- Tags: Alberto Contador, ciclismo, clenbuterolo, doping, floyd landis, Giro d'Italia, Ivan Basso, John Fahey, squalifica, tas, Tour de France, Uci, wada
-
Alberto Contador non ci sta. E rilancia la sua innocenza, quella che il Tas di Losanna non ha considerato sufficientemente credibile, meglio, dimostrabile. Due anni di stop, con sospensione che scade il prossimo 5 agosto per via del periodo già trascorso dal momento dell’accertamento della violazione (luglio 2010). Il ciclista spagnolo è stato condannato al massimo della pena prevista in questi casi. Per il tribunale sportivo internazionale, il clenbuterolo trovato nelle sue urine non è stato causato da un’intossicazione alimentare dovuta al consumo di carne alterata (la famosa bistecca di cui si parla da tempo). Almeno, quasi certamente. La sentenza parla infatti di probabilità, non di certezza. Ma tanto basta per chiudere la pratica che ha tenuto col fiato sospeso il ciclismo mondiale per 18 mesi. Ieri Contador ha risposto alle domande dei giornalisti in una conferenza stampa convocata all’indomani del giudizio del Tas. “Non posso capirlo – dice il fuoriclasse dei pedali -. Ho fatto tutto per dimostrare la mia innocenza, compresa la macchina della verità. Ma non è stato sufficiente”.
Continua

Contador alla presentazione del Giro d'Italia 2012 (Credits: Daniele Badolato / Lapresse)
Alberto Contador come Riccardo Riccò, Tyler Hamilton, Steven Rooks, Alejandro Valverde e tanti, tantissimi altri. Il ciclismo su strada perde un altro protagonista, probabilmente il migliore, il più quotato. Due anni di squalifica per doping e tanti saluti al prossimo Tour de France e alle Olimpiadi di Londra. Colpa dell’assunzione di clenbuterolo, una sostanza che compare nell’elenco delle molecole proibite dalla Wada, l’agenzia mondiale antidoping.
Lui, Contador, ha sempre sostenuto di aver consumato una bistecca di bovino infetta. Ma il Tas non gli ha creduto ed ha applicato nei suoi confronti la massima pena prevista. Il ciclista spagnolo tornerà in pista dal prossimo mese di agosto, perché la sospensione ha inizio da quando l’illecito viene riscontrato. E per Contador si parla del luglio 2010, nel pieno del Tour de France che lui vinse. Come lui, tantissimi. Ecco un elenco dei casi più noti. Difficile pensare che non ci sarà un’appendice.
Continua

Alberto Contador è stato giudicato colpevole dal Tas di Losanna (Credits: La Presse)
Il Tas di Losanna ha messo stamane la parola fine sul caso che per due anni ha tenuto banco sulle pagine sportive della stampa internazionale. Alberto Contador, il ciclista spagnolo che in otto anni di attività professionistica ha collezionato successi incredibili per prestigio e continuità, è stato giudicato colpevole di aver assunto una sostanza dopante, il clenbuterolo, nel corso del Tour de France 2010. La Sentenza del Tas
Due anni di squalifica e tanti saluti al prossimo giro francese e alle Olimpiadi di Londra. In più, tanto per gradire, restituzione dei trofei vinti dal luglio 2010, vale a dire Tour de France e Giro d’Italia. Nessuno si aspettava una sentenza così dura, nemmeno i più pessimisti.
Continua

Alberto Contador con la maglia gialla del Tour 2010 (Credits: JULIEN CROSNIER / DPPI- LaPresse)
Tutta colpa di un filetto regalatogli da un amico, che avrebbe acquistato la bistecca in una macelleria di Irun, nei Paesi Baschi. Alberto Contador, il campionissimo del ciclismo, lo dice da sempre, da quando gli venne contestata la presenza poco elegante e soprattutto sportiva di clenbuterolo nel sangue. Oggi lo ripeterà al tribunale sportivo di Losanna (Tas), che dovrà giudicare se l’atleta è un truffaldino, oppure no. Continua

Marco Pantani "il Pirata" (Credits: MARCO MERLINI / LAPRESSE)
“Assolto perchè il fatto non costituisce reato”. E’ la motivazione con la quale la Cassazione ha prosciolto Fabio Carlino, lo spacciatore che procurò a Marco Pantani l’ultima dose di coacina purissima che provocò la morte del “Pirata” il 14 Febbraio del 2004. Un’assoluzione a di poco sorprendente. Carlino infatti in primo ed in secondo grado era stato infatt condannato a 4 anni e sei mesi di carcere oltre ad un risarcimento di 300mila euro verso i genitori di Marco Pantani. Continua

Contador e Cavendish alla presentazione del Giro 2012 (Credits: Federico Tardito / LaPresse)
di Dario Pelizzari
Prima la presentazione ufficiale del Giro d’Italia, poi quella del Tour de France. La stagione 2011 del ciclismo è appena finita ma è già ora di pensare alla prossima. Si è alzato infatti in questi giorni il sipario sui percorsi 2012 delle due principali corse a tappe del ciclismo internazionale.
Il Giro d’Italia cambia quasi completamente rispetto all’ultima edizione. Meno salite, più tappe per velocisti e, soprattutto, meno trasferimenti. Alcuni l’hanno definito “un Giro più umano”, perché sarà meno difficile rispetto a quello degli scorsi anni. Continua

Philippe Gilbert (credits: AP Photo/The Canadian Press, Jacques Boissinot)
240 km. Un percorso con alcune salite inedite ed un clima forse meno autunnale del solito. Domani il Giro di Lombardia (ora divenuto per ragioni di marketing solo “Il Lombardia”) chiude la stagione 2011 del grande ciclismo. La classica cosiddetta delle “foglie morte” è l’ultima occasione possibile per i big per salvare una stagione deludente o per raccogliere l’ennesimo risultato di prestigio. Anche per questo al via ci saranno tutti i big delle due ruote. Favorito d’obbligo il vincitore della passata edizione Philippe Gilbert, Continua

Schierati alla partenza - (credits: Mirco Mugnai)
Avevamo parlato dell’Eroica in un post di quasi un anno fa.
Una gara che racchiude in sè la storia della bicicletta.
Da anni, turisti di tutto il mondo, liberi professionisti e semplici appassionati, si riuniscono la prima domenica di ottobre a Gaiole in Chianti.
La partenza è fissata prima che sorga il sole.
Nessuna distinzione di età, nazionalità o professione: unica regola tassativa è il possedere una bicicletta cotruita entro il 1987 che abbia parti originali e un abbigliamento adeguato, pena la squalifica.
Superato questo punto, è tutta fatica e divertimento.
Salite, tornanti, ghiaia e lo splendido panorama fanno la differenza nei 205 kilometri totali dell’intero percorso.
Alla fine della giornata, scandita dai numerosi punti di ristoro che servono solamente Chianti e Finocchiona, non importa come ti sei classificato; importa solo aver partecipato ancora una volta all’Eroica.
-
-
Compagni di viaggio
-
-
Foto ricordo
-
-
Scatola ricambi
-
-
Un eroico in perfetta tenuta da gara
-
-
La partenza prima dell’alba
-
-
Eroici del Sol levante
-
-
Ricambi
-
-
Le colline
-
-
Schierati alla partenza
-
-
Un eroico in sella alla sua bici

Mark Cavendish è nato il 21 maggio a Douglas (Regno Unito) (EPA/Keld Navntoft)
Mark Cavendish ha vinto i Mondiali di ciclismo 2011 di Copenhagen (il secondo successo per il Regno Unito dopo quello di Tom Simpson a San Sebastián 1965), l’Italia ha fatto flop. Inutile lamentarsi - come ha fatto gran parte della stampa - del tracciato piatto e noioso: quando Mario Cipollini indossò la maglia iridata a Zolder 2002 su un percorso simile nessuno protestò.
Continua

Cadel Evans festeggia la vittoria del Tour de France 2011 sugli Champs Elysees (AP Photo/Laurent Cipriani)

Grandissimo Cadel Evans, abbiamo detto sabato dopo la cronometro. Ora che il suo nome è nell’albo d’oro del Tour de France, vediamo perché l’australiano è davvero il vincitore perfetto di questa edizione 2011.
1) Prima di tutto perché la sua vittoria allontana definitivamente l’idea che Cadel sia un “piazzato” e non un vincente. Oltre che sostanziale, per lui e la sua squadra, questo fatto significa anche molto per l’immagine del ciclismo professionista, e in generale per lo sport.
Nel 2009 a Mendrisio Evans vinse il Campionato del mondo, dando così un primo colpo a questa sua fama di secondo. Ma certo i due posti d’onore al Tour del France del 2007 e del 2008, dietro Contador e dietro Sastre pesavano, eccome. Continua

Cadel Evans nella crono di oggi a Grenoble (AP Photo/Christophe Ena)
Domani tappa per velocisti senza prevedibili cambi di posizione in classifica
Grandissimo Cadel Evans.
L’australiano, con una bellissima cronometro individuale a Grenoble, 20a tappa, conquista la maglia gialla e, salvo improbabili sorprese nell’ultima tappa di domani a Parigi, il Tour de France 2011.
E’ la pià grande soddisfazione della carriera di Cadel che nel 2009 aveva vinto il Campionato del mondo a Mendrisio, già allora cancellando la sua fama di eterno piazzato.
Comunque, dopo due secondi posti nella corsa in giallo - a 34 anni, Cadel Evans si porta a casa il traguardo più importante per un ciclista, al termine di un Tour bellissimo e corso sempre davanti. Continua