfida contro Nadal (Credits: AP Photo/Mark Baker)
Meglio, addirittura molto meglio delle previsioni della vigilia che già indicavano lo scontro tra i due mostri sacri del tennis mondiale come assolutamente imperdibile per una serie lunghissima di ragioni. Novak Djokovic e Rafa Nadal si giocavano la finale degli Australian Open, il primo dei tornei del Grande Slam, uno dei più importanti e quotati di tutto il circuito del tennis pro. E’ stato un incontro assolutamente straordinario. Per 5 ore e 53 minuti, roba da sfinimento per il 99% degli atleti di tutte le altre discipline, i due tennisti si sono battagliati senza soluzione di continuità con un sali e scendi di emozioni uniche e impressionanti. Alla fine, ha avuto la meglio il serbo, ancora lui, il numero 1 della classfica Atp, la bestia nera di Nadal che per mano di Djokovic ha perso le ultime sette finali disputate. “Purtroppo, o per fortuna, nel tennis non c’è il pareggio”, dice Rino Tommasi a panorama.it. A lui, chiediamo di addentrarsi nell’analisi del match.
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Novak Djokovic si conferma campione di Melbourne (Credits: LaPresse)
Epica. Memorabile. Da record. Ci sono migliaia di termini che verranno usati per definire la sfida tra Nadal e Djokovic di oggi. Per non essere banali potremmo dire che è stato un “brunch” (per chi non lo sapesse il brunch è quel pasto, tipico americano ora molto in voga anche in Europa, che si fa la domenica ed unisce la colazione al pranzo).
Proprio quello che hanno fatto stamane i due fenomeni del tennis mondiale. Perché hanno cominciato a giocare alle 9.30, quando eravamo tutti in pigiama, con la prima tazza di caffè in mano, ed hanno finito quando ormai erano le 15.35 e dalle tavole imbandite del pranzo si stavno ritirando anche i bicchieri del limoncello… Continua

La foto di fine gara tra le quattro protagoniste nel doppio degli Australian Open 2012 (Credits: La Presse)
Alla vigilia, in pochissimi avrebbero scommesso su di loro. Erano la coppia numero 11 del tabellone nel doppio femminile degli Australian Open, primo Slam della stagione. Eppure, Sara Errani e Roberta Vinci qualche ora fa erano sul campo principale del torneo, la bellissima Rod Laver Arena, a battagliare con le titolarissime russe Kuznetsova e Zvonareva per vincere una delle coppe più prestigiose del tennis internazionale. Non ce l’hanno fatta, ma hanno corso seriamente il rischio di fare loro la gara contro un duo che sulla carta sembrava molto più forte di quello che invece ha poi espresso in campo. 5-7, 6-4, 6-3, era iniziata benissimo, è finita tra le lacrime e i sorrisi.
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Ennesima prova strepitosa di Nadal contro Federer agli Australian Open (Credits: AP Photo/Aaron Favila)
“A questo punto, Federer ha i complessi. Perché se ha bisogno di giocare come ha giocato nei primi venti minuti della partita per sottomettere Nadal, beh, non lo batterà mai più. Non potrà mai giocare tutta una partita su quei livelli”. Rino Tommasi commenta a caldo la vittoria dello spagnolo sullo svizzero nelle semifinali degli Australian Open e sgombra il campo da un tema che impegna da tempo gli addetti ai lavori:
“Stiamo a discutere se è giusto che Federer meriti di essere considerato il più grande di tutti i tempi. E allora, se lui non riesce a dimostrare di essere il più grande del suo tempo diventa difficile sostenere la tesi precedente. Certo, si dovesse parlare soltanto della qualità del suo tennis, lui è certamente il miglior modello mai apparso su un campo. Però contano anche i risultati”.
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La Rod Laver Arena di Melbourne, il teatro degli incontri principali del tabellone degli Australian Open (Credits: La Presse)
E’ il primo dei quattro tornei del Grande Slam. Chi vince l’Australian Open si carica di gloria e di denaro da poter vivere di rendita per qualche settimana, in attesa del grande appuntamento successivo, gli Open di Francia. A Melbourne hanno stravinto tennisti da copertina come Andre Agassi e Roger Federer, che hanno alzato al cielo il trofeo per quattro volte. Una in meno di Serena Williams, che nel femminile ha dettato legge per diverso tempo. Da qualche giorno è in corso l’edizione 2012, la numero 100 della storia, che vede rispettate le gerarchie della vigilia. I protagonisti sono ancora in gara, come da copione. E noi abbiamo chiesto a Rino Tommasi, volto noto del tennis e della boxe internazionale, di dirci la sua a proposito.
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Sara Errani si ferma ai quarti con la Kvitova (Credits: La Presse)
Alla fine, tutto è andato secondo le previsioni. Che davano vincente nei quarti di finale degli Australian Open la tennista ceca Petra Kvitova, numero due del tabellone e in corsa per strappare il titolo di numero uno del ranking Wta a Caroline Wozniacki, sulla bolognese Sara Errani, rivelazione del torneo dei canguri nel singolare femminile. 6-4, 6-4, in un’ora e 51 minuti. La tennista emiliana ha capitolato di fronte ad una delle più grandi protagonisti degli ultimi tempi. Ha giocato bene, anzi, benissimo la Errani, tenendo in piedi fino all’ultimo una gara che i numeri (e la logica) davano per persa già in partenza. Poteva essere un massacro, è stata invece la dimostrazione che Sarita (è il nomignolo che le riconoscono da qualche tempo per via dei suoi allenamenti in terra di Spagna) può giocarsela anche ad alti livelli.
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La Errani in sala stampa dopo il successo contro la Zheng (Credits: La Presse)
Dicono che stia facendo impazzire l’agenzia che si occupa del suo rientro in Europa. Aveva programmato di tornare nei giorni scorsi, dopo aver fatto il proprio dovere agli Australian Open. E invece, no. Ennesima telefonata all’agenzia: si parte più avanti, viaggio spostato per la gioia di tutti gli appassionati del tennis italiano. Sara Errani, Sarita per chi la conosce da vicino e sa dei suoi allenamenti estenuanti a Valencia sotto la guida del tecnico spagnolo Pablo Lozano, è entrata nella storia dalla porta principale. Battendo ieri la cinese Zheng negli ottavi, match quasi perfetto per approccio e contenuti, si è qualificata per la gara che vale un posto nei quarti, come soltanto la Zanetti nel 2002 e la Schiavone nel 2011 erano riuscite a fare.
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La delusione di Potito Starace eliminato dal giapponese Tatsuma Ito (LaPresse)
di Giovanni Capuano
Nessuno chiedeva il miracolo a Paolo Lorenzi, passato dal purgatorio delle qualificazioni all’inferno del debutto sul centrale di Melbourne al cospetto di sua maestà Djokovic. E infatti Lorenzi non ha fatto nessun miracolo, ha perso racimolando la miseria di 2 game e torna a casa. Il problema è che insieme a lui torna a casa anche il resto della pattuglia maschile in una giornata degli Australian Open che verrà ricordata come quella dell’ecatombe del tennis azzurro. Continua

Li Na in festa (AP Photo/Shuji Kajiyama)
La cinese Li Na, testa di serie numero 9 del seeding e numero 11 al mondo, ha battuto la danese Caroline Wozniacki, la numero uno, per 3-6, 7-5, 6-3, e si è qualificata per la finale degli Open d’Australia. Per la ragazza di Wuhan, città di oltre 9 milioni di abitanti nel centro della Cina, è un’impresa storica: è la prima asiatica a raggiungere la finale di un torneo del Grande Slam. FOTO

L'italiana Francesca Schiavone cade sulla rete (AP Photo/Andrew Brownbill)
Ana Ivanovic, ex numero uno e una delle bellezze più splendenti del tennis, ha lasciato l’Australian Open al primo turno. Uscita agli ottavi anche Maria Sharapova, l’avvenente russa testa di serie numero 14 del torneo.
Se non ce la fa un’altra bella dello Slam, la nostra Flavia Pennetta, sconfitta dalla ceca Kvitova, Francesca Schiavone ha centrato i quarti di finale per poi però cedere contro Caroline Wozniacki, a sua volta sorprendentemente battuta dalla cinese Li Na. Finale Li Na-Kim Clijsters.
Il tennis femminile in terra australiana, al di là di uscite importanti e di sconfitte inaspettate, ci ha regalato e ci sta regalando bel gioco, atleticità, prove di nervi e fisicità. Che in redazione ci piace guardare anche da altri aspetti: quello di muscoli allungati in una rincorsa, visi perlati di sudore o tesi, sguardi capaci di attrarre per i loro risvolti sexy.
In un equilibrio tra femminilità e forza atletica, ecco il lato sexy del tennis. Seguiteci perché nuove foto arriveranno ogni giorno. FOTO